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elleelle
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Flora e Fauna

Inserito il - 05 aprile 2011 : 08:39:09 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Scusa, ma non mi sembra che si proceda sempre così.
Per le fonti solare ed eolica di cui parliamo si è ragionato al contrario: si sono scelte perché erano rinnovabili, anche se non erano economicamente convenienti, e si sono rese convenienti per gli imprenditori con gli incentivi a carico della collettività.
luigi
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a p
utente ritirato in data 22.02.2012



9799 Messaggi

Inserito il - 05 aprile 2011 : 19:45:29 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
in questo caso è sicuramente prevalente l'aspetto ambientale ... ma non dimentichiamo che le energie fossili hanno un costo ben superiore dell'incentivo che viene dato alle rinnovabili.
Il costo non deve essere commisurato solo al prezzo della risorsa ma bisogna aggiungere anche i costi (sanzioni) per inadempienze verso trattati internazionali (vedi, ad esempio, gli impegni presi dall'UE nei confronti del Protocollo di Kyoto. Questo è un impegno recente ... ce ne sono altri più vecchi che hanno comportato sanzioni in tal senso)


Alessandro PD


Chi ama la Natura le lascia i suoi fiori
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Cmb
Moderatore


Città: Buers
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Regione: Austria


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Flora e Fauna

Inserito il - 05 aprile 2011 : 19:52:10 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Vi metto qui un articolo interessante: Link



"La distinction des espèces de limaces est extrêmement difficile,
et aucun zoologiste n’est encore parvenu à quelque chose
d’un peu satisfaisant sous ce rapport."
H. M. DUCROTAY DE BLAINVILLE 1823

Vieni nel mondo degli Limax dell'Italia
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theco
Utente Super




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Inserito il - 05 aprile 2011 : 21:53:14 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di elleelle:

Scusa, ma non mi sembra che si proceda sempre così.
Per le fonti solare ed eolica di cui parliamo si è ragionato al contrario: si sono scelte perché erano rinnovabili, anche se non erano economicamente convenienti, e si sono rese convenienti per gli imprenditori con gli incentivi a carico della collettività.
luigi



A parte il fatto che la non economicità delle rinnovabili, in una prospettiva di medio-lungo termine, è solo una tua opinione, sono comunque d'accordo sul giudizio relativo agli incentivi pubblici.

Nel nord europa il consumo energetico di un appartamento, a parità di metratura, è molto inferiore all'equivalente consumo italiano, con tutto che la temperatura è là mediamente più bassa. Anzichè dare incentivi a chi (privati o aziende che siano) realizza opere di risparmio energetico si limitano a fare pagare cinque volte tanto l'energia elettrica a chi non realizza tali opere, interamente a sue spese.

Il risultato è molto migliore di quello che otteniamo noi, i disincentivi premiano molto di più degli incentivi.

Per il resto il punto che ho cercato inutilmente di sottolineare è quella che mi pare un'incongruenza di fondo nell'impostazione del problema: Alessandro dice che il primo criterio di scelta è il criterio economico, Luigi sostiene che il punto di partenza è la copertura del fabbisogno energetico previsto, addirittura di quello di picco, altrimenti rischieremo l'onta di uscire dal G8.

Io faccio un semplice ragionamento, che è tanto vecchio quanto ignorato: il consumo energetico è inevitabilmente destinato a crescere, perchè dipende dai consumi che non possono non crescere, perchè se i consumi non crescono non cresce l'economia e se l'economia non cresce usciamo dal G8 e diventiamo malinconici.

Lo sviluppo sostenibile è una contraddizione in termini: vent'anni fa ho sostenuto a spada tratta questa teoria, oggi mi rendo conto con lucidità che si è trattato solo di un'ipocrisia, prima politica poi gestionale. Un modello di sviluppo basato sulla crescita forzata non potrà mai essere sostenibile dall'ambiente, nel momento in cui si richiederanno nuovi picchi (cioè ogni santo momento che passa) il concetto di 'sostenibilità' sposterà un po' più avanti i propri confini, con buona pace dell'ambiente.

Naturalmente c'è chi pensa che la soluzione sia accendere un fiammifero che potremmo non essere più in grado di spegnere e che potrebbe finire per distruggere tutto senza che nessuno ci possa fare niente... a tanto può arrivare la voglia di restare nel G8? davvero vale così tanto l'obiettivo di mantenere viva l'economia del consumo?

