|
|
|
|
|
Galleria Tassonomica di
Natura Mediterraneo
|
|
|
| Autore |
Discussione  |
|
|
neldot
Utente nuovo
Città: Napoli
Regione: Campania
15 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 11:54:32
|
E' stato fotografato nel mese di aprile 2011, dal naturalista lucano Alfredo Vilmer Sabino, un esemplare adulto di capriolo italico sul versante lucano del PNP:
Link
C'è anche un breve articolo a riguardo sul sito:
Link
Ricordo che questa sottospecie autoctona dell'appennino (Capreolus capreolus italicus), sopravvissuta alla fine del secolo scorso, oltre che sui monti dell'Orsomarso, soltanto nella tenuta di Castelporziano e nella foresta del Gargano, è stata oggetto di recenti reimmissioni in alcuni parchi e riserve regionali e nazionali, con esiti ancora incerti. A causa del bracconaggio e dell'antropizzazione, in Calabria era confinata, fino a pochi anni fà, soltanto nelle zone più impervie dell’Orsomarso e nella valle del fiume Argentino, con una popolazione superstite stimata in poche decine di esemplari.
Attualmente, anche se in assenza di studi scientifici ufficiali sulla consistenza del nucleo di caprioli del Pollino, i numerosi avvistamenti in tutto il territorio del parco lasciano ben sperare nella vitalità di questa popolazione lucano-calabrese.
|
Modificato da - Flavior in Data 26 maggio 2011 15:43:38
|
|
|
Frustone
Utente Senior
   
Città: Siena
Prov.: Siena
Regione: Toscana
1823 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 12:37:24
|
Sò con certezza che recentemente (1 o 2 anni fà) dalla mia provincia vennero catturati diversi esemplari vivi che vennero destinati alla Calabria... Sapevo anche il numero preciso, forse con un pò di fortuna posso ritrovare anche dei PDF ma non prometto nulla però.
Lo sò con certezza in quanto la cosa suscitò una certa curiosità,in un periodo in cui tutti quì vedono e vedevano il capriolo come il primo animale nocivo (quì da noi è presente in numeri stratosferici,lo trovi ovunque),c'era invece chi ne chiedeva capi vivi e di buona genia per la loro reintroduzione.
Io non sò dirti quali fattori concorreranno o meno alla diffusione con successo di questa specie (anche se mi pare che comincino già ad aumentare)non conosco le vostre zone, ma il capriolo per quanto riguarda la sua diffusione non credo soffra l'attuale grado di antropizzazione ne calabra ne tanto meno lucana.
|
 |
|
|
Frustone
Utente Senior
   
