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 Forum Geologia e Paleontologia - Natura Mediterraneo
 PALEONTOLOGIA DEL MEDITERRANEO
 Nuova scoperta del GAMPS: Pliophoca etrusca
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Earth whales
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Città: Firenze
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Inserito il - 14 febbraio 2009 : 15:59:06 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia


Scoperti resti fossili di foca nel pliocene senese.

L'ultimo ritrovamento in Toscana risaliva a 109 anni fa.


Immagine:
Nuova scoperta del GAMPS: Pliophoca etrusca
34,46 KB

Nei terreni argillosi a pochi chilometri da Siena, Marco Zanaga e Simone Casati del gruppo AVIS Mineralogia Paleontologia Scandicci, durante una ricognizione alla ricerca di fossili, hanno riportato alla luce alcune parti ossee di un vertebrato marino che gli specialisti dell’Università di Pisa ( Dott. Giovanni Bianucci e Dott.ssa Silvia Sorbi ) hanno prontamente riconosciuto come appartenenti ad un cucciolo di foca.

Il ritrovamento è ritenuto di notevole importanza in virtù dell’estrema rarità dei fossili di foca fino ad ora rinvenuti a livello mondiale.

In Italia in effetti è conosciuto un solo scheletro di foca pliocenica scoperto ben 109 anni fa nei dintorni di Orciano Pisano.

Da allora non è stata registrata nessun altra segnalazione fino al “cucciolo senese” databile intorno ai tre milioni di anni fa.

Una prima ricognizione sul campo ha permesso di recuperare buona parte di una pinna e due denti di latte, ossa queste che le abbondanti piogge delle ultime settimane avevano scoperto e che quindi correvano il rischio di deteriorarsi.
In attesa di poter cominciare il vero e proprio scavo grazie al puntuale interessamento della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana, le parti recuperate sono state depositate presso il Museo di mineralogia paleontologia di Badia a Settimo e vanno ad affiancarsi ad altri reperti unici al mondo recuperati dal gruppo scandiccese negli ultimi 10 anni.
La speranza di tutti è che il futuro scavo consenta di recuperare altre importanti parti dello scheletro che permettano agli studiosi di fare un po’ più luce sulle misteriose e antiche foche che un tempo ormai remoto popolavano il mare toscano.

Descrizione del Dott. Giovanni Bianucci del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa.
Resti fossili di pinnipedi sono estremamente rari a livello mondiale, molto meno frequenti rispetto ad altri mammiferi marini (cetacei e sirenii). In particolare in Italia il record fossile miocenico è essenzialmente rappresentato da un cranio proveniente da Roccamorice e descritto con il nome di Phoca gaudinii da Guiscardi (1871). Il record pliocenico è rappresentato da pochi resti rinvenuti nell'800 in Toscana ed attribuiti a Pliophoca etrusca, genere e specie endemici del mediterraneo. L'olotipo di questa specie, conservato ed esposto presso il Museo di Storia Naturale e del Terriotorio dell'Università di Pisa, rappresenta uno degli scheletri fossili di pinnipedi più completo a livello mondiale. Resti pleistocenici di foche in Italia sono anch'essi molto rari. Uno dei più significativi è il frammento di femore scoperto in una breccia ossifera dell'isolotto Formica di Burano (Grosseto) ed attribuito a Monachus cf. monachus da Borselli (1990). RESTI PLIOCENICI TOSCANI: Scheletro di Pliophoca etrusca (olotipo) E' consevato presso il Museo di Calci. Scoperto nel 1900 da Antonio Di Paco, appassionato cercatore di fossili, nelle argille plioceniche di Casa Nuova, una località a sud di Orciano Pisano. Studiato da Ugolini nel 1900 e nel 1902 ed attribuito a Monachus albiverter (= Monachus monachus). Ridescitto da Tavani nel 1942 ed attribuito al n. gen. e n. sp. Pliophoca etrusca Mandibola ed altri resti frammentari di Pliophoca etrusca Raccolti da Lawley nei dintorni di Orciano e presso Podere Nuovo, una località a nord di Saline di Volterra, e donati al Museo di Firenze negli anni 1875-1876. Inizialmente attribuiti dubitativamente da Lawley (1875 e 1876) a Pristiphoca occitana, poi da Ugolini (1903) a Monachus albiverter ed infine da Tavani (1942) a Pliophoca etrusca.



Tutto finisce, ma il ricordo del nostro passaggio vivrà nella memoria sino a quando l'ultima persona avrà occhi per vedere ciò che abbiamo fatto.
Simone Casati

Modificato da - Lucabio in Data 04 febbraio 2010 08:48:13

Lucabio
Utente Senior


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Inserito il - 14 febbraio 2009 : 16:48:17 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grandissimo Simone!!!



Volevamo l'orca.. ma ci accontentiamo anche della foca!!!

