Nell’agosto 2005, durante una vacanza itinerante in Francia, ho “scoperto” l’esistenza di un sito per me assolutamente inatteso, ma probabilmente ben noto agli esperti. Lungo la strada nazionale da Grasse a Castellane , poco oltre Castellane, all’altezza del Col de Leques (v. mappa), a 1148 m.s.m., si diparte sulla destra un sentiero che porta alla “Vallée des sirènes fossiles”, cioè a quello che i cartelli locali indicano come “il cimitero fossile di sirenidi più importante al mondo”. Si tratta, come descritto in due grandi pannelli, di oltre 200 ossa di Halitherium, un mammifero marino simile al dugongo, risalenti a 40 milioni di anni fa. Riparati da grandi pannelli traparenti, sono stati lasciati in loco i fossili inglobati nella roccia e perfettamente conservati: costole, casse toraciche, crani, mandibole, mascelle, ecc… Posto alcune immagini. La speranza è che atti di vandalismo non possano mai rovinare un sito tanto delicato… Immagine: 247,4 KB Ciao Vladim
Credo che Simone potrebbe dirci qualcosa dei suoi sirenidi, che proprio in questi giorni sono in fase di studio da parte di alcuni ricercatori dell'Università di Pisa.. quelli toscani e questi francesi hanno qualcosa in comune?
Scavare alla ricerca di ossa presenta qualche rischio, quanto basta per dare un minimo di brivido all'avventura, e probabilmente quel tanto che se ne corre anche, in media, quando si fa della caccia grossa in auto. Il rischio, inoltre, qui lo corre soltanto il cacciatore. Vi sono l'incertezza e l'eccitazione e tutte le emozioni del gioco d'azzardo, senza però i suoi aspetti deteriori. Il cacciatore non sa mai che cosa sarà il suo bottino: forse nulla o forse un animale che nessun occhio umano ha mai visto prima. Oltre il prossimo colle può aspettarlo una grande scoperta! La caccia alle ossa richiede conoscenza, abilità ed una certa dose di coraggio. E i risultati sono molto più importanti, molto più degni e molto più durevoli di quelli di qualsiasi altro sport! Il cacciatore di fossile non uccide, anzi resuscita. E il frutto della sua fatica è quello di aggiungere qualcosa in più alla somma dell'umano piacere e ai tesori dell'umana conoscenza" (George Gaylord Simpson, Attending Marvels 1934)
Credo che Simone potrebbe dirci qualcosa dei suoi sirenidi, che proprio in questi giorni sono in fase di studio da parte di alcuni ricercatori dell'Università di Pisa.. quelli toscani e questi francesi hanno qualcosa in comune?
Scavare alla ricerca di ossa presenta qualche rischio, quanto basta per dare un minimo di brivido all'avventura, e probabilmente quel tanto che se ne corre anche, in media, quando si fa della caccia grossa in auto. Il rischio, inoltre, qui lo corre soltanto il cacciatore. Vi sono l'incertezza e l'eccitazione e tutte le emozioni del gioco d'azzardo, senza però i suoi aspetti deteriori. Il cacciatore non sa mai che cosa sarà il suo bottino: forse nulla o forse un animale che nessun occhio umano ha mai visto prima. Oltre il prossimo colle può aspettarlo una grande scoperta! La caccia alle ossa richiede conoscenza, abilità ed una certa dose di coraggio. E i risultati sono molto più importanti, molto più degni e molto più durevoli di quelli di qualsiasi altro sport! Il cacciatore di fossile non uccide, anzi resuscita. E il frutto della sua fatica è quello di aggiungere qualcosa in più alla somma dell'umano piacere e ai tesori dell'umana conoscenza" (George Gaylord Simpson, Attending Marvels 1934)
Questi sono più vecchi del nostro... il subappenninum era l'unica specie che viveva nel Mediterraneo durante il Pliocene.... lo studio vero e proprio dei reperti di Badia è iniziato oggi, ma in realtà è soltanto il seguito di ciò che abbiamo iniziato sul campo... Il sirenio conservato a Scandicci è il reperto più completo mai scoperto di questa specie.
Tutto finisce, ma il ricordo del nostro passaggio vivrà nella memoria sino a quando l'ultima persona avrà occhi per vedere ciò che abbiamo fatto. Simone Casati
Credo che Simone potrebbe dirci qualcosa dei suoi sirenidi, che proprio in questi giorni sono in fase di studio da parte di alcuni ricercatori dell'Università di Pisa.. quelli toscani e questi francesi hanno qualcosa in comune?
Scavare alla ricerca di ossa presenta qualche rischio, quanto basta per dare un minimo di brivido all'avventura, e probabilmente quel tanto che se ne corre anche, in media, quando si fa della caccia grossa in auto. Il rischio, inoltre, qui lo corre soltanto il cacciatore. Vi sono l'incertezza e l'eccitazione e tutte le emozioni del gioco d'azzardo, senza però i suoi aspetti deteriori. Il cacciatore non sa mai che cosa sarà il suo bottino: forse nulla o forse un animale che nessun occhio umano ha mai visto prima. Oltre il prossimo colle può aspettarlo una grande scoperta! La caccia alle ossa richiede conoscenza, abilità ed una certa dose di coraggio. E i risultati sono molto più importanti, molto più degni e molto più durevoli di quelli di qualsiasi altro sport! Il cacciatore di fossile non uccide, anzi resuscita. E il frutto della sua fatica è quello di aggiungere qualcosa in più alla somma dell'umano piacere e ai tesori dell'umana conoscenza" (George Gaylord Simpson, Attending Marvels 1934)
Questi sono più vecchi del nostro... il subappenninum era l'unica specie che viveva nel Mediterraneo durante il Pliocene.... lo studio vero e proprio dei reperti di Badia è iniziato oggi, ma in realtà è soltanto il seguito di ciò che abbiamo iniziato sul campo... Il sirenio conservato a Scandicci è il reperto più completo mai scoperto di questa specie.
Tutto finisce, ma il ricordo del nostro passaggio vivrà nella memoria sino a quando l'ultima persona avrà occhi per vedere ciò che abbiamo fatto. Simone Casati
Grazie, Simone! Fantastica la discussione con il vostro ritrovamento...quasi in diretta. Però la specie "subappenninum" a me inesperto diceva poco. Ho cercato quindi su Wikipedia, ed ho trovato che appartiene ad una specie diversa rispetto a quello francese (Halitherimu), e battezzata Metaxytherium.
Scusa la precisazione, ma penso possa essere utile ad altri inesperti (anche se credo che nel FNM pochi possano superarmi in ...ignoranza!) Ciao Vladim
Tutto finisce, ma il ricordo del nostro passaggio vivrà nella memoria sino a quando l'ultima persona avrà occhi per vedere ciò che abbiamo fatto. Simone Casati
Scusa Simone, ma ...l'appetito vien mangiando, ed ora mi sorge un'altra domanda. I fossili francesi sono stati lasciati in loco, senza tentativi di estrazione per ricomposizione di eventuali scheletri più o meno completi, come invece è stato fatto con i "vostri". Ciò è dovuto ad una diversa struttura delle rocce che li racchiudevano (più "dure" le francesi e più "friabili" le nostrane), o ci sono altre motivazioni scientifiche o pratiche (ad esempio il rischio di vandalismi italici)? Scusa il linguaggio decisamente poco scientifico... Grazie Vladim
Un ringraziamento a Simone e al GAMPS per l'opera che stanno facendo (malgrado le leggi che in Italia ostacolino l'approccio alla paleontologia) e per il senso civico dimostrato (perchè molti se li terrebbero per loro certi reperti)