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Galleria Tassonomica di
Natura Mediterraneo
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Lucabio
Utente Senior
   
 Città: Mongardino
Prov.: Asti
Regione: Piemonte
4359 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 18 novembre 2009 : 22:31:59
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Il buon senso di un'oca
Il prossimo autunno, quando vedrete le oche selvatiche puntare verso sud per l'inverno in formazione di volo a V, potrete riflettere su ciò che la scienza ha scoperto riguardo al motivo per cui volano in quel modo. Quando ciascun uccello sbatte le ali, crea una spinta verso l'alto per l'uccello subito dietro. Volando in formazione a V, l'intero stormo aumenta l'autonomia di volo di almeno il 71% rispetto ad un uccello che voli da solo.
Coloro che condividono una direzione comune ed un senso di comunità arrivano dove vogliono andare più rapidamente e facilmente, perché viaggiano sulla spinta l'uno dell'altro.
Quando un'oca si stacca dalla formazione, avverte improvvisamente la resistenza aerodinamica nel cercare di volare da sola e, rapidamente, si rimette in formazione per sfruttare la potenza di sollevamento dell'oca davanti.
Se avremo altrettanto buon senso di un'oca, rimarremo in formazione con coloro che procedono nella nostra stessa direzione.
Quando la prima oca si stanca, si sposta lentamente ed un'altra oca prende il suo posto di guida.
E' sensato fare a turno nei lavori esigenti, che si tratti di persone o di oche in volo verso sud.
Le oche gridano da dietro per incoraggiare quelle davanti a mantenere la velocità.
Quali messaggi mandiamo quando gridiamo da dietro?
Infine (e questo è importante) quando un'oca si ammala o viene ferita da un colpo di fucile ed esce dalla formazione, altre due oche ne escono insieme a lei e la seguono per prestare aiuto e protezione. Rimangono con l'oca caduta finché non è in grado di volare oppure finché muore, soltanto allora si lanciano per conto loro, oppure con un'altra formazione, per raggiungere di nuovo il gruppo.
Se avremo il buonsenso di un'oca, ci sosterremo a vicenda in questo modo.
   Luca
<<Non c'è niente come la paleontologia. Il piacere del primo giorno di caccia alla pernice o dell'apertura della stagione della caccia non si può paragonare a ciò che si prova nel trovare un gruppo di ossa fossili in buono stato, che raccontano la loro antica storia in un linguaggio quasi vivo>>. Charles Darwin
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vespa90ss
Utente Super
    

Città: Firenze
Regione: Toscana
6434 Messaggi Tutti i Forum |
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Subpoto
Moderatore
    

Città: Roma
Prov.: Roma
Regione: Lazio
9036 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 00:09:30
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Bellissima e suggestiva immagine,ma non mi piace essere un'oca.
Preferisco faticare, anche nuotando contro corrente,pur rimanendo nelle regole.
Un'oca pur risparmiando fatica rimarrà sempre un'oca e non creerà mai niente di innovativo,sono milioni di anni che le oche volano a V verso sud.
Sono più favorevole ad un sano individualismo purché si manifesti all'interno delle regole condivise e nel rispetto degli altri.
La natura è un libro aperto, siamo noi che non sappiamo leggerlo Sandro |
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Laser
Utente Senior
   

Città: Valle Mosso
Prov.: Biella
Regione: Piemonte
1685 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 08:45:08
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Ho provato ad immedesimarmi in una di quelle oche, moltissimi pensieri ne sono scaturiti, uno dei tanti è questo:
Non ho mai trovato lo stormo adatto alle mie condizioni, o sono troppo veloci e prima o poi sono costretto ad abbandonare il gruppo senza le due oche accanto di protezione o adirittura non vedo stormi passare.
Troppo ci sarebbe da dire su queste analogie, di certo i miei pensieri sono confusionari ma ancora una cosa mi hai fatto tornare alla mente, cinquanta anni fà...il mio istruttore di volo sceso dalla carlinga del piccolo FL3 mi disse di decollare, finalmente volavo con le mie ali, ma anche qui per cause varie dovetti tornare a terrà dove ci rimasi tutti questi anni. Ora sono un po' stanco, non tento più di unirmi a qualche stormo di passaggio ma incito Te a proseguire al vertice della formazione, ne hai sicuramente forza,capacità e qualità. Coraggio Luca !
Sergio -------------------- Indagare per conoscere la natura è vivere (Settepassi) |
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Lucabio
Utente Senior
   

