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 Cotone artico / Eriophorum sp. (E. vaginatum opp. E. scheuchzeri), Cyperaceae
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vladim
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Inserito il - 07 novembre 2017 : 14:37:55 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

Il 13 agosto scorso in località Valle dell'Alpe, a ca. 2700 m.s.m.,
sopra Santa Caterina Vlafurva (SO).

L'ho conosciuto da sempre come "Cotone artico" (ed infatti l'ho trovato in Norvegia prima che sulle Alpi ). Ora vedo che si chiama Eriophorum vaginatum, ma...se è un frutto, non ho mai visto foto di fiori.
Come "funziona" questa pianta?

Grazie


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Cotone artico / Eriophorum sp. (E. vaginatum opp. E. scheuchzeri), Cyperaceae
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Cotone artico / Eriophorum sp. (E. vaginatum opp. E. scheuchzeri), Cyperaceae
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Cotone artico / Eriophorum sp. (E. vaginatum opp. E. scheuchzeri), Cyperaceae
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Modificato da - vladim in Data 17 dicembre 2017 17:00:31

genepy51
Utente Senior


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Flora e Fauna

Inserito il - 07 novembre 2017 : 17:21:11 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
In effetti le cyperacee mancano di perigonio, sostituito da brattee erbacee (glume). Gli eriophorum hanno 'fiori' ermafroditi che suppongo siano quelli che si vedono nelle foto 9 e 10 della scheda di AP Link.
La spiga eretta si trova, oltre che in E. vaginatum, in E. scheuchzeri che differisce per essere stolonifero, difficile distinguerli con foto.
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vladim
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Inserito il - 07 novembre 2017 : 18:48:35 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grazie.
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Forest
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Inserito il - 08 novembre 2017 : 12:32:01 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Solo per curiosità: io li ho sempre sentiti chiamare "piumini di palude", uno degli altri loro nomi comuni.

("Cotone artico" non lo conoscevo, come nome, ma funziona; c'è anche una leggenda norvegese che racconta di una ragazza che doveva preparare, restando in assoluto silenzio finché non avesse terminato, dodici camicie raccogliendo e tessendo pazientemente le fibre di questi frutti, per liberare dodici principi da un incantesimo malvagio…)


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genepy51
Utente Senior


Città: coggiola
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Flora e Fauna

Inserito il - 08 novembre 2017 : 13:11:59 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Suppongo che 'cotone artico' derivi dal fatto che venivano usati per imbottire cuscini e fare stoppini in Europa del nord.
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vladim
Moderatore trasversale


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Inserito il - 08 novembre 2017 : 13:50:24 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di Forest:

Solo per curiosità: io li ho sempre sentiti chiamare "piumini di palude", uno degli altri loro nomi comuni.

("Cotone artico" non lo conoscevo, come nome, ma funziona; c'è anche una leggenda norvegese che racconta di una ragazza che doveva preparare, restando in assoluto silenzio finché non avesse terminato, dodici camicie raccogliendo e tessendo pazientemente le fibre di questi frutti, per liberare dodici principi da un incantesimo malvagio…)


Conoscevo varie versioni di questa fiaba (es. Link ) ma si parlava sempre e solo di ortiche.

Modificato da - vladim in data 08 novembre 2017 16:57:50
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Forest
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Inserito il - 08 novembre 2017 : 14:05:22 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Sì, la versione che dicevo io si trova nella storica raccolta di Peter Christen Asbjørnsen e Jørgen Moe (Link). È il libro su cui ho imparato l'inglese da piccolo… In effetti, nella traduzione inglese, si parla di utilizzare il thistledown, ovvero "piumino di thistle", termine con cui in inglese si possono indicare vari generi, ma non ortiche: Carduus, Carlina, Carthamus, Centaurea, Cirsium, Sonchus, Echinops ed altre (tutte Asteraceae), ma l'illustrazione del grande pittore Theodor Kittelsen inclusa nella fiaba (sull'edizione che ho in casa), molto bella ma non precisa a riguardo della specie, mostra un ambiente tipico degli Eriophorum, e "piumini di palude" li chiamava mia mamma quando mi raccontava la fiaba leggendola dal libro, per insegnarmi l'inglese… Per questo ho tale ricordo.
Forse è più giusto pensare che nella versione norvegese si trattasse di frutti di cardo, chissà. Bisognerebbe vedere qual era il termine norvegese originale.


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Modificato da - Forest in data 08 novembre 2017 14:07:29
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vladim
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Inserito il - 08 novembre 2017 : 15:25:27 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Però così cambia il senso della leggenda.
Nella versione che conoscevo io, il punto fondamentale era la sopportazione della sofferenza causata dal dover manupolare ortiche, mentre nel manipolare cotone artico non c'è nessuna sofferenza.
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Forest
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Città: Sesto San Giovanni
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Inserito il - 08 novembre 2017 : 15:34:51 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Nella versione norvegese il senso della sofferenza della ragazza era il fatto che stesse per mesi in silenzio da sola nella tundra, accovacciata in una torbiera, senza che si capisse bene cosa stesse facendo, mentre tutti la interrogavano sul suo comportamento e lei non rispondeva, quindi tutti si convincevano che fosse una povera pazza non degna di alcuna attenzione o anche una strega. La cosa viene descritta abbastanza esplicitamente; viene anche rapita, sposata a forza da un re, acquisisce così una suocera che la odia, ha un bambino ed una bambina, e la suocera le nasconde i figli accusando poi lei di averli uccisi, rischiando di farla condannare a morte. La ragazza deve tacere finché non ha terminato di tessere, quindi non si può scagionare dalle accuse e soffre anche per questo. La verità viene poi svelata all'ultimo momento e la ragazza si salva.

La fiaba è illustrata da splendide immagini del pittore Theodor Kittelsen, come questa:
Link


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Modificato da - Forest in data 08 novembre 2017 15:49:28
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vladim
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Inserito il - 08 novembre 2017 : 17:02:23 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Sì, tutto quello c'era anche nella versione che conoscevo io (v. link precedente); là soffriva per le ortiche, qui per stare chinata a mollo nella torbiera.
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Barbaxx
Moderatore


Città: Bolzano
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Flora e Fauna

Inserito il - 08 novembre 2017 : 18:29:47 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Interessante discussione.

Un vicino dei miei nonni in Carnia, che non ho fatto tempo a conoscere, fu probabilmente nel II dopoguerra l'ultimo tessitore di ortiche del Friuli. La fibra di ortica era utilizzata per realizzare un tessuto robusto e impermeabile, con cui si facevano contenitori per l'acqua (ad esempio per abbeverare i muli), che una volta svuotati si potevano facilmente ripiegare.

Ovviamente l'ortica era raccolta coi guanti.
Non conoscevo invece l'uso dell'erioforo...
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2121955
Utente Senior

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Prov.: Siena

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Inserito il - 09 novembre 2017 : 08:01:19 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
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massimo
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Pezzo da Gaeta
Utente Senior


Città: Lecco
Prov.: Lecco

Regione: Lombardia


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Inserito il - 09 novembre 2017 : 18:12:35 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Se l'ortica si prende da sotto non ci si punge. Provare con cautela!

Pezzo da Gaeta

Più conosco, più mi accorgo di non conoscere.
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Pezzo da Gaeta
Utente Senior


Città: Lecco
Prov.: Lecco

Regione: Lombardia


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Inserito il - 09 novembre 2017 : 18:13:41 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Torniamo al fiore, la prossima volta che li incontro, mani nel fango, cercherò gli stoloni.

Pezzo da Gaeta

Più conosco, più mi accorgo di non conoscere.
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