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 LA NATURA NELLE PAROLE
 Chi è il fungaiolo: per sorridere un po'
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a p
utente ritirato in data 22.02.2012



9799 Messaggi

Inserito il - 07 novembre 2006 : 12:01:00 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

La raccolta dei funghi è una disciplina che si distacca nettamente da qualsiasi altra attività umana. Al confronto, i tortuosi percorsi spirituali delle dottrine orientali per il raggiungimento del Dharma o l’altissima preparazione fisico-scientifica necessaria per diventare astronauti dello Space Shuttle sono delle bazzecole!

Per poter essere definito "fungaiolo D.O.C.", oggi bisogna possedere una conoscenza micologica pari a 3 lauree, un Master a Oxford, un campus a Cambridge e un campeggio con le Giovani Marmotte, un tesserino, un permesso, due passaporti. Inoltre, è necessario aver trovato nel corso della propria vita almeno dodici porcini sopra il chilo l’uno, aver visto (anche da lontano) la famosa "Mamma di tutte le Brise" da cinque chili e mezzo, aver toccato (non in fotografia) un’"Amanita cesarea" detta "Ovolo buono".

Il raccoglitore di "miceti" (che non sono piccoli gattini veneti) conosce a memoria almeno cinquanta nomi latini di funghi, finge di conoscerne un altro centinaio, ne inventa almeno quattro o cinque ad ogni discussione.

Questa categoria di individui cerca sempre di sorprendere il profano, asserendo che il fungo più gustoso è senza dubbio la "Rozites caperata", detta anche "Foliota grinzosa", oppure scandalizzano i benpensanti parlando dell’"Amanita vaginata" e del "Phallus impudicus" trovati attaccati l’una all’altro sotto ad un abete del Monte Katz.

I veri fungaioli sono convinti che i funghi possiedano una coscienza propria, quasi un’anima, con sensi sviluppatissimi, come ad esempio l’"Auricularia auricula", che sente i passi del fungaiolo a duecento metri di distanza e scappa sotto le foglie; oppure la "Serpula lacrymans", fungo che fugge sui tronchi strisciando e piangendo per chiedere pietà e non farsi raccogliere. Il "Cantharellus cibarius" poi, ama mangiare canticchiando melodie da operetta, mentre la "Lepista nuda" mostra spudoratamente le proprie lamelle a tutti.

In effetti, quasi tutti i nomi dei funghi, siano essi in latino che nelle versioni "volgari", lasciano spazio ai doppi sensi: la "Famigliola gialla" non è ovviamente un nucleo famigliare cinese, come la "Famigliola buona" non eccelle necessariamente in generosità e buoni propositi sociali, la "Mitrophora semilibera" in realtà non è agli arresti domiciliari e il "Gonfidio viscido" non è un grasso maniaco sessuale. Il "Tricholoma equestre" potrebbe essere scambiato per un trattamento anticalvizie per cavalli e il "Lycoperdon giganteum" può confondersi con una specie di dinosauro.

Molti funghi fanno poi pensare a malattie e maledizioni varie, come la "Tignosa vinata" (che può esser scambiata per un fungo della pelle degli alcolizzati), la "Scleroderma aurantium", il "Pleurotus cornucopiae" o la "Melanoleuga grammopodia", sono tutte denominazioni simili a quelle di inguaribili patologie delle zone tropicali.

Il "Lattario delizioso" e il "Lattario sanguigno" per diversi anni sono stati confusi con due fratelli rivenditori di latte e formaggi, uno gentile e a modo, l’altro irruente e facilmente incazzabile.

Le descrizioni delle numerose specie di fungo che si possono trovare su alcuni testi sono in grado di far cadere il lettore nello sconforto dell’insicurezza: le pigmentazioni "color limonite", "color terra di Sinope", "color rosso-olivastro", "tonalità verde-violetto", "color tufo", "color cinabro" o "color zenzero" richiedono competenze da Accademia delle Belle Arti, mentre il riconoscimento degli odori impone l’appartenenza ad una famiglia che svolge attività rurali da almeno tre generazioni, come ad esempio quello "caratteristico di farina appena macinata", "di legno di cedro", "simile a quello posseduto dal tarlo del legno" (cfr. Bruno Cetto "Millefunghi" Editrice Erpi, volume 3º, pagina 487 - e ditemi quando e perché una persona nella propria vita debba decidere di annusare un tarlo del legno...), "di ravanello", "di zucchero bruciato", "di buccia di patata", "di terra", "di caprone".