Non perderò tempo a sviluppare il tema della 'decrescita controllata' perchè come dice Marz, è inutile sprecare energie in battaglie inutili, dirò solo, come ho già detto fin dal mio primo intervento, che affrontare il problema energetico solo su base tecnico-matematica non è sufficiente, anzi è pericoloso, prima di tutto per l'ambiente.

Perdonate se in mezzo a tanti 'ingegneri, agronomi e fisici' ho voluto alzare una voce di ingenuità, confido nella benevolenza che questo stimato consesso di dotti medici e sapienti vorrà prestare ad uno sprovveduto in buona fede.

Ciao, Andrea
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elleelle
Moderatore Trasversale

Città: roma

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Flora e Fauna

Inserito il - 05 aprile 2011 : 23:11:10 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Se torniamo a ragionare di questioni concrete, cambio idea a torno al tavolo anch'io.
Le centrali eoliche e solari ora non sono competitive con le altre; probabilmente, quando petrolio, gas e uranio saranno agli sgoccioli e i prezzi saliranno, potranno diventare competitive. Resto dell'idea che la scelta attuale è stata strategica e non economica.

Sul problema generale concordo con l'analisi fatta da Andrea; credo che l'andamento attuale rispetti in senso lato, il secondo principio della termodinamica e che sia illusorio sperare di invertirlo.
Ho paura che la popolazione della Terra continuerà ad aumentare, aumenterenno i consumi specifici dei paesi che attualmente consumano poco e si manterranno costanti - nella migliore delle ipotesi - quelli dei paesi ricchi (il risparmio si compenserà coi nuovi consumi).

Per far fronte a questi consumi si esauriranno tutti i combustibili fossili, si riempirà ogni metro quadro di territorio di pale e impianti solari e sotto ci coltiveremo mais e palma da olio (a seconda del clima) per produrre i biocombustibili.

Fino a che la sovrappopolazione determinerà un tale livello di aggressività che in qualche modo cominceremo a diminuire di numero in maniera traumatica, non prima però di aver distrutto la biodiversità che abbiamo oggi.
Speriamo che le nostre foto siano visibili anche tra cento anni ....
Francamente, non credo che si troverà una soluzione. Quanto meno, ci vorrebbe un governo unico a livello mondiale per smorzare la competizione commerciale e consumistica.
Rispetto a questo scenario, effettivamente, il ricorso all'energia nucleare potrebbe essere solo un palliativo e non certo la soluzione.
Quanto al problema delle scorie, ho paura che sarà assorbito da un altro più grave. Quando arriverà la resa dei conti e non ci staremo più sulla Terra, ho paura che metteranno mano alle bombe di quelle vere e le guerre successive, come diceva Einstein, le combatteranno con pietre e bastoni.
luigi
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elleelle
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Flora e Fauna

Inserito il - 07 aprile 2011 : 16:13:20 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Per tornare alla domanda di Luciano che dà il titolo a questa discussione, mi sembra che fino ad ora la risposta non sia arrivata. Le centrali termiche usano fonti non rinnovabili le cui scorte non sono molto abbondanti e quindi si esauriranno. Le fonti rinnovabili, con i conti fatti fin qui, a meno che non si trovino nuove tecnologie rivoluzionarie, daranno un contributo, ma non potranno mai risolvere il problema da sole; almeno in Italia, e costeranno molto in termini di compromissione dell'ambiente naturale.

Ci sarebbe una soluzione intermedia di cui nessuno parla. Una fonte nucleare poco pericolosa che usa un materiale molto abbondante che è il Torio.

Copio e incollo uno stralcio di un'intervista a Carlo Rubbia.

........"L’ altro a cui si riferisce Carlo Rubbia sono le “centrali a torio”.
Le propone da tempo ma la novità sta nel fatto che l’iniziativa di svilupparle è stata presa da cinesi ed indiani. Pechino l’ha lanciata ufficialmente a fine Gennaio 2011, Delhi ha in corso studi avanzati. In altre parole, i due maggiori Stati emergenti, affamati di energia, hanno deciso di prendere la leadership nel futuro del nucleare, prima di Stati Uniti ed Europa.
Il torio è un metallo reperibile in natura, leggermente radioattivo. (omissis)

Una “centrale a torio” – spiega Carlo Rubbia – ha i vantaggi di non produrre plutonio per usi militari, di lasciare scorie che si esauriscono in un tempo limitato – quattro-cinque secoli – rispetto all’uranio (molte migliaia di anni) e quindi può essere controllata e soprattutto può essere spenta quando si vuole. In più – dice Carlo Rubbia – per produrre un giga watt servono tre milioni di tonnellate di carbone l’anno, oppure 200 tonnellate di uranio 235, con le attuali centrali nucleari. Ma di torio ne basta una tonnellata l’anno e il torio è abbondantissimo in natura, ce n’è molto anche nell’Italia Centrale.
E’ questa, secondo il premio Nobel, la strada nucleare da seguire dopo Fukushima: al momento l’iniziativa è in mano a cinesi ed indiani, i quali calcolano che il torio potrebbe garantire le loro esigenze per i prossimi 20-30 mila anni (!!!!!!!!)."