Città: Mongardino
Prov.: Asti
Regione: Piemonte
4359 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 08:56:36
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| Messaggio originario di Laser:
Ho provato ad immedesimarmi in una di quelle oche, moltissimi pensieri ne sono scaturiti, uno dei tanti è questo:
Non ho mai trovato lo stormo adatto alle mie condizioni, o sono troppo veloci e prima o poi sono costretto ad abbandonare il gruppo senza le due oche accanto di protezione o adirittura non vedo stormi passare.
Troppo ci sarebbe da dire su queste analogie, di certo i miei pensieri sono confusionari ma ancora una cosa mi hai fatto tornare alla mente, cinquanta anni fà...il mio istruttore di volo sceso dalla carlinga del piccolo FL3 mi disse di decollare, finalmente volavo con le mie ali, ma anche qui per cause varie dovetti tornare a terrà dove ci rimasi tutti questi anni. Ora sono un po' stanco, non tento più di unirmi a qualche stormo di passaggio ma incito Te a proseguire al vertice della formazione, ne hai sicuramente forza,capacità e qualità. Coraggio Luca !
Sergio -------------------- Indagare per conoscere la natura è vivere (Settepassi)
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Caro Sergio, nel nostro piccolo gruppo, anche se con pochi ma intensi voli (uscite paleontologiche sul campo) io mi sento un po' in uno stormo... ognuno ha modo di imparare cose nuove dagli altri, spero anche tu ti possa sentire parte di questo gruppo!
Poi c'è il forum NM, e qui si tratta non solo di uno stormo, ma di un'enorme colonia di uccelli in volo.. eh eh! 
Cerca di tenerti libero per il secondo WE di dicembre.. se non nevica e non fa troppo freddo avevo in mente una cosetta.. ti farò sapere in tempi utili. Ciao!
   Luca
<<Non c'è niente come la paleontologia. Il piacere del primo giorno di caccia alla pernice o dell'apertura della stagione della caccia non si può paragonare a ciò che si prova nel trovare un gruppo di ossa fossili in buono stato, che raccontano la loro antica storia in un linguaggio quasi vivo>>. Charles Darwin
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vespa90ss
Utente Super
    

Città: Firenze
Regione: Toscana
6434 Messaggi Tutti i Forum |
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Lucabio
Utente Senior
   

Città: Mongardino
Prov.: Asti
Regione: Piemonte
4359 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 09:27:37
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| Messaggio originario di Subpoto:
Bellissima e suggestiva immagine,ma non mi piace essere un'oca.
Preferisco faticare, anche nuotando contro corrente,pur rimanendo nelle regole.
Un'oca pur risparmiando fatica rimarrà sempre un'oca e non creerà mai niente di innovativo,sono milioni di anni che le oche volano a V verso sud.
Sono più favorevole ad un sano individualismo purché si manifesti all'interno delle regole condivise e nel rispetto degli altri.
La natura è un libro aperto, siamo noi che non sappiamo leggerlo Sandro
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Anch'io sovente per come sono fatto mi ritrovo e talvolta preferisco lavorare individualmente.. perchè da solo riesco ad impostare il lavoro come voglio, a seguire approfonditamente le ricerche che mi intessano maggiormente.. ma mi accorgo anche che da solo mi perdo comunque sempre, volente o nolente, qualcosa. Infatti appena coinvolgo qualcuno e inizio a lavorare in un gruppo, ecco che nuove informazioni, di cui talvolta ignoravo l'esistenza, vanno ad ampliare il panorama...
   Luca
<<Non c'è niente come la paleontologia. Il piacere del primo giorno di caccia alla pernice o dell'apertura della stagione della caccia non si può paragonare a ciò che si prova nel trovare un gruppo di ossa fossili in buono stato, che raccontano la loro antica storia in un linguaggio quasi vivo>>. Charles Darwin
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Subpoto
Moderatore
    

Città: Roma
Prov.: Roma
Regione: Lazio
9036 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 11:46:54
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Le norme del vivere civile e del rispetto per gli altri pongono dei limiti al nostro modo di interagire,all'interno di queste limitazioni c'è un ampio margine per esprimere la propria individualità. Restando nel mondo animale mi vedo più in un gruppo di macachi giapponesi in cui l'esperienza del singolo viene condivisa da tutta la comunità diventando un patrimonio comune del gruppo. Sono perfettamente d'accordo con Luca sull'importanza di lavorare in gruppo, ma non sul volare tutti nella stessa direzione,nel gruppo ognuno fa le sue esperienze, il muoversi in diverse direzioni amplia il campo di interessi ed il condividerli velocizza l'apprendimento.
La natura è un libro aperto, siamo noi che non sappiamo leggerlo Sandro |
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vespa90ss
Utente Super
    