Ma il "fungaiolo D.O.C." conosce alla perfezione tutte le caratteristiche di ogni carpoforo (il fungo vero e proprio), comprese le mutazioni che presenta appena colto, dopo esser stato tagliato e, ovviamente, dopo la cottura. Conosco una persona che, mentre mangia il risotto o il contorno, ad ogni boccone decanta il nome del miceto in questione: "Questo era un Clitocybe infundibuliformis, detto Ombrellino!" (gnamm!), "Questa era una Russula virescens, detta Verdone!" (ciomp!), tenendo ogni volta la forchetta ben sollevata con il brandello di fungo in mostra.

Quando entra in azione, il "fungaiolo D.O.C." parte da casa prestissimo, alle quattro di mattina con il cielo ancora buio, per arrivare prima degli "altri", senza mai pensare che gli "altri" sono esattamente "fungaioli D.O.C." come lui e si trovano in bosco già da un pezzo.

Come il cacciatore porta con sè le esche di sale per il capriolo o il pescatore fa provvista di polenta per le trote, il fungaiolo professionista ha nella bisaccia gli scarti dei funghi mondati e curati il giorno prima, misti a lumache, ragnetti e millepiedi. Il tutto viene seminato a spaglio appena dentro al bosco, nella speranza di far incappare le spore in qualche micelio nascosto, per poter poi trovare chissà quali crescite miracolose, con improbabili mix tipo "Russola brisata", "Finfarle comatus" o "Manina lamellata". In realtà, gli unici a beneficiare dello sparpagliamento dei resti fungini sono i ragnetti e le lumache che tirano un sospiro di sollievo dopo un giorno e una notte passati in una busta di plastica del supermercato.

Preso atto dell’imponente numero di automobili già parcheggiate al limitar del bosco, il fungaiolo professionista non si perde d’animo ed entra deciso nella sua foresta, tossendo rumorosamente o fischiettando una marcetta militare, per ostentare sicurezza di sè agli altri raccoglitori.

Quando un fungaiolo, nel silenzio del bosco rotto solo dal cinguettio di qualche fringuello, incappa inaspettatamente in un altro fungaiolo a pochi metri da lui, si verifica il fenomeno detto "del balletto dell’indifferenza", che si svolge così: i due, senza mai incrociare lo sguardo l’un l’altro, fingono di non essersi visti e cominciano a percorrere con nonchalance un primo tratto a semicerchio lungo circa venti metri, guardando insistentemente verso i rami alti degli alberi, come alla ricerca di chissà quale nido. Poi c’è un primo ritorno sui propri passi, fingendo di cercare qualcosa nelle tasche dello zainetto, sempre nascondendo maldestramente la cesta in vimini del diametro di settanta centimetri. Poi si indietreggia di qualche passo, come estasiati da cotanto canto di crà (cornacchia) che vola sopra i rami. Così facendo, avanti e indietro come deficienti in trenta metri quadrati di bosco, i due fungaioli si trovano inevitabilmente faccia a faccia e, giocoforza, si salutano a voce bassa, con mezze parole biascicate, tipo "gn, gn, ‘ongiorno, ‘rovato ‘iente?", "mm,’utto secco, gnanca ‘na ‘ussola", "pfff, ghe vol la luna nova...", "gn, ‘rivederci", "mm, ‘uongiorno", e si allontanano in due direzioni opposte, senza aver visto nell’erba bassa otto porcini belli sodi, un’intera grigliata di "Lactarius deliciosus" e tre mazze da tamburo appena aperte pronte per l’impanatura.

Invece, verso le nove e mezza, quando si è appena trovata la prima bella brisa sui quattro-cinque etti, ancor prima di raccoglierla può apparire a pochi metri, dal nulla come uno zombi, il fungaiolo avversario che punta in direzione della brisa. Una persona normale non avrebbe difficoltà nel pensare che, giustamente, il primo che la vede, la raccoglie... Certo, ma non è questa la preoccupazione di chi ha visto per primo il fungo. Il problema è semmai quello di non far assolutamente sapere all’altro che lì, proprio lì, c’è il fungo, per preservare il luogo da incursioni future. Il fungaiolo furbo, quindi, trova uno scatto da lanciatore di giavellotto e, da dieci metri, lancia con precisione il suo bastone con attaccata la giacca, coprendo subito il porcino alla vista umana. Finge così di fare un pic-nic sull’erbetta e aspetta che passi il pericolo. Nove volte su dieci, appena rimasto solo, il fungaiolo si accorge di aver centrato in pieno la brisa con la punta del bastone, rendendola una poltiglia irraccoglibile.