L'intervista è chiaramente trascritta (Rubbia è un esperto e non avrebbe mai parlato di quanto combustibile ci vuole per produrre un Gigawatt), ma sembra che l'idea sia interessante.

In particolare, ci sarebbe da chiedersi perché si continua a spendere fiumi di soldi per ricerche sulle centrali a fusione dell'idrogeno, che sarebbero complicatissime e pericolose, e non si percorre quest'altra strada.

Avere una fonte non rinnovabile ma di durata praticamente illimitata (nucleare, ma molto meno rischiosa) risolverebbe il problema e eviterebbe di compromettere il territorio naturale con colture inquinanti e costosi trabiccoli deturpanti e poco produttivi.

Qualcuno sa quali sono le difficoltà o le perplessità per cui non si vuole imboccare questa strada? (a parte le solite resistenze di petrolieri e "sviluppatori" di impianti a energie rinnovabili).



luigi


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elleelle
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Flora e Fauna

Inserito il - 13 aprile 2011 : 15:52:23 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Nonostante questa discussione sia stata praticamente disertata per timore di implicazioni politiche o ideologiche, io continuo a postare le novità.

Oggi, a TG3 Leonardo, hanno parlato di ricerche - che sembrano in stato avanzato - presso il MIT di Boston per riprodurre in laboratorio il processo della fotosintesi, o, quanto meno, per scindere, grazie all'irraggiamento solare, le molecole di acqua e anidride carbonica in modo da poterle ricomporre a formare metano o etanolo.

Questo processo risolverebbe in maniera radicale il problema dell'energia e anche buona parte dei problemi dell'ambiente.
Infatti, oltre a utilizzare una fonte rinnovabile come il sole, avrebbe anche il vantaggio di captare CO2 e acqua che sono i prodotti della combustione combattendo così l'effetto serra (cosa che generatori eolici e solari classici non fanno).

Inoltre, questo sistema permetterebbe di continuare ad usare le attuali centrali termiche e i motori termici per le auto, le navi e gli aerei; e non ci sarebbe neppure il problema di sopperire al calo di potenza quando il sole manca, come nei generatori solari a produzione diretta.

Se si arrivasse in tempi brevi a industrializzare questo processo, che sembra molto promettente anche sul piano dell'efficienza energetica, contro il modesto 5% degli impianti fotovoltaici, si potrebbero mandare al museo quasi tutti i costosi e impattanti generatori da fonti rinnovabili attuali e si potrebbe fermare la diffusione delle colture per biocombustibili, evitando l'antropizzazione della maggior parte del pianeta.

Inoltre, trattandosi di una fonte di energia accumulabile, non ci sarebbe il problema di sopperire ai periodi di bassa produzione di eolico e solare (notte e periodi senza vento) e si potrebbe anche fare a meno di installare le centrali nucleari, che servivano soprattutto a colmare questi "buchi".

Secondo me, se le prospettive sono confermate, avrebbe senso bloccare tutte la altre iniziative in corso, prima di fare danni irreparabili e dover smontare a breve quello che stiamo installando, spendendo 2 volte.

Unico difetto: questa tecnologia sarebbe "troppo bella", nel senso che, non avendo quasi nessuna controindicazione, potrebbe alimentare la corsa allo spreco energetico che è in corso oggi e allontanerebbe, forse all'infinito, la crisi della società dei consumi. Quella crisi da cui molti si aspettano un ritorno forzato a modelli di vita più semplici e più rispettosi della natura.

luigi



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elleelle
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Flora e Fauna

Inserito il - 02 maggio 2011 : 11:26:52 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Altra novità, indice della limitatezza di vedute italiana: Il petrolio della Val D'Agri.

Leggo sul Corriere della Sera del 29 aprile un articolo dal titolo "La Basilicata diventa il serbatoio d'Italia - Eni e Total raddoppiano l'estrazione del petrolio".

