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 Chilostoma cingulatum baldense (Rossm. 1839). Un riassunto
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fern
Utente Senior

Città: Vicenza


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Flora e Fauna

Inserito il - 25 novembre 2008 : 18:36:05 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

Ho deciso di dedicare una pagina a Chilostoma cingulatum baldense (Rossmässler, 1839), forse la più varia fra le "sottospecie" di questo "rassenkreis" e quella che incontro più spesso nelle mie escursioni, con l'ambizione di raggruppare informazioni di vario tipo, a cominciare dalle vicende nomenclaturali che ho trovato interessanti.

Vicende nomenclaturali.
La Checklist attribuisce questa sottospecie a Rossmässler, 1839, che descrisse brevemente una
Helix cingulata var. baldensis Villa, Testa majore, marginibus subconnexis, umbilico latiore. Non differerisce dalla forma tipica se non per i caratteri forniti. Sul Monte Baldo
ma lo illustrò nelle sue celebri tavole. Rossmässler lo assegnava ai Villa e come tale lo trovo citato da vari autori. Antonio e Gio.Battista Villa pubblicarono la loro descrizione nel 1841 (Dispositio systematica ...) ma anche la loro descrizione è alquanto sommaria.
Helix baldensis: testa late umbilicata, orbiculata, subdepressa, albido-cornea, fascia unica ferruginea; anfractibus sex substriatis, glabris; apertura sub-rotunda, perobliqua, marginibus subconnexis. - Alt. mill. 12 - 13. Lat. 27 - 30. Habit. in montibus calcareis Veronensibus et praecipue monte Baldo.
Si deve sottolineare che De Betta, senza dubbio il massimo conoscitore dei molluschi veronesi, non lo considerò mai più di una variante individuale:
Quanto alla var. baldensis ci occorre di avvertire che non potrebbe accettarsi che come altro degli estremi seriali del tipo specifico, in quanto che è ovvio trovare moltissimi esemplari intermedj e riscontrare tanto in questi che in altri di molto minore dimensione, l'uno o l'altro od anche tutti e due i caratteri di ombelico molto largo e di margini del peristoma molto riavvicinati e quasi uniti.
Nel 1881 la Marchesa M.Paulucci descrisse la var. athesina, che raggruppava i Chilostoma cingulatum del Trentino, Bresciano e Veronese, di dimensioni medie o medio-piccole, viventi soprattutto in collina e bassa montagna. E' la naturale conclusione delle osservazioni di G.Stabile, che distingue una forma occidentale di Lugano, tipica, ed una forma orientale, della val d'Adige. Trascrivo le parole di M.Paulucci:
... ho giudicato opportuno di adottare una nuova determinazione per la forma attuale, la quale differisce dal tipo per la forma orbiculato-convessa; per l'ultimo giro molto grande, relativamente all'accrescimento regolare degli altri anfratti, assai più allargato e rigonfio anche inferiormente, paragonandolo con il tipo della specie; per striatura più obliterata; per apertura più grande, più dilatata; per la composizione diversa del guscio meno calcareo, più trasparente e più sottile, di color carnicino più cupo tendente al bigio; per l'ombelico pure un poco differente più chiuso cioè dall'acchiocciolatura interna dell'altro giro (il penultimo) di spira.
Qual tipo di questa forma ho scelto esemplari che ben si addicono alla grandezza della citata figura di C.Pfeiffer, provengono da Eppan, nella valle dell'Adige, Trentino; misurano diam. mag. 26, min. 23, alt. 16 mill. Devo notare però che scarsi sono gli individui i quali raggiungono tali dimensioni giacché la grandezza più comune misura diam. mag. 22, min. 18 1/2, alt. 11 1/2 mill., mentre altra ancora più piccola varia fra i 17-18 mill. di dian. mag. su 11 scarsi di altezza.
Della var. baldensis (Villa) scrive:
Tutti gli autori si trovano concordi nell'assegnare come stazione di questa varietà il monte Baldo. L'ho però raccolta anche nei dintorni di Peri.
Se consideriamo che a Peri (VR), sulla riva sx dell'Adige ai piedi dei Lessini, l'autrice ha trovato anche l'athesina insieme alla forma tipica (oggi diremmo Chil. cing. cingulatum) ci rendiamo conto di quanto fosse diverso il concetto ottocentesco di "varietà" da quello attuale di sottospecie.
Nonostante queste parole Pollonera (1890) rimette la var. baldensis, "sul Monte Baldo a circa 1000 metri di altitudine". Da questo momento non ho più notizie fino alla sistemazione di K.L.Pfeiffer (1951), ma stando al suo riassunto non sembra vi siano stati altri contributi fondamentali. K.L.Pfeiffer propone finalmente una divisione in sottospecie con un preciso carattere geografico. Ricordo che questa è la versione adottata dalla nostra checklist, con piccole correzioni, mentre Faunaeur l'ha adottata tale e quale.
Non ci sono differenze anatomiche fra questa e la forma tipica (e neppure le altre ssp.) ma per l'autore
ciononostante .. sembra giusto seguire il ragionamento di Stabile e della Paulucci e vedere nella cingulata della valle dell'Adige e delle regioni circostanti una razza a sè, grazie alle differenze, sempre più o meno presenti, nella forma del guscio in confronto alla cingulata cingulata. Tuttavia, nonostante il grande contributo della Paulucci nell'evidenziare le differenze, essa non può essere chiamata cingulata athesina Paulucci bensì cingulata baldensis Rossmässler, perché la prima forma descritta per l'area orientale fu chiamata baldensis e questa è solo una mutazione individuale della normale forma orientale.
E' interessante osservare che la "normale forma orientale", sensu Pfeiffer, è esattamente l'athesina Paulucci: talvolta il concetto attuale di una specie, o forma, ha poco a che fare con la descrizione originale e non si può comprendere senza conoscerne la storia.