Un altro degli elementi mitici di cui si fa bello il "fungaiolo D.O.C." è la presunta capacità di "sentire" la presenza dei funghi più di un comune mortale. Come rabdomanti moderni, questi personaggi sono convinti di possedere un intuito da Superpippo e, solo in presenza di pubblico, recitano la loro performance puntando a caso verso impossibili cespugli di rovo o all’interno di grotte abitate da tassi inaciditi o, ancora, tra gli zoccoli di placide vacche brucanti. Fatto sta che il fungo lo trovano, ma raramente è commestibile o comunque pregiato e l’esperimento riuscirebbe a chiunque, vista la quantità di esemplari di ogni specie presente nei boschi e nei prati.

L’attività del raccoglitore di funghi prevede, come nella caccia e nella pesca, il racconto agli amici della "battuta" svoltasi il mattino precedente, ovviamente infarcita di balle incredibili senza prova alcuna e descrizione di esemplari di "Boletus edulis", porcino, con dimensioni da mutazione genetica, "ormai affettati e messi in pentola".

Ma se il fungaiolo è sempre prodigo di particolari sulle prede conquistate, su di una cosa sarà muto come una vescia: sul posto dove è avvenuta la raccolta. Ogni fungaiolo che si rispetti dispone di un certo numero di "posti", segretissimi e lontanissimi. In alcuni casi, questi giacimenti sicuri permettono di evitare brutte figure al cercatore di funghi, salvandolo con almeno uno o due esemplari appena passabili, nei periodi di "magra". Il "posto" è assolutamente sacro e, come tale, non può essere violato. Si conoscono casi di persone che, per proteggere il "posto", si mimetizzavano fingendosi alberi per poi saltare addosso ai malcapitati fungaioli che invadevano involontariamente la preziosa fetta di bosco. Da qui nascono le storie di avvistamenti di orsi, pantere e altri innocui mostri nostrani.

Per riconoscere ogni "posto", il fungaiolo D.O.C. si premunisce mettendo dei segni che solo lui potrà riconoscere la settimana successiva. Sulla stradina principale, detta "strada bianca", si rovescia un evidentissimo macigno da ottanta chili, oppure si lega ad un ramo un filo rosso di lana tolto dal golfino, che sventolerà sul verdone degli abeti, visibile a centocinquanta metri di distanza. Da quel punto si conta un certo numero di piante, fino a un moncherino di ramo sul quale si infila una bottiglietta vuota di succo di frutta, prodotto che, si sa, cresce sugli alberi. Da quel punto, girando su se stessi tre volte, si spezza il tronco di un giovane faggio, piegandolo verso la direzione opposta alla terza di sette buche dove c’era il porcino.

È superfluo dire che, pur tornando altre quindici volte a diversi intervalli di tempo, si verifichino solo due possibilità: la prima è che il posto non verrà mai più ritrovato dal fungaiolo che vagherà sconsolato e distratto nella ricerca dei suoi segnali, schiacciando con le sue pedule famiglie intere di chiodini e pacifiche mazze da tamburo; la seconda è che, pur ritrovando subito il posto, nessuna specie di fungo commestibile, tossico o mortale spunterà più nel raggio di cinquecento metri per i successivi dodici anni.

Ma il fungaiolo torna comunque a casa con il suo bel bottino, anche se non sempre mangia ciò che raccoglie. Intraprende così la serie di esperimenti per la conservazione dei funghi, sottovuoto, sott’olio, sott’aceto, sotto grappa, sotto sale, con il risultato di ottenere intere credenze stipate di scorte di boleti per l’inverno, tutti regolarmente andati a male o diventati tossici già a fine ottobre. Altri preferiscono regalare agli amici i funghi freschi, dono sempre ben accetto, ma mai consumato da chi lo riceve.

"Hai mangiato il misto che ti ho dato l’altro giorno?" chiede poi il fungaiolo all’amico, "Certamente, era buonissimo" risponde ipocrita l’amico che ha ancora in mano il sacchettino dell’immondizia con i funghetti intatti.