Si sa da diversi anni che in Val D'Agri c'è un discreto giacimento di petrolio. Non si tratta di un giacimento facile da sfruttare, tipo quelli arabi dove quasi zampilla da solo; qui il petrolio è infiltrato nel terreno e bisogna scioglierlo inserendo in profondità vapore ad alta pressione. Un sistema costoso che rende solo quando il prezzo del petrolio è alto.
L'articolo illustra i vantaggi dell'operazione, che ha creato posti di lavoro e ha risanato le finanze di qualche Comune disastrato.

A me, francamente, mi pare una boiata pazzesca! (come disse Fantozzi a proposito del film "La corazzata Potemkin").

Primo: perché l'ENI ha fatto la joint venture con la Total, che certamente si terrà una parte del petrolio estratto e lo venderà in proprio; magari in Francia?

Secondo: perché dare fondo oggi ad una riserva preziosa che ci sarebbe stata utilissima quando il petrolio nel mondo diventerà introvabile e i prezzi saliranno alle stelle?

La risposta è terra-terra: si è scelta la strategia del "meglio un uovo oggi che una gallina domani".
Si è creato un piccolo business, un certo numero di posti di lavoro; l'ENI ci guadagna, la Total pure, le amministrazioni locali incassano proventi a vario titolo e si sono accontentati tutti (magari, anche la ndrangheta ....!)

Invece, altri paesi più lungimiranti, come gli stessi Stati Uniti, importano quasi tutto il petrolio che consumano e sfruttano poco le riserve domestiche per lasciarle come ultima risorsa.

Noi, invece, per raggranellare qualche soldo, stiamo vendendo il nostro tesoretto a prezzi non altissimi e, addirittura, lo lasciamo portare via in parte dagli stranieri. Anche in Adriatico, ci sono ricerche in corso da parte di società estere.

In pratica, stiamo cedendo le nostre scarse risorse naturali in cambio di denaro come un qualunque paese povero del terzo mondo .......

luigi


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elleelle
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Flora e Fauna

Inserito il - 12 maggio 2011 : 00:36:08 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ultima notizia.
Sul giornale di oggi leggo che, nella Patagonia cilena, si è deciso di costruire due grandi dighe per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sbarrando i fiumi Pascua e Baker.
La nostra Enel è l'azienda che, tramite la sua controllata Hidrohaisen, costruirà il tutto.
Le due dighe allagheranno 5.600 ettari di territorio praticamente incontaminato e, dato che l'energia non serve in Patagonia, ma nelle aree industriali più a nord, sarà costruito un elettrodotto di 2.300 km con 6.000 tralicci di 70 metri attraversando territori di pregio naturalistico e paesaggistico, tra cui 6 parchi naturali.
I due impianti avranno una produzione complessiva di circa 3.000 Mw, cioè un po' meno della centrale termica di Montalto di Castro, o, se vogliamo, la stessa potenza di due delle 10 centrali nucleari pianificate in Italia e poi rinviate.

Questa volta, almeno, gli ecologisti sono insorti, anziché plaudere alle rinnovabili, che molti confondono per analogia di termini, con "ecologiche".

Probabilmente, però, il progetto andrà avanti, perché contiene la solita miscela micidiale: darà lavoro in una zona povera, che, a seguito di questa realizzazione, si "svilupperà"; darà guadagno a varie aziende private e introiti alle amministrazioni locali.
E poi .... che diamine!! Sono fonti rinnovabili !!!!
luigi
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D21
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Inserito il - 12 maggio 2011 : 01:13:59 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Non ho letto tutto il post quindi non so se ne avete già parlato: leggo su "La Stampa" di oggi della scoperta, per ora ricoperta da segreto industriale, della fusione fredda in un laboratorio di Bologna.
Credevo fosse qualcosa di recente, invece se ne parlava già a gennaio:
Link

Curioso che a distanza di mesi la notizia sia ancora presentata come una novità: forse le passate delusioni su questo argomento hanno... raffreddato gli animi

Comunque, sul giornale di oggi si dice in più, rispetto al link, che servono alcune centinaia di gradi per far avvenire la reazione, e che questa funziona aggiungendo un protone al nichel che si trasforma in rame. Vige ancora il segreto sul processo messo in pratica, ma i risultati, per ora (e sono passati mesi) non è stato smentito. Che sia la volta buona?

Dario.