Complimenti per questo nuovo ed importante ritrovamento che sarà sicuramente
da annoverare tra le scoperte di maggior prestigio e di maggior importanza
scientifica effettuate dal GAMPS!! Ora non resta che sperare che dallo scavo,
venga fuori il resto dello scheletro!!!


Scavare alla ricerca di ossa presenta qualche rischio, quanto basta per dare un minimo di brivido all'avventura, e probabilmente quel tanto che se ne corre anche, in media, quando si fa della caccia grossa in auto. Il rischio, inoltre, qui lo corre soltanto il cacciatore. Vi sono l'incertezza e l'eccitazione e tutte le emozioni del gioco d'azzardo, senza però i suoi aspetti deteriori. Il cacciatore non sa mai che cosa sarà il suo bottino: forse nulla o forse un animale che nessun occhio umano ha mai visto prima. Oltre il prossimo colle può aspettarlo una grande scoperta! La caccia alle ossa richiede conoscenza, abilità ed una certa dose di coraggio. E i risultati sono molto più importanti, molto più degni e molto più durevoli di quelli di qualsiasi altro sport! Il cacciatore di fossile non uccide, anzi resuscita. E il frutto della sua fatica è quello di aggiungere qualcosa in più alla somma dell'umano piacere e ai tesori dell'umana conoscenza" (George Gaylord Simpson, Attending Marvels 1934)

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Modificato da - Lucabio in data 14 febbraio 2009 17:15:17
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Federico Marini
Utente V.I.P.

Città: Prato


328 Messaggi
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Inserito il - 14 febbraio 2009 : 18:08:28 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grande Simone! Il museo sta diventando decisamente troppo piccolo per contenere tutto quello che è stato trovato in questi ultimi anni
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Earth whales
Moderatore


Città: Firenze
Prov.: Firenze

Regione: Toscana


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Inserito il - 14 febbraio 2009 : 18:30:40 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Stiamo scoppiando! Io spero che questo ennesimo ritrovamento diventi un segnale forte per le istituzioni affinchè ci venga concesso anche il piano inferiore della palazzina.
Attualmente non abbiamo più spazio e dobbiamo ancora esporre tre reperti molto grandi.
Giovedì avremo un incontro con la Soprintendenza e il Sindaco di Scandicci.... speriamo bene!!


Tutto finisce, ma il ricordo del nostro passaggio vivrà nella memoria sino a quando l'ultima persona avrà occhi per vedere ciò che abbiamo fatto.
Simone Casati
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emilio fossili
Utente Senior

Città: Pistoia
Prov.: Pistoia

Regione: Toscana


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Inserito il - 14 febbraio 2009 : 18:55:35 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
COMPLIMENTI!!!!!
Simone, non smetti mai di stupire!!!

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rossano
Moderatore

Città: POGGIBONSI (SIENA)


556 Messaggi
Micologia

Inserito il - 14 febbraio 2009 : 19:10:23 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grande Simone,farti i complimenti è ormai diventata una consuetudine,una bella consuetudine.Speriamo allora che scappi fuori il resto della foca.
Se continuate di questo passo nel giro di qualche anno non basterà più nemmeno l'aggiunta del primo piano!
Quelle falangi lunghe e strette mi ricordano qualcosa..................
Ciao Rossano
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oxon
Moderatore

Città: genova
Prov.: Genova

Regione: Liguria


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Inserito il - 14 febbraio 2009 : 22:10:29 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Certo che perseveranza ed esperienza, unite alla profonda conoscenza del territorio e delle faune appartenti ad ordini superiori premiano in maniera indiscutibile le vostre escursioni e mettono a disposizione della scienza reperti unici: quindi un grazie di queste notizie e del salvataggio di questo patrimonio preziosissimo.

oxon
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Lucabio
Utente Senior


Città: Mongardino
Prov.: Asti

Regione: Piemonte


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Inserito il - 14 febbraio 2009 : 22:20:42 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ciao Simone,
una curiosità... ci sono tracce di denti nei dintorni del
ritrovamento? Si può già capire se è stata predata una volta
morta o se invece è stata spiaggiata?


Scavare alla ricerca di ossa presenta qualche rischio, quanto basta per dare un minimo di brivido all'avventura, e probabilmente quel tanto che se ne corre anche, in media, quando si fa della caccia grossa in auto. Il rischio, inoltre, qui lo corre soltanto il cacciatore. Vi sono l'incertezza e l'eccitazione e tutte le emozioni del gioco d'azzardo, senza però i suoi aspetti deteriori. Il cacciatore non sa mai che cosa sarà il suo bottino: forse nulla o forse un animale che nessun occhio umano ha mai visto prima. Oltre il prossimo colle può aspettarlo una grande scoperta! La caccia alle ossa richiede conoscenza, abilità ed una certa dose di coraggio. E i risultati sono molto più importanti, molto più degni e molto più durevoli di quelli di qualsiasi altro sport! Il cacciatore di fossile non uccide, anzi resuscita. E il frutto della sua fatica è quello di aggiungere qualcosa in più alla somma dell'umano piacere e ai tesori dell'umana conoscenza" (George Gaylord Simpson, Attending Marvels 1934)