Città: Firenze
Regione: Toscana
6434 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 12:09:24
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| Messaggio originario di Subpoto:
Le norme del vivere civile e del rispetto per gli altri pongono dei limiti al nostro modo di interagire,all'interno di queste limitazioni c'è un ampio margine per esprimere la propria individualità. Restando nel mondo animale mi vedo più in un gruppo di macachi giapponesi in cui l'esperienza del singolo viene condivisa da tutta la comunità diventando un patrimonio comune del gruppo. Sono perfettamente d'accordo con Luca sull'importanza di lavorare in gruppo, ma non sul volare tutti nella stessa direzione,nel gruppo ognuno fa le sue esperienze, il muoversi in diverse direzioni amplia il campo di interessi ed il condividerli velocizza l'apprendimento.
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Non sempre il volare in direzioni diverse viene interpretato come un rimanere all'interno della regola. Accade più spesso il contrario. E' qui, Sandro, che risiede la limitazione del comune sentire nonchè della possibilità di poter esprimere la propria individualità. Trovare una situazione di equilibrio fra il procedere controcorrente o l'abbandonarsi ad essa può rappresentare una soluzione. Ma non è la soluzione. Beppe 
Bottled beetles - salviamo le spiagge, i litorali, le dune dai barbari clicca per Facebook
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Subpoto
Moderatore
    

Città: Roma
Prov.: Roma
Regione: Lazio
9036 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 14:42:22
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Nel contesto di un gruppo noi non siamo quello che crediamo di essere ma quello che siamo nella considerazione degli altri,sta alla sensibilità dell'individuo capire quanto il suo andare autonomamente sia condiviso. Le innovazioni positive in genere portano crediti,le prese di posizione critiche o negative possono essere espresse solo da un punto di forza e ben documentate altrimenti portano solo negatività,ma anche in questo caso le scelte sono individuali ed ognuno deve prendersi carico delle reazioni provocate. Ma qui stiamo uscendo dal tema proposto da Luca in cui è presa in considerazione solo la parte positiva e creativa, sintetizzando stavamo discutendo se era cosa migliore viaggiare tutti insieme nella stessa direzione o condividere esperienze diverse ed indipendenti condividendole e da li raggiungere una sintesi.
La natura è un libro aperto, siamo noi che non sappiamo leggerlo Sandro |
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vespa90ss
Utente Super
    

Città: Firenze
Regione: Toscana
6434 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 15:24:05
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| Messaggio originario di Subpoto:
Ma qui stiamo uscendo dal tema proposto da Luca in cui è presa in considerazione solo la parte positiva e creativa, sintetizzando stavamo discutendo se era cosa migliore viaggiare tutti insieme nella stessa direzione o condividere esperienze diverse ed indipendenti condividendole e da li raggiungere una sintesi.
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no Sandro, non è questo che Luca intendeva offrire come spunto di riflessione. Si riferiva all' essere al vertice della V per fendere l'aria e alleggerire il compito di chi segue. In genere lo fa chi è di "spalle grosse": chi cioè si sente di saper guidare nella direzione voluta (senso esatto dell'orientamento che tradotto in termini umani è la percezione realistica del traguardo da raggiungere). Ma lo fa anche chi sa di possedere le doti fisiche giuste per poter sopportare una mole di lavoro superiore agli altri, i quali seguiranno la traccia a V solcata nel cielo non solo per non perdersi ma soprattutto perchè non avrebbero la forza sufficiente per spingersi tanto in là con le proprie risorse. Il ruolo di "apripista" però non può essere preteso in assoluto e soprattutto per sempre. E' un ruolo che periodicamente deve alternarsi proprio per consentire il recupero di energie spese in eccesso. L'intuizione di una metafora che si presta molto bene ad adattarsi alla realtà del nostro socializzare con tutte le attribuzioni che questo aggregarsi comporta. Una metafora che denota profonda sensibilità e grande delicatezza nel modo di esporre un punto di vista rispetto ad una realtà talvolta in affanno. Anche il riferimento all'animale ferito che viene distanziato necessariamente dal gruppo che prosegue per la sua strada e si allontana, ma che viene soccorso da un paio di consimili, non giunge a caso. Forse è proprio in questo esempio la chiave più significativa della metafora. Ciao Beppe 
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Subpoto
Moderatore
    

