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Galleria Tassonomica di
Natura Mediterraneo
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DanieleU
Utente Junior
 
Città: Compiano
Prov.: Parma
Regione: Emilia Romagna
55 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 24 settembre 2011 : 11:57:56
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Qualsiasi fungo stiate studiando, la misurazione delle spore rappresenta una tappa obbligata. Le si misura, com'è noto, per individuare eventuali differenze dimensionali rispetto a taxon vicini.
Delle spore, di solito, rileviamo le dimensioni di lunghezza e larghezza. Spesso però, nell'eseguire i calcoli, qualcuno calcola anche il volume. Personalmente sono abbastanza scettico sulla terza dimensione, in quanto coi microscopi biologici non si può misurare ma si può solo stimare, ricorrendo alla formula del Cavalieri per la rotazione dell'ellisse. Si tratta di misure dedotte e pertanto poco attendibili; anche se, va detto, essendo costante l'errore "e" presente in ogni calcolo,anche la "distanza" rispetto alle misure "vere" del volume rimangono costanti.
Quanto alle misure di lunghezza e larghezza, pure misurandole in successione, quando si eseguono i calcoli vengono conteggiate separatamente. In sostanza lunghezza e larghezza si considerano come due variabili a se stanti, mentre, invece, esse sono manifestazioni dello stesso fenomeno, in quanto la spora è un oggetto tridimensionale di cui, perlomeno, dobbiamo apprezzare la bidimensionalità.
Dunque non dobbiamo separare ciò che la natura ha unito ma ricorrere ad un'analisi bivariata che tega conto non di singoli valori ma di coppie xy di valori; dove "x" è la misura della lunghezza e "y" quella della larghezza. Per misurare, congiuntamente, coppie di valori bisogna ricorrere alla statistica bivariata e, in modo specifico, alla regressione lineare o regressione multipla, a seconda se si prenda in considerazione, contemporaneamente, una o piu' seriazioni.
I calcoli non sono semplicissimi e richiedono una conoscenza specifica del significato di regressione, equazione della retta, coefficiente di correlazione e via dicendo.
Però c'è un metodo piuttosto semplice che consiste nel munirsi di carta millimetrata, sulla quale si disegnano due assi cartesiani. In ordinata si mettono le misure della lunghezza e in ascissa quelle della larghezza. Per ogni coppia di valori si individua il punto di intercetta (xy) sul grafico. Una volta riportate trenta coppie di misure, avremo una serie di puntini. Con righello e matita possiamo tracciare la retta interpolante, dove ci pare che i punti meglio delineino il percorso della retta stessa. Questa taglierà l'asse delle ordinate in un certo punto "a" chiamato "intercetta" ed avrà una certa pendenza rispetto all'asse delle ascisse chiamata "coefficiente angolare b "
Se le seriazioni sono per esempio due, possiamo sul medesimo grafico segnare prima l'una e poi l'altra usando matite di due colori diversi. In questo modo avremo la rappresentazione di due rette. A questo punto, senza fare troppi conti, possiamo notare se le rette seguono , piu' o meno, lo stesso punto di intercetta e abbiano, piu' o meno, lo stesso coefficiente angolare. Ciò, anche se in modo poco rigoroso e del tutto empirico, ci può dare un'idea del fenomeno distributivo..
I piu' volenterosi possono eseguire tutto questo ricorrendo ad un foglio elettronico e usando le funzioni di Excel ( "pendenza" " intercetta" "coefficiente di correlazione") Questi indicatori hanno anche funzione predittiva, in quanto conoscere l'equazione della retta Y= -a+bX consente, noti a, b, e ciascun valore di x di stimare y.
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Aphyllo
Moderatore
    
Città: firenze
Prov.: Firenze
Regione: Toscana
9113 Messaggi Micologia |
Inserito il - 24 settembre 2011 : 22:53:57
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| Scusa Daniele, ma che senso hanno queste stime in base ad una presunta stabilità del rapporto lungh./largh. se sappiamo che di solito la lunghezza è molto più instabile della larghezza? |
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DanieleU
Utente Junior
 
Città: Compiano
Prov.: Parma
Regione: Emilia Romagna
55 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 25 settembre 2011 : 08:15:39
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| Messaggio originario di Aphyllo:
Scusa Daniele, ma che senso hanno queste stime in base ad una presunta stabilità del rapporto lungh./largh. se sappiamo che di solito la lunghezza è molto più instabile della larghezza?
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Domanda assolutamente pertinente. Quando si studia una correlazione o una dipendenza del tipo y=f(x), lo si fa per comprendere come si delinea un fenomeno. Anche la non correlazione è un risultato, di cui prendere atto. Le spore del genere Coprinus sono molto piu' correlate tra loro di quanto lo siano quelle del genere Inocybe. Molto spesso, come sappiamo, le lunghezze variano mentre le larghezze rimangono piu' o meno costanti. Allora, Tu chiedi, se non c'è correlazione perchè ricorrervi?
La prima risposta riguarda ragioni di principio: fino a quando non hai letteratura certa che dimostri il legame tra lunghezza e larghezza ( ammesso che ci sia) devi indagarlo e dargli certezza fornendo risultati evidenti e validati dalla comunità internazionale; cosa che, per quanto mi risulti, non è mai stata fatta.
Seconda risposta: è scorretto, in via di principio e metodo, misurare una superficie ( sarebbe un volume ma purtroppo la terza dimensione può essere solo desunta con calcoli) ricorrendo alla misura di due linearità. Che cosa lega l'intervallo sporale di lunghezza con quello della larghezza se i calcoli non sono eseguiti sulla rilevazione congiunta XY ?
Noi facciamo come quelli che misurano assieme, di nani e giganti, le altezze e la dimensione toracica e poi fanno la media. La risultante è un uomo di taglia media con torace medio. Peccato che se la popolazione è costituita da "nani" e "giganti" la risultante, costituita dall'uomo medio perfetto, sia del tutto immaginaria. Dato che, in questo caso, avremo un fenomeno bimodale.
Misurare le rispettive altezze e circonferenza toracica in modo bivariato, consente di mettere su di un grafico una serie di punti che sono la rappresentazione di coppie di valori. Il risultato sarà quello di avere un certo addensamento di punti nell'area bassa che è quello relativo ai "nani" ed uno nell'area alta che è quello dei "giganti". Senza il rischio di sommare altezze con "bassezze" per poi farne la media.
Sempre stando all'esempio nani-giganti, col sistema "tradizionale" noi riporteremmo le misure nel seguente modo:
(140) 150 - 210 ( 220) x (70) 80-140 (150) cm. [altezza, torace] Intervallo che dice assai poco circa le rispettive misure "vere"
La regressione lineare, oltre a fornirci la bontà dell'adattamento al modello (coefficiente di correlazione e di determinazione, equazione della retta di regressione) fornisce informazioni circa la varianza; scomponendo la varianza totale in variaza spiegata e varianza residua. In questo modo diventa noto quanta variabilità sia "normale" e sui generis e quanta dovuta a cause specifiche.
Il metodo, e questo è il punto, prescinde sempre dal risultato e deve prevalere sempre il primo mai il viceversa.
Cordialmente, Daniele |
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