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ang
Moderatore


Città: roma

Regione: Lazio


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Inserito il - 14 febbraio 2009 : 22:22:55 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
complimenti, con i vostri ritrovamenti il vostro museo diventa sempre più ricco e unico!
domanda da profano, c'è una spiegazione per la rarità dei reperti di pinnipedi?

ciao

ang
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FOX
Moderatore


Città: Firenze

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Inserito il - 14 febbraio 2009 : 22:56:06 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

A Simone i miei complimenti vivissimi...
la sua tenacia viene sempre premiata...


Tienici aggiornati come procedono i lavori!!!!


un abbraccio


simo


Alto è il prezzo quando si sfida per vanità il mistero della Natura - I. Sheehan
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Earth whales
Moderatore


Città: Firenze
Prov.: Firenze

Regione: Toscana


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Inserito il - 15 febbraio 2009 : 11:46:14 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di ang:

complimenti, con i vostri ritrovamenti il vostro museo diventa sempre più ricco e unico!
domanda da profano, c'è una spiegazione per la rarità dei reperti di pinnipedi?

ciao

ang


Bella domanda! Mi devo informare bene..... ti faccio sapere!

Tutto finisce, ma il ricordo del nostro passaggio vivrà nella memoria sino a quando l'ultima persona avrà occhi per vedere ciò che abbiamo fatto.
Simone Casati
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Lucabio
Utente Senior


Città: Mongardino
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Inserito il - 15 febbraio 2009 : 13:33:59 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Credo possa tornare utile ampliare l'argomento con i seguenti link.

La superfamiglia dei pinnipedia è suddivisa in tre famiglie:
quella dei Odobenidae con 1 sola specie attuale (tricheco),
quella dell'Otariidae, con 7 generi e 18 specie,
e quella dei Phocidae, con 38 specie tra attuali ed estinte.

Superfamiglia: Pinnipedia
Famiglia: Odobenidae
Famiglia: Otariidae
Famiglia: Phocidae


Scavare alla ricerca di ossa presenta qualche rischio, quanto basta per dare un minimo di brivido all'avventura, e probabilmente quel tanto che se ne corre anche, in media, quando si fa della caccia grossa in auto. Il rischio, inoltre, qui lo corre soltanto il cacciatore. Vi sono l'incertezza e l'eccitazione e tutte le emozioni del gioco d'azzardo, senza però i suoi aspetti deteriori. Il cacciatore non sa mai che cosa sarà il suo bottino: forse nulla o forse un animale che nessun occhio umano ha mai visto prima. Oltre il prossimo colle può aspettarlo una grande scoperta! La caccia alle ossa richiede conoscenza, abilità ed una certa dose di coraggio. E i risultati sono molto più importanti, molto più degni e molto più durevoli di quelli di qualsiasi altro sport! Il cacciatore di fossile non uccide, anzi resuscita. E il frutto della sua fatica è quello di aggiungere qualcosa in più alla somma dell'umano piacere e ai tesori dell'umana conoscenza" (George Gaylord Simpson, Attending Marvels 1934)

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Federico Marini
Utente V.I.P.

Città: Prato


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Inserito il - 16 febbraio 2009 : 01:14:47 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Come se i cetacei fossero comuni...
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Lucabio
Utente Senior


Città: Mongardino
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Inserito il - 16 febbraio 2009 : 09:56:14 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Beh Federico.. comuni certo che no..
basta però conoscere bene il territorio, studiare la bibliografia
e le carte geologiche e saperli cercare.. ma soprattutto avere il cu...
ehm... "quello strumento rivela ossa" in più, che ha Simone!!!


Scavare alla ricerca di ossa presenta qualche rischio, quanto basta per dare un minimo di brivido all'avventura, e probabilmente quel tanto che se ne corre anche, in media, quando si fa della caccia grossa in auto. Il rischio, inoltre, qui lo corre soltanto il cacciatore. Vi sono l'incertezza e l'eccitazione e tutte le emozioni del gioco d'azzardo, senza però i suoi aspetti deteriori. Il cacciatore non sa mai che cosa sarà il suo bottino: forse nulla o forse un animale che nessun occhio umano ha mai visto prima. Oltre il prossimo colle può aspettarlo una grande scoperta! La caccia alle ossa richiede conoscenza, abilità ed una certa dose di coraggio. E i risultati sono molto più importanti, molto più degni e molto più durevoli di quelli di qualsiasi altro sport! Il cacciatore di fossile non uccide, anzi resuscita. E il frutto della sua fatica è quello di aggiungere qualcosa in più alla somma dell'umano piacere e ai tesori dell'umana conoscenza" (George Gaylord Simpson, Attending Marvels 1934)

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