Città: Roma
Prov.: Roma
Regione: Lazio
9036 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 16:00:24
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Sicuramente è un bell'esempio di collaborazione e solidarietà che dovremmo prendere ad esempio,la mia osservazione è che è un modello monotematico sempre simile a se stesso.Anche nell'alternanza dell'individuo che fende l'aria non si ha una variazione del tema che resta immutabile. Diversa ma molto più simile alle nostre esigenze è una società di primati in cui l'esperienza viene condivisa indipendentemente da chi comanda il branco,ogni individuo può portare un'innovazione che se ritenuta valida viene adottata da tutto il gruppo,anche in questo caso vi è la solidarietà del gruppo che difende i membri con la forza del branco. In questo modello si possono intravedere i primi elementi che hanno portato alla nascita della società umana, un modello da cui purtroppo ci stiamo sempre più allontanando.
La natura è un libro aperto, siamo noi che non sappiamo leggerlo Sandro |
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marz
Utente Super
    
Città: Bergamo
Regione: Lombardia
8788 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 19 novembre 2009 : 20:53:13
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Non so, Lucabio, se hai mai visto il Giro d' Italia od una qualsiasi corsa di ciclismo. Funziona più o meno come il volo delle oche. A turno si tira il gruppo e quando uno è stanco lascia il posto ad un altro. Chi rimane indietro viene aiutato (da qualcuno della stessa squadra) a rientrare in gruppo. E' una questione soprattutto di aerodinamica e di organizzazione.
Però, nel ciclismo (come credo nella vita di tutti i giorni), nessuno fa il tifo per chi rimane in gruppo. La passione va tutta per i Coppi, per i Pantani, per i Bettini, cioè per quei corridori che hanno il coraggio, la forza e l' intelligenza di sfidare il gruppo, e di riuscire, da soli (od in pochissimi) ad andare più avanti del gruppo.
Uscendo fuori di metafora, il volo delle oche (pur ritenendolo un esempio intelligente di collaborazione) non mi entusiasma particolarmente e mi sento molto vicino alle tesi di Subpoto.
marz |
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Luciano54
Moderatore
   

Città: Forlì
Prov.: Forlì-Cesena
Regione: Emilia Romagna
4965 Messaggi Flora e Fauna |
Inserito il - 20 novembre 2009 : 21:50:29
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Bella e interessante questa discussione ... a prescindere dalle diverse valutazioni; ... penso però che occorra valutare con attenzione il perchè le oche utilizzino quella strategia in modo così costante e "ripetitivo" ... che come dice giustamente Sandro: ... "è un modello monotematico sempre simile a se stesso.Anche nell'alternanza dell'individuo che fende l'aria non si ha una variazione del tema che resta immutabile." .... e io credo che il motivo fondamentale sia quello che è la migliore strategia possibile per garantire la sopravvivenza della specie ... e che quindi nella sua attuazione (per certi versi "obbligata") vi sia comunque qualcosa di "grande" ... perchè è un qualcosa che va oltre il nostro modo individualistico di intendere la vita (forse perchè non abbiamo più la necessità di preservare la specie). Detto questo mi sento molto vicino ai concetti espressi da Sandro e Giuseppe ... (sono tendenzialmente un "individualista") ... ma come Luca resto sempre affascinato dalle strategie di "cooperazione" messe in atto da molte specie animali ... per il "bene comune". Ciaoo.
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theco
Utente Super
    

6119 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 20 novembre 2009 : 23:27:36
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Chissà dove sarebbe oggi la specie umana se, date le sue formidabili capacità intellettive, avesse sviluppato la collaborazione anzichè l'individualismo: immagino che ora starebbe volando a V tra i più remoti confini dello spazio e del pensiero.
Ciao, Andrea |
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marz
Utente Super
    
Città: Bergamo
Regione: Lombardia
8788 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 20 novembre 2009 : 23:41:24
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Forse, Theco, non avrebbe sviluppato le sue "formidabili capacità intellettive". Chi lo sa...
marz |
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theco
Utente Super
    