"Siamo noi, che sotto la notte ci muoviamo in silenzio, tra gli anfratti dei sogni che il giorno ci ispira,
nei meandri di un tempo che cambia ogni volta, cercando qualcosa che non abbiamo mai perso." (1795 J.d.L.)
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WildCatBear
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Inserito il - 30 maggio 2011 : 14:12:39 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di D21:

leggo su "La Stampa" di oggi della scoperta, per ora ricoperta da segreto industriale, della fusione fredda in un laboratorio di Bologna.
Credevo fosse qualcosa di recente, invece se ne parlava già a gennaio:
..... ma i risultati, per ora (e sono passati mesi) non è stato smentito. Che sia la volta buona?

Di questa scoperta pare ci siano documenti in rete fin dal 2009.

Sarebbe una gran bella cosa,
ma l'impressione che mi da è tutt'altro che ispiratrice di fiducia.

Il cosiddetto scopritore Rossi, è già stato oggetto di una situazione poco chiara
e non è la persona che ispira la massima fiducia.

Più affidamento lo darebbe Focardi che però non sembra dare risposte
molto da scienziato quale è, alle domande tecniche.

Poi il fatto che a distanza di tanto tempo non sia mai stata fatta una prova seria
del tipo funzionamento ininterrotto per un mese con misura dell'energia immessa e di quella generata.

Infine il fatto che non ci sia la spiegazione teorica di quel che avviene,
ma solo ipotesi.

Il tutto mi lascia molto perplesso!



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WildCatBear
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Inserito il - 30 maggio 2011 : 14:30:14 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di elleelle: e le guerre successive, come diceva Einstein, le combatteranno con pietre e bastoni.
luigi

so che il mio modo di vedere risulta piuttosto strano ...
però questo a me pare il minore dei problemi.

Mi sembrano tutti timori antropocentrici.

Non è che il nucleare mi piaccia ... ma di certo mi piace di più del petrolio.
voglio dire.
se per ipotesi assurda non avessimo per nulla petrolio ma solo nucleare...

avremmo di sicuro diversi disastri quali Fukushima, kernobil, three miles island
tante vittime umane, decine o centinaia di km quadrati estremamente contaminati..

ma non avremmo ...
exonvaldess che a distanza di decine d'anni ancora miete vittime tra la fauna
e contamina migliaia di Km quadrati,
mon avremmo marea nera nel golfo ....
non avremmo i disastri nascosti quali si hanno nell'amazzonia peruviana
che pare sia ancor peggio della marea nera ma che passa più sotto censura.

insomma la questione è che il nucleare fa molto male all'uomo e un po' alla natura,
ma per contro il petrolio fa molto male alla natura e un po' all'uomo.

per questo non riesco a prendere sul serio come battaglia "verde" quella contro il ncleare.


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elleelle
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Flora e Fauna

Inserito il - 30 maggio 2011 : 16:18:24 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Se leggi le pagine precedenti troverai che ne abbiamo già parlato nel senso che dici tu (quanto meno, io). A suo tempo, prima di Fukushima, avevo aperto una discussione apposita sulle centrali nucleari e avevamo scritto tante cose analoghe.

Io ho sempre detto che le centrali nucleari rappresentano l'approccio più ecologista perché non danneggiano la natura e concentrano i rischi sulla sola specie umana. In sostanza, un atto di altruismo verso la natura.

Viceversa, le fonti rinnovabili rappresentano l'approccio più egoistico e antropocentrico, perché garantiscono alla società umana energia infinita occupando però aree immense di territori naturali, e quindi riducendo al minimo lo spazio per le altre forme di vita.
E' sorprendente - ma non troppo - che il WWF faccia il tifo per le rinnovabili e combatta le centrali nucleari (ordini di scuderia?!)

Il peggio del peggio sono le colture di biocarburanti; in Madagascar - cassaforte della biodiversità - si sta bruciando foresta tropicale per farci piantagioni di palma da olio. Quest'olio finirà come componente del biodiesel o, peggio, sarà bruciato nelle centrali a biomasse in Italia (Lazio?), dopo essere stato trasportato con le petroliere per 10.000 km.
luigi
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elleelle
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Flora e Fauna

Inserito il - 30 maggio 2011 : 16:27:42 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Per rispondere a Dario, le ricerche sulla fusione fredda tendono a inventare dei processi in cui si produca energia perdendo massa. Si tratta di una ricerca di base che prende in considerazione anche produzioni di energia minime, tanto che una delle difficoltà principali è riuscire a misurarle depurate degli altri flussi energetici in gioco.
Perciò, siamo molto lontani da poter ipotizzare delle centrali elettriche basate su questi fenomeni.
C'è anche chi sostiene che si tratta di una strada che non porta da nessuna parte in quanto anche l'energia prodotta con i normali processi di ossidoriduzione potrebbe derivare da piccole perdite di massa.
luigi
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WildCatBear
Utente V.I.P.