Città: Siena
Prov.: Siena
Regione: Toscana
1823 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 12:47:51
|
a proposito,ma come fate con la genia?? Da noi è presente l'italico e l'altro, la provincia stà investendo molte risorse in merito a studi sull'inquinamento genetico di queste due specie,tanto da mettere un appassionato come me in molta confusione.. Voglio dire ci sono tutta una serie di problemi intrinsechi nel gestire queste popolazioni,pensiamo solo alle conte e alla purezza di certi esemplari... Insomma è un bel bailamme, visto che recenti studi su questi ceppi stanno un pochino dicendo tutto e... il contrario di tutto...
|
 |
|
|
neldot
Utente nuovo
Città: Napoli
Regione: Campania
15 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 12:58:17
|
| Messaggio originario di Frustone:
Sò con certezza che recentemente (1 o 2 anni fà) dalla mia provincia vennero catturati diversi esemplari vivi che vennero destinati alla Calabria... Sapevo anche il numero preciso, forse con un pò di fortuna posso ritrovare anche dei PDF ma non prometto nulla però.
Lo sò con certezza in quanto la cosa suscitò una certa curiosità,in un periodo in cui tutti quì vedono e vedevano il capriolo come il primo animale nocivo (quì da noi è presente in numeri stratosferici,lo trovi ovunque),c'era invece chi ne chiedeva capi vivi e di buona genia per la loro reintroduzione.
Io non sò dirti quali fattori concorreranno o meno alla diffusione con successo di questa specie (anche se mi pare che comincino già ad aumentare)non conosco le vostre zone, ma il capriolo per quanto riguarda la sua diffusione non credo soffra l'attuale grado di antropizzazione ne calabra ne tanto meno lucana.
|
Attenzione, si parla della sottospecie "italica", non del capriolo comune: Link
Tra l'altro c'è chi ipotizzerebbe l'esistenza di un ulteriore sottospecie per i caprioli autoctoni calabresi e pugliesi, differente anche da quelli di Castelporziano e della toscana.
Comunque, come giustamente osservi, sono zone non eccessivamente antropizzate, ma (almeno fino a pochi anni fà), con una vasta estensione di zone coltivate e con una forte pressione venatoria. La sottospecie italica ha sofferto molto proprio la caccia e il bracconaggio, ma anche la distruzione dei boschi e dei terreni di pascolo ad opera delle coltivazioni.
Addirittura ricordo, che negli anni '80/'90, si dava per quasi estinta questa sottospecie, e c'era chi proponeva di rimpiazzarla con il più diffuso capriolo comune (come è stato fatto in altre zone della Calabria, cosa che anche tu citi). Per fortuna sembra che la tendenza si sia invertita, anche a causa dell'istituzione di zone protette e dell'abbandono di molte zone coltivate. |
 |
|
|
neldot
Utente nuovo
Città: Napoli
Regione: Campania
15 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 13:04:35
|
| Messaggio originario di Frustone:
a proposito,ma come fate con la genia?? Da noi è presente l'italico e l'altro, la provincia stà investendo molte risorse in merito a studi sull'inquinamento genetico di queste due specie,tanto da mettere un appassionato come me in molta confusione.. Voglio dire ci sono tutta una serie di problemi intrinsechi nel gestire queste popolazioni,pensiamo solo alle conte e alla purezza di certi esemplari... Insomma è un bel bailamme, visto che recenti studi su questi ceppi stanno un pochino dicendo tutto e... il contrario di tutto...
|
In effetti, come dicevo, mancano studi scientifici ufficiali recenti (o, se ce ne sono, non vengono divulgati a noi semplici appassionati). Gli studi di qualche anno orsono, citati nel link al sito WWF, hanno dato risultati contrastanti, con l'emergere di differenze genetiche anche tra le varie popolazioni residue di capriolo italico.
Per quanto riguarda la contaminazione tra diverse sottospecie, il problema è per ora inesistente in Calabria e Lucania, in quanto i nuclei sono ancora geograficamente ben separati. Certo che la reintroduzione di caprioli comuni in altri parchi della Calabria potrebbe in futuro portare a "contaminazioni". |
Modificato da - neldot in data 26 maggio 2011 13:06:46 |
 |
|
|
Luciano54
Moderatore
   

Città: Forlì
Prov.: Forlì-Cesena
Regione: Emilia Romagna
4965 Messaggi Flora e Fauna |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 13:30:02
|
Purtroppo, essendo moderatore del subforum ungulati, ... non ho facoltà di spostare questa discussione nella sezione che mi pare più consona; penso infatti che, a prescindere dalla sottospecie, ... il capriolo sia pur sempre un ungulato.
Ciaoo
Credo che molti utenti siano interessati a dire la loro, ... e li invito a farlo comunque ... perchè poi la discussione verrà spostata "in toto" ... senza perdere nessun "pezzo". |
 |
|
|
Frustone
Utente Senior
   