6119 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 21 novembre 2009 : 09:36:45
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Mi sembra che l'equazione: individualismo = intelligenza, e quindi per contro, solidarietà = istinto ripetitivo, sia un po' semplicistica.
Ovviamente le oche sono egoiste, e quindi individualiste: si litigano il cibo, cercano di aggiudicarsi il posto migliore per nidificare, ecc. ecc., tutti atteggiamenti nei quali privilegiano se stesse a tutto danno degli altri individui.
Il loro egoismo le ha portate addirittura a sviluppare anche la capacità di collaborare, un atteggiamento solo apparentemente non individualistico, ma che altro non è se non la strategia migliore per l'individuo in quella particolare circostanza.
La nostra specie mi sembra assai meno 'intelligente' da questo punto di vista: per noi l'individualismo non è più una possibile strategia, a volte utile a volte no, è diventato un ideale, svincolato dal contesto di reale utilità, quindi inevitabilmente limitante.
E' ottimo il titolo scelto da Lucabio: siamo esseri dotati di formidabili capacità intellettive, ma siamo privi di buon senso, a differenza di un oca.
Ciao, Andrea |
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Luciano54
Moderatore
   

Città: Forlì
Prov.: Forlì-Cesena
Regione: Emilia Romagna
4965 Messaggi Flora e Fauna |
Inserito il - 21 novembre 2009 : 20:08:06
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Condivido gran parte di quanto detto da Andrea, .... questo passaggio in particolare:
| Messaggio originario di theco: .... Il loro egoismo le ha portate addirittura a sviluppare anche la capacità di collaborare, un atteggiamento solo apparentemente non individualistico, ma che altro non è se non la strategia migliore per l'individuo in quella particolare circostanza. .... |
Il tema è comunque molto (troppo?) vasto ... e condurrebbe prima o poi a valutazioni circa il "successo riproduttivo" o "l'investimento parentale", ... tematiche individualiste che per la fauna selvatica sono sempre subordinate ad un apparente atteggiamento solidale (ovviamente a livello intraspecifico ) ... finalizzato alla conservazione della specie; mi sembra anche di poter dire che queste strategie hanno però perso, per il genere umano, gran parte della loro importanza. Ciaoo
Link |
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marz
Utente Super
    
Città: Bergamo
Regione: Lombardia
8788 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 21 novembre 2009 : 22:43:27
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Theco, credo che nessuno dei partecipanti a questa discussione abbia mai posto un' equazione (che più che semplicistica mi appare decisamente sciocca) del tipo individualismo = intelligenza, e quindi per contro, solidarietà = istinto ripetitivo. Di sicuro non la pongo io, che sono perfettamente consapevole dei rischi di un individualismo esasperato.
Il mirabile volo a V delle oche fra un miliardo di anni con ogni probabilità sarà ancora uguale ad adesso e per quanto mirabile non è destinato ad alcuna evoluzione.
Le nostre esperienze individuali invece porteranno sicuramente ad innovazioni evolutive, così come è stato da alcuni milioni di anni a questa parte. L' individualismo, la fantasia, la creatività, l' uscire dagli schemi abituali, il non seguire acriticamente i comportamenti collettivi è una parte importantissima ed indispensabile di questo processo evolutivo.
marz |
Modificato da - marz in data 21 novembre 2009 22:50:03 |
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elleelle
Moderatore Trasversale
    

Città: roma
Regione: Lazio
33331 Messaggi Flora e Fauna |
Inserito il - 21 novembre 2009 : 23:01:49
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Mi sembra che abbiate tutti ragione, nel senso che, secondo me, non ci sono atteggiamenti buoni per ogni occasione.
Quando si tratta di attuare una decisione già presa, come il viaggio delle oche, è vantaggioso lo spirito di gruppo per arrivare prima, faticare di meno e possibilmente arrivare tutti. Lo stesso vale in linea di massima per una squadra che gioca una partita o per un gruppo di militari in guerra.
Nei momenti di pausa, quando non ci sono emergenze da affrontare e ognuno fa cose diverse, meglio essere come i macachi.
Ma se un oca si facesse venire un'idea geniale durante un volo già avviato e cercasse di metterla in atto in difformità alle regole, probabilmente farebbe danno.
Il bello di noi uomini è che sappiamo fare il mestiere di tanti animali diversi secondo le esigenze ..... ma a volte sbagliamo mestiere.
luigi
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Modificato da - elleelle in data 21 novembre 2009 23:03:44 |
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