Non potendo imbalsamare le sue prede migliori come fa il cacciatore, il fungaiolo si deve limitare alla foto dei suoi bottini. Solo più raramente si assiste al fenomeno della conservazione non a scopo alimentare dei funghi: alcuni appassionati, infatti, conservano in casa le spoglie mummificate di funghi malcresciuti, con forme fantastiche che (a loro dire) ricordavano "uno scoiattolo che dorme", "un folletto che salta", "il naso della strega", che dopo sette anni di mantenimento in luogo asciutto e areato, sembrano dei banali ****etti di cane rinsecchiti.

Comunque sia, l’andar per funghi è una piacevole passione, una salubre attività per il fisico, un sano divertimento. A patto che il nostro "fungaiolo D.O.C." non si lasci prendere troppo la mano dalla raccolta e dal consumo dei poveri funghi. Non tacciatemi per menagramo, ma le difese della natura sono infinite e inaspettate; c’è sempre qualche bel "Prataiolo maggiore" pronto a travestirsi da fatale "Amanita Phalloides" anche agli occhi dell’esperto ma distratto fungaiolo, anche se si spera che la punizione per i troppo famelici si limiti ad un banale, classico cagoto fulminante da "Clavaria pallida" travestita da "Ditola aurata".




Alessandro PD

lynkos
Con altri occhi


Città: Sant'Eufemia a Maiella
Prov.: Pescara

Regione: Abruzzo


17647 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 07 novembre 2006 : 12:16:55 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ohhhhh mamma miaaaa... non sono riuscita a finire per le lacrime negli occhi !!! Grazie Ale, oggi ci voleva proprio .

Sarah


"... mi rendo conto anche che non possiamo vincere questa battaglia per salvare specie e ambienti senza creare un legame emozionale tra noi e la natura, poiché non lotteremo per salvare ciò che non amiamo (ma che apprezziamo solo in qualche senso astratto) ... dobbiamo fare spazio alla natura nel nostro cuore." (S. J. Gould)
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FOX
Moderatore


Città: BAGNO A RIPOLI

Regione: Toscana


21536 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 07 novembre 2006 : 12:17:02 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grazie Ale...

Molto graziosa..


Simo

Amare la natura è come amare se stesso....
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Giorgio Gozzi
Utente Super


Città: trento
Prov.: Trento

Regione: Trentino - Alto Adige


7792 Messaggi
Micologia

Inserito il - 07 novembre 2006 : 12:18:17 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Troppo simpatico e quante verità.....,
però il pescatore che gira con la polenta va a carpe/tinche non trote..

ciao giorgio


....in breve tutto è ammirabile nella creazione,ma questi esseri ci sembrano ancora più meravigliosi in quanto tali non si giudicherebbero a prima vista;solo il microscopio ce ne rivela l'intiera struttura,mettendoci sotto l'occhio un mondo nuovo,ed insegnandoci ad apprezzarne le recondite bellezze...
don G.bresadola 1847-1929
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hraffy
Utente V.I.P.

Città: Sorbara
Prov.: Modena

Regione: Emilia Romagna


258 Messaggi
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Inserito il - 07 novembre 2006 : 12:48:26 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grande Alessandro!
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Stekal
Moderatore


Città: CANTU'
Prov.: Como

Regione: Lombardia


4435 Messaggi
Fotografia Naturalistica

Inserito il - 07 novembre 2006 : 13:06:13 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

davvero molto divertente!!!





Stefano
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macromicro
Utente Super


Città: Piovene Rocchette
Prov.: Vicenza

Regione: Veneto


7113 Messaggi
Macrofotografia

Inserito il - 07 novembre 2006 : 13:34:02 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Spiritoso, simpatico
in una parola
SUPER

Gianfranco
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bruno
Utente Senior


Città: Rovereto
Prov.: Trento

Regione: Trentino - Alto Adige


1130 Messaggi
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Inserito il - 07 novembre 2006 : 13:38:08 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

però il pescatore che gira con la polenta va a carpe/tinche

eh già: carpe diem, tinche gnam!

Ciao Alessandro

Bruno

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gabry
Utente Senior

Città: trento
Prov.: Trento

Regione: Trentino - Alto Adige


1071 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 07 novembre 2006 : 14:53:27 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia


Alessandro hai scritto un poema !!


Sei troppo forte ....


grazie

gabry
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Penelope
Utente V.I.P.