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Inserito il - 30 maggio 2011 : 16:32:27 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di elleelle:

E' sorprendente - ma non troppo - che il WWF faccia il tifo per le rinnovabili e combatta le centrali nucleari (ordini di scuderia?!)
luigi


scusa ma non sono ancora riuscito a leggere tutto.

In merito al tifo del WWF ....
Volevo dire che questi pensieri mi sono tornati in mente ieri sera vedendo
il grande poster di greenpeace sullo stadio.

francamente mi è venuto in mente che ci sarebbero stati messaggi più importanti
da dare a favore del "verde"

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elleelle
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Flora e Fauna

Inserito il - 30 maggio 2011 : 20:59:16 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Il WWF è sempre il benemerito WWF, ma Greenpeace ....... meglio lasciarli perdere!
Non saprei come definirli; forse, animalisti, ma soprattutto amanti del brivido e della sensazione (assalti in mare con gommoni, incursioni sempre in gommone su Venezia con l'acqua alta .......)
Sicuramente, non sono conservazionisti con vocazione scientifica ....
luigi
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nanni
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Inserito il - 31 maggio 2011 : 11:51:10 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Avete sentito ? "La Germania rinuncia al nuleare ! "
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WildCatBear
Utente V.I.P.

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Inserito il - 31 maggio 2011 : 12:04:50 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di nanni:

Avete sentito ? "La Germania rinuncia al nuleare ! "
e non ci saranno ragioni elettorali e la contingenza di fukushima?


voglio dire.
quello che riguarda il nucleare è trattato sempre con una forte componente emotiva.
e' davvero difficile avere dei dati schietti e chiari, non distorti da entusiasmi
o da paure irrazionali.

Questo significa solo che non abbiamo elementi per farci un giudizio.

Forse è anche vero, come dicono alcuni, che è una energia molto più cara
delle altre se si considerano tutte le spese, comprese quelle di fine ciclo,
e che quindi non per altro ma proprio per ragioni economiche non ha senso
costruire centrali nucleari.

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elleelle
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Città: roma

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Flora e Fauna

Inserito il - 31 maggio 2011 : 12:19:05 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Buona parte dei dati che ho presentato sull'energia nucleare sono presi da questo sito, che non mi sembra "nuclearista":
Link

La situazione nei principali paesi industrializzati è questa (la tabella è venuta male, ma i tre numeri sono in sequenza):


Reattori in attività; Reattori pianificati; Totale finale
Stati Uniti 104; 32(§); 136
Giappone 55; 15; 70
Germania 17; - (*) 17
Regno unito 19; 13; 32
Francia 59; 3; 62
Italia - - -
Canada 18; 8; 26
Russia 32; 55(§); 87
(*) L’orientamento attuale è di non incrementare il nucleare, ma l’opzione non è mai stata esclusa
(§) Hanno avuto un incidente

Come si vede, la Germania è l'unico dei principali paesi industrializzati a non avere nuove centrali in programma; però, ne ha già 17, che sono più delle 10 programmate in Italia. Se giocassimo a poker, la Germania, che ha anche grandi miniere di carbone in casa, direbbe "servito!"
Come si vede, anche paesi ricchi di altre fonti energetiche (idroelettrica in Canada; gas e petrolio in Russia ecc...) hanno ritenuto opportuno avere un mix di fonti diversificato.
A parte le questioni di impatto sulla natura, anche la diversificazione è importante; l'Italia che produce elettricità per oltre il 65% col gas che proviene da soli 3 o 4 gasdotti, sarebbe molto a rischio se qualcuno chiudesse i rubinetti.

luigi

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a p
utente ritirato in data 22.02.2012



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Inserito il - 31 maggio 2011 : 12:48:17 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di nanni:

Avete sentito ? "La Germania rinuncia al nuleare ! "


hanno buon senso ... comunque non cantiamo vittoria ... tutte le scorie dove vanno? lo sapete che l'arresto di un impianto è di fatto un quasi incidente e va trattato con tutte le procedure di rito?
Sono perplesso!

Alessandro PD


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