|
|
|
|
|
Galleria Tassonomica di
Natura Mediterraneo
|
|
|
| Autore |
Discussione  |
|
fabioliverani
Utente V.I.P.
  
Città: cesena
Prov.: Forlì-Cesena
Regione: Emilia Romagna
146 Messaggi Fotografia Naturalistica |
Inserito il - 21 ottobre 2008 : 09:14:10
|
andrea ciao, le tue immagini (quelle qui "postate") hanno un denominatore comune: il soggetto completamente centrale. ti copio qui di seguito lcune informazioni che penso possano aiutarti a migliorare la composizione.
Cosa rende un’immagine una bella immagine? La realizzazione tecnica e soprattutto la composizione, che vanno di pari passo, in quanto l’una non può prescindere dall’altra.
“Spesso la composizione è davvero il mezzo migliore che un fotografo ha a disposizione per mostrare la complessità della vita; la struttura di un’ immagine può suggerire la forma che diviene bellezza”. (Robert Adams)
Che cos’è la composizione? Semplice: tutte le scelte creative applicate dal fotografo al momento dello scatto: la posizione da cui scattare l’immagine, il momento, la scelta della posizione in relazione non solo al soggetto ma allo sfondo, la scelta dell’angolo di campo dell’ottica, l’inclinazione della fotocamera e di conseguenza la prospettiva. Queste scelte sono riassumibili nell’inquadratura. Altre scelte determinanti sono più “tecniche”: ad esempio la scelta dei tempi e dei diaframmi, fondamentali per decidere cosa debba essere a fuoco e cosa no, per realizzare un immagine mossa o ben incisa. Vediamole una per una… Vedere fotograficamente Ciò che può apparire bello visivamente, spesso trasferito su pellicola o sensore non lo è. Chi nella propria vita non si è imbattuto in scenari da favola che poi una volta sviluppati non catturano lo sguardo? Vedere fotograficamente consiste nel saper mettere ordine all’interno della scena fotografata. La fotografia spesso è un esercizio a eliminare elementi di disturbo dall’inquadratura, elementi che distraggono dal soggetto e dalla comunicazione di quella determinata immagine, non ad aggiungerne altri che possano portare confusione all’interno dell’immagine. Scelta fondamentale è anche quel tipo di luce, sole, cielo nuvoloso, notte, l’orario è molto importante. La scelta può cadere anche sull’uso anche unitamente alla luce diurna della luce artificiale continua o flash; le scelte applicabili sono pressoché infinite.
Per capire come comporre conviene da subito fissare alcuni elementi fondamentali:
Il soggetto
Il soggetto è sicuramente la parte più importante dell’immagine, quella su cui è basato tutto il discorso di scelte e applicazioni della composizione; il soggetto dovrebbe essere il centro della nostra attenzione, le scelte andrebbero fatte in base ad esso. Tutta la comunicazione dell’immagine ruota attorno al soggetto: la relazione fra soggetto, tutto ciò che sta attorno e lo sfondo è fondamentale, ragioniamoci prima di “scattare”.
Lo sfondo
Per sfondo si intende quella parte di immagine che sta non solo dietro al soggetto ma anche davanti, se il soggetto riempie l’intera immagine la fotografia non ha sfondo. La leggibilità degli elementi dello sfondo è fondamentale nella comprensione del soggetto e di come questo si relaziona con gli elementi che lo circondano. Uno sfondo sfuocato o nitido cambia completamente il modo di lettura e la comunicazione di un’immagine.
L’aria
Lo spazio davanti, dietro, sopra e sotto al soggetto è definito anche aria, generalmente si intende aria lo spazio di fronte e dietro lo sguardo di un soggetto animato, sia esso persona o animale. Generalmente è meglio che il soggetto abbia maggior “aria” in direzione del proprio sguardo, così facendo l’immagine assume maggior dinamismo. Il nostro sguardo tende a leggere l’immagine cercando proprio di osservare oltre al soggetto cosa esso stia facendo nella scena, dove guardi o in che direzione stia muovendosi. Non riuscire ad comporre in modo che l’aria dia questa possibilità di osservazione nel fruitore fa si che la nostra fotografia manchi di qualcosa, sia incompleta.
La regola dei terzi, teorie di composizione Le teorie compositive servono a creare linee guida atte a creare immagini armoniose o più correttamente espressive; la più comune e impiegata è quella dei terzi, anche la più semplice. Se dividiamo il fotogramma in terzi, tracciando due linee verticali e due linee orizzontali, all’incrocio di queste quattro linee, dove si trovano i cosiddetti punti di forza o nodali, troviamo la collocazione ideale, in molti casi, della posizione del soggetto. Molti sistemano il soggetto principale nel centro del fotogramma, ma non è sempre questa la posizione più adatta, anzi il contrario. Un soggetto nel mezzo del fotogramma rende l’immagine piatta, a causa della simmetria. Diversamente, l'asimmetria suggerisce dinamismo. Un altro esempio: ipotizziamo l’immagine di un lago con l’orizzonte a metà fotogramma, come faccio a capire quale spazio il fotografo vuole portare alla mia attenzione? Hanno entrambi la stessa importanza nell’inquadratura, forse voleva comunicarmi: bello questo lago, ma bello anche il cielo. Non si decodifica il soggetto, l’ occhio gira, non trova un punto di interesse. Certo esistono casi in cui la linea dell’orizzonte a metà fotogramma è gradevole, esistono casi, non è la norma, non è così nella maggioranza dei casi. Attenzione: codificata la comunicazione della regola, codificata anche, e di conseguenza, la comunicazione dell'eccezione alla regola, e questo vale per tutti i punti che analizziamo.