Città: Milano

Regione: Lombardia


378 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 07 novembre 2006 : 17:41:12 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Alessandro il Grande!
L'ho stampata così posso ridere a poco a poco..... eheheh il tatuaggio sul collo è ancora fresco!


l’"Auricularia auricula", che sente i passi del fungaiolo a duecento metri di distanza e scappa sotto le foglie


Ah ora ho capito il perchè! Le poche volte che sono andata per funghi, i boschi erano abitati solamente da questa specie!

....li ho "trovati" solo quiChi è il fungaiolo: per sorridere un po''




Silvana
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saxicola
Utente Senior


Città: Piazza Armerina
Prov.: Enna

Regione: Sicilia


1338 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 07 novembre 2006 : 17:45:23 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia


Grazie Alessandro.

Monia

Il comando divino di dominare la natura non è a scopi distruttivi (Giovanni XXIII)
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cinciarella
Utente V.I.P.


Città: Roma
Prov.: Roma

Regione: Lazio


409 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 07 novembre 2006 : 18:00:51 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
mitico....vi dico solo che ho fatto sballonzolare un povero alain dormiente qua e la per trattenere a stento le risate.......




Non si vede bene che con il cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi.
(Antoine de S. Exupery)
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FOX
Moderatore


Città: BAGNO A RIPOLI

Regione: Toscana


21536 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 07 novembre 2006 : 18:27:58 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Hehehe....
Ridete alla spalle di noi fungaioli!!

Purtroppo in quelllo scritto ci sono tante verità....

Simo

Amare la natura è come amare se stesso....
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Lipo
Utente Senior


Città: Desio
Prov.: Milano

Regione: Lombardia


3330 Messaggi
Micologia

Inserito il - 09 novembre 2006 : 12:45:05 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Complimenti Alessandro, ma quanto tempo ci hai dedicato ??





Lipo
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a p
utente ritirato in data 22.02.2012



9799 Messaggi

Inserito il - 09 novembre 2006 : 12:51:53 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
faccio lavorare la "zucca" anche quando dormo!

Alessandro PD
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macromicro
Utente Super


Città: Piovene Rocchette
Prov.: Vicenza

Regione: Veneto


7113 Messaggi
Macrofotografia

Inserito il - 09 novembre 2006 : 14:22:32 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di Alessandro:

faccio lavorare la "zucca" anche quando dormo!

Alessandro PD


Di questo non avevo il minimo dubbio

Gianfranco
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Seraph
Moderatore


Città: Torino
Prov.: Torino

Regione: Piemonte


4787 Messaggi
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Inserito il - 09 novembre 2006 : 15:03:19 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ale, Ale, Ale!!
ma come ti vengono 'ste cose?! troppo bella!!!

Ale

Quando si è determinati, l'impossibile non esiste: allora si possono muovere cielo e terra---Yamamoto Tsunetomo
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Andrea
Utente Senior


Città: ROMA
Prov.: Roma

Regione: Lazio


2764 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 09 novembre 2006 : 18:58:53 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Alessandro, un capolavoro!
Non ho smesso di sghignazzare fino alla fine.

Andrea
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giubit
Utente Senior


Città: Verona

Regione: Veneto


831 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 09 novembre 2006 : 19:29:18 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Bellissimo Alessandro!
Non conoscevo le tue doti umoristiche!
Complimenti. Un istrione!
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Whitedragon
Utente Senior


Città: Terralba (OR) - Tornato in Sardegna

Regione: Sardegna


1523 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 09 novembre 2006 : 20:16:31 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
GRANDE ALE!!!

FAN - TA - STI - COOOOO!!!!!


_____________________________

Ma non sono forse i macelli, gli allevamenti intensivi e i laboratori di ricerca, così accuratamente nascosti alla nostra vista, le Auschwitz di oggi? Dolore, violenza e sofferenza sono più accettabili solo perché inflitti ad animali innocenti che a persone innocenti?
- Steward David, sopravissuto all'Olocausto nazista

Chi è il fungaiolo: per sorridere un po''
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Whitedragon
Utente Senior


Città: Terralba (OR) - Tornato in Sardegna

Regione: Sardegna


1523 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 09 novembre 2006 : 20:17:02 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
SEI UN GENIO!!!

_____________________________

Ma non sono forse i macelli, gli allevamenti intensivi e i laboratori di ricerca, così accuratamente nascosti alla nostra vista, le Auschwitz di oggi? Dolore, violenza e sofferenza sono più accettabili solo perché inflitti ad animali innocenti che a persone innocenti?
- Steward David, sopravissuto all'Olocausto nazista

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