Città: Siena
Prov.: Siena
Regione: Toscana
1823 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 14:43:50
|
| Messaggio originario di Frustone:
| Messaggio originario di neldot:
[quote]Messaggio originario di Frustone:
Sò con certezza che recentemente (1 o 2 anni fà) dalla mia provincia vennero catturati diversi esemplari vivi che vennero destinati alla Calabria... Sapevo anche il numero preciso, forse con un pò di fortuna posso ritrovare anche dei PDF ma non prometto nulla però.
Lo sò con certezza in quanto la cosa suscitò una certa curiosità,in un periodo in cui tutti quì vedono e vedevano il capriolo come il primo animale nocivo (quì da noi è presente in numeri stratosferici,lo trovi ovunque),c'era invece chi ne chiedeva capi vivi e di buona genia per la loro reintroduzione.
Io non sò dirti quali fattori concorreranno o meno alla diffusione con successo di questa specie (anche se mi pare che comincino già ad aumentare)non conosco le vostre zone, ma il capriolo per quanto riguarda la sua diffusione non credo soffra l'attuale grado di antropizzazione ne calabra ne tanto meno lucana.
|
Attenzione, si parla della sottospecie "italica", non del capriolo comune: Link
Tra l'altro c'è chi ipotizzerebbe l'esistenza di un ulteriore sottospecie per i caprioli autoctoni calabresi e pugliesi, differente anche da quelli di Castelporziano e della toscana.
Comunque, come giustamente osservi, sono zone non eccessivamente antropizzate, ma (almeno fino a pochi anni fà), con una vasta estensione di zone coltivate e con una forte pressione venatoria. La sottospecie italica ha sofferto molto proprio la caccia e il bracconaggio, ma anche la distruzione dei boschi e dei terreni di pascolo ad opera delle coltivazioni.
Addirittura ricordo, che negli anni '80/'90, si dava per quasi estinta questa sottospecie, e c'era chi proponeva di rimpiazzarla con il più diffuso capriolo comune (come è stato fatto in altre zone della Calabria, cosa che anche tu citi). Per fortuna sembra che la tendenza si sia invertita, anche a causa dell'istituzione di zone protette e dell'abbandono di molte zone coltivate.
|
Si,si,certo di Italico infatti se leggi l'altro mio post l'avevo specificato. Infatti i caprioli "partiti" da quà erano di quella sottospecie, o meglio ce lo auguriamo... E non si parla di anni 80/90, ma al massimo di 2 anni fà, proprio quì a lavoro ho un collega guardia che partecipò alle catture che mi ha appena confermato. Visto che proprio ultimamente a seguito di importanti e onerosi studi genetici tutto però sembra essere di nuovo in discussione.
Infatti c'è chi ha riscontrato nel capriolo senese/maremmano una non certezza sulla sua purezza genetica,insomma sembra che il pasticcio possa essere stato fatto... Infatti dall'anno passato la provincia ha avviato e finanziato costosi studi per vederci chiaro, certo è che abbiamo apparentemente due caprioli diversi ma quasi con la medesima genia.... appunto visto il fatto che oramai i capi sono abbastanza "inquinati" geneticamente e la confusione anche tra gli addetti ai lavori è tantina avevo fatto quella affermazione;
da voi c'è attualmente la concretezza di uno studio serio anche a livello genetico? Altrimenti ho paura che farete la fine Toscana, ove (stà emergendo questo) l'italico puro a livello genetico è quasi perduto... ciao
|
Modificato da - Frustone in data 26 maggio 2011 14:45:08 |
 |
|
|
neldot
Utente nuovo
Città: Napoli
Regione: Campania
15 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 20:59:24
|
| da voi c'è attualmente la concretezza di uno studio serio anche a livello genetico? Altrimenti ho paura che farete la fine Toscana, ove (stà emergendo questo) l'italico puro a livello genetico è quasi perduto... ciao
|
L'ultimo studio genetico sui caprioli del Pollino è del 2008 (Gentile e altri), ed avrebbe confermato la "purezza" della specie nella maggior parte degli esemplari, ma anche la presenza di alcuni esemplari "ibridi", la cui provenienza potrebbe essere il P.N. della Sila, che dista in linea d'aria una cinquantina di kilometri, e dove sono presenti popolazioni di capriolo comune reimmesse negli anni '60.
Quindi anche per il Pollino, come in Toscana, il rischio di incrocio tra le due specie è presente ed abbastanza elevato (specialmente con l'estendersi dell'areale). |
 |
|
|
Luciano54
Moderatore
   

Città: Forlì
Prov.: Forlì-Cesena
Regione: Emilia Romagna
4965 Messaggi Flora e Fauna |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 22:50:48
|
| Messaggio originario di neldot: .... Quindi anche per il Pollino, come in Toscana, il rischio di incrocio tra le due specie è presente ed abbastanza elevato (specialmente con l'estendersi dell'areale). |
Condivido le considerazioni sui rischi di inquinamento genetico; ... ricordo però che sono due sottospecie della stessa specie, ... e che ritengo quindi sia più corretto parlare di "ibridazione (o incrocio) intraspecifica/o"
Ciaoo |
 |
|
|
neldot
Utente nuovo
Città: Napoli
Regione: Campania
15 Messaggi Tutti i Forum |
Inserito il - 26 maggio 2011 : 23:04:53
|
| Messaggio originario di Luciano54:
| Messaggio originario di neldot: .... Quindi anche per il Pollino, come in Toscana, il rischio di incrocio tra le due specie è presente ed abbastanza elevato (specialmente con l'estendersi dell'areale). |
Condivido le considerazioni sui rischi di inquinamento genetico; ... ricordo però che sono due sottospecie della stessa specie, ... e che ritengo quindi sia più corretto parlare di "ibridazione (o incrocio) intraspecifica/o"
Ciaoo
|
Hai ragione a correggermi Luciano.  Infatti avevo sinora parlato di "sottospecie" e di "ibridi". Mi è poi scappato quel "...tra le due specie". |
 |
|
| |
Discussione  |
|
|
|
Natura Mediterraneo |
© 2003-2024 Natura Mediterraneo |
 |
|
Leps.it | Herp.it | Lynkos.net
|