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 LA NATURA NELLE PAROLE
 La rondine
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Giancarlo64
Utente nuovo

Città: Roma
Prov.: Roma

Regione: Lazio


9 Messaggi
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Inserito il - 14 aprile 2009 : 22:22:49 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

Una poesia dolcissima ricevuta molti anni fà e riletta oggi......voglia di dividerla con qualcuno................

LA RONDINE

Entrò nella sua vita una primavera non come le altre. Una finestra aperta al vento dal mare, uno svolazzare di ali e scivolò giù dal cielo lungo un raggio di sole, lasciando una scia di polvere. Cadde lì, proprio sul letto accanto a lui e rimase immobile, come pietrificata fra un battito di ali e un altro. Svegliato dal suo arrivo, la guardò e sorrise. Nei suoi occhi, non c'era paura, solo la stanchezza di una piccola rondine che un giorno si lanciò con coraggio impetuoso alto alto nel cielo per compiere un viaggio grande, per poi perdersi fra bufere e tempeste, sotto un firmamento senza stelle. Sola, sfinita, smarrita.
Un onda di tenerezza lo travolse e come ipnotizzato stese la mano per accarezzarla. Rimase immobile sotto la sua carezza e attraverso quello sguardo che non lasciò mai il suo, l'anima del piccolo uccellino si aperse e si consegnò all'uomo sdraiato accanto a lei.
Dall'albero fuori, un merlo cantò e poi tacque. e la magia si ruppe. Gli occhi della piccola rondine si staccarono dai suoi, si offuscarono, fuggirono a destra e a sinistra. Fu travolta dal ricordo della fuga che l'aveva scagliata attraverso quella finestra e, trascinata dal panico, prese volo. Svolazzò accecata, in balia dei suoi istinti, sbattendo contro le mura di quella piccola stanza mentre lui la seguì con gli occhi e l'angoscia gli chiuse la gola.
Poi trovò voce. Piccola mia, disse, ninetta mia, ferma lì. Vieni qui fra le mie mani. E come per incanto, la piccola rondine si fermò davvero, davanti la finestra aperta da dove era entrata. Si fermò e si mise a cantare, una canzone dolce dalla sua terra, mentre la brezza che veniva dal mare sollevò la polvere di quel viaggio temibile dalle piume e la trasformò in briciole di sole.
Prese volo un'altra volta. Ballò insieme a quei frammenti di sole, si intrecciò con la brezza, poi scese dall'uomo seduto sul letto e, ancora cantando, si appoggiò nel palmo della mano sinistra, quella che porta al cuore.
Il suo sguardo cercò il suo e l'uomo vide non più la stanchezza di un piccolo uccellino smarrito, ma gli occhi sereni e limpidi di una donna innamorata. Occhi che sembravano sussurrare: sono arrivata, sono qui per te, per scoprire un modo ancora più bello di volare.



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saltimpalo
Utente Senior

Città: Firenze
Prov.: Firenze

Regione: Toscana


2644 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 16 aprile 2009 : 21:49:33 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Poesia molto bella che riguarda forse l' animale (uccello) selvatico più legato all'uomo che ci sia.
Grazie per averla condivisa.
Ciao Francesco


STOP al consumo di territorio.----> Renato for President!
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