La geometria
La fotografia è ovviamente bidimensionale, il mondo invece è a tre dimensioni. Trasferendo l’immagine che noi percepiamo da tre dimensioni del reale a due della fotografia, dobbiamo portare molta attenzione alle geometrie che si vengono a formare nell’immagine. Possiamo sfruttare la prospettiva per "guidare" l'attenzione del lettore verso il soggetto principale, sfruttare la composizione per invitare lo sguardo del lettore verso il soggetto, seguendo magari un determinato percorso: la geometria di un’immagine, i punti di forza, sono parte di un linguaggio comune in tutte le espressioni grafiche, aiutano il lettore a non vagare con lo sguardo, ma a soffermarsi sul punto di reale interesse e a leggere correttamente la nostra immagine.
La profondità di fuoco Molti credono che avere molta profondità di fuoco, più spesso ed erroneamente definita profondità di campo, sia la scelta migliore. In realtà questa scelta è determinante e serve ad isolare maggiormente o in maniera minore lo sfondo e può agire creativamente sull'immagine. Scarsa profondità di fuoco è fondamentale ad enfatizzare il soggetto creando un alone di sfocato sullo sfondo, tecnica utilizzata ad esempio nel ritratto classico, enfatizzata dall’uso di un medio tele obiettivo. A seconda della focale utilizzata avremo in modo inversamente proporzionale alla sua lunghezza una minore o maggiore profondità di campo.
Tempi di esposizione Ai fini creativi e compositivi, e non ultimo di comunicazione dell’immagine che vogliamo realizzare, un mezzo espressivo a nostra disposizione è la scelta del tempo di esposizione. Possiamo scegliere se “congelare” il movimento di un soggetto, per esempio una figura in corsa o l’acqua di una cascata, oppure se vogliamo renderlo mosso impiegando un tempo di esposizione lungo, magari fissando la fotocamera sul treppiede, oppure se vogliamo eseguire un mosso con la fotocamera in mano, o un “panning”, cioè ruotare la fotocamera alla stessa velocità del soggetto ottenendo un sfondo mosso e il soggetto il più inciso possibile. I tempi di esposizione sono fondamentali per esaltare tutte quelle situazioni dove il movimento fa parte del soggetto. Conclusioni Abbiamo visto che attraverso obiettivi, luce, esposizione e una buona posizione dove scattare e porre il soggetto, è possibile esaltare un aspetto od un altro dell’inquadratura. Con le nostre scelte noi comunichiamo ciò che in quel momento ci ha colpito. Si presenta un interessante paradosso: come noi comunichiamo è più importante di ciò che comunichiamo. Esempio: sono ad una festa, afferro la chitarra e mi metto a cantare una canzone che piace a tutti, proprio a tutti, ma siccome sono stonato rischio seriamente il linciaggio. E’ successa una cosa semplice: il modo di presentare il concetto, quindi il modo di comunicare, era malfatto, di conseguenza ciò che cantavo era di scarsa rilevanza. Significa che è inutile che noi fotografiamo male il più bel soggetto del mondo. Avrebbe cento volte più valore una bella immagine di un soggetto banale (dal punto di vista estetico). Significa che il modo di presentare un concetto è più importante del concetto stesso. Conoscere a fondo tecnica e composizione in fondo non è che l’inizio, la base per realizzare un’ottima fotografia ma non basta. Se vogliamo ottenere un risultato dobbiamo perseguirlo sia tecnicamente che culturalmente in poche parole essere padroni sia del contenuto sia della forma saper vedere bene fotograficamente e conoscere cosa stiamo fotografando.
Immagine:
165,59 KB |
Modificato da - fabioliverani in data 21 ottobre 2008 09:16:53 |
 |
|
|
Ric
Utente Senior
   

Città: Alba
Prov.: Cuneo
Regione: Piemonte
1360 Messaggi Fotografia Naturalistica |
Inserito il - 21 ottobre 2008 : 09:29:11
|
Grazie Fabio, trovo le informazioni molto interessanti e potranno certamente essere di grande utilità per chi vuole migliorare.
Enrico |
 |
|
|
poldino
Utente Senior
   

Città: occhieppo inferiore
Prov.: Biella
Regione: Piemonte
1490 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 04 marzo 2009 : 18:14:42
|
spero dopo avere letto e riletto di riuscire nall'intento di fare qualche fotografia degna di essere chiamata tale
|
 |
|
Discussione  |
|
|
|
Natura Mediterraneo |
© 2003-2024 Natura Mediterraneo |
 |
|
Leps.it | Herp.it | Lynkos.net
|