Per finire, ho deciso di richiamare tutte le discussioni relative a questa "sottospecie" presenti nel forum, reperite con la funzione "cerca". Ovviamente qualcuna può essermi sfuggita. In ordine di tempo:

Link
fra Spiazzi e Ferrara M.Baldo, è proprio la zona della "baldensis" per eccellenza, almeno stando a Pollonera.

Link
(Doram) gusci dal nord di Verona. Dovrebbe essere tipica "athesina" e corrisponde bene alla descrizione della Paulucci. Nella stessa discussione Phobos presenta un es. interessante (Brescia, colle Cidneo) dal labbro poco risvoltato, spira più elevata e aspetto più robusto, che potrebbe corrispondere alla "mut. brixiana" (Pollonera), ma mi colpisce la tonalità "rosea", per me inusuale: effetto fotografico? L'unico guscio che ho di questa provenienza è grigio e meno elevato, somiglia più agli es. di Doram che a questo di Phobos.

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dai M.Lessini, intorno ai 1000 m. (papuina). Collegato in checklist come "nicolisianum", secondo me corrisponde proprio al "baldensis" come lo intendevano Villa e Rossmässler. Però mi stupisce che fosse così l'intera popolazione, cosa che non ho mai osservato.

Link
es. da Sirmione. Direi tipica "athesina". Nota fin dall'800, fa parte delle popolazioni sparse fra Verona, Brescia e Mantova.

Link
sono i miei es. "cornei" e semitrasparenti della zona di Soave (VR). Dovrebbe corrispondere alla var. Pinii (Adami), che già Paulucci e Pollonera riconducevano nella athesina, come semplice variante cromatica.

Link
Discussione dedicata a (quella che ritengo essere) "nicolisianum". Alla fine Beppe (papuina) presenta una serie di esemplari di varia provenienza e aspetto, ottimo esempio della variabilità di questa sottospecie. Credo che gli es. della seconda fila corrispondano al "nicolisianum" del 2° "topic", ma chiedo conferma.

Link
Un mio contributo: esemplari dai M.Berici, dove talvolta scendono a fino al limite del piano ovvero 40m s.l.m. Insieme agli es. di Sirmione, Soave ecc. è notevole quanto sia adattato a vivere a bassa quota in ambienti che talvolta possono essere molto caldi e asciutti. Secondo K.L.Pfeifferr questa è una caratteristica della "sottospecie", che salirebbe in montagna solo se ci sono condizioni di clima relativamente mite.

Link
K.L.Pfeiffer menziona alcune piccole o piccolissime popolazioni "residue" di baldense isolate nel territorio del colubrinum e ciò mi ha ricordato l' es. bianco di questo post, tanto più che una tale popolazione è citata proprio in questa zona (Valle di Ledro).
Ho molti dubbi sull'interpretazione del Pfeiffer (colubrinum deriva dal baldense, che rappresenta la forma ancestrale delle due) e questo non mi sembra baldense, ma è difficile giudicare da un individuo solo.

Se siete arrivati fin qui vi faccio i miei complimenti! Ciao,
fern

Modificato da - Subpoto in Data 05 aprile 2009 16:44:29

Subpoto
Moderatore


Città: Roma
Prov.: Roma

Regione: Lazio


8902 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 26 novembre 2008 : 00:09:54 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Complimenti fern,
bellissimo ed utilissimo lavoro,anche noi che solo raramente abbiamo visto queste forme possiamo farci un'idea abbastanza precisa della loro variabilità e dispersione.
Questa è un'ottima base per futuri studi genetici che potrebbero darci una visione reale dei rapporti che intercorrono tra queste forme.





La natura è un libro aperto, siamo noi che non sappiamo leggerlo
Sandro
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papuina
Utente Senior


Città: SAN PIETRO IN CASALE
Prov.: Bologna

Regione: Emilia Romagna


4515 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 26 novembre 2008 : 09:26:09 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ciao Fern, grazie per il riassunto, ti confermo che gli esemplari della seconda fila sono gli stessi presunti nicolisianum.
Beppe
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fern
Utente Senior

Città: Vicenza


2098 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 05 dicembre 2008 : 21:51:47 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Classe: Gastropoda Famiglia: Helicidae Genere: Chilostoma Specie:Chilostoma cingulatum - distribuzione
Non ho ancora finito! Intanto ho trovato altre due discussioni che mi erano sfuggite, esemplari trentini da parte di AlbertoTN1. La seconda è la bellissima documentazione di un accoppiamento.

Link
Link

Allego una cartina di distribuzione delle ssp. di Chilostoma cingulatum nella zona alpina centro-orientale La carta ricalca, a colori, quella elaborata dal Pfeiffer e include le forme a più ampia distribuzione, esclusi quindi gli endemismi "puntiformi": gobanzi, frigidosum, insubricum, asperulum, "frigidum, ecc."
Ritengo opportuno fare alcune osservazioni
- rispetto all'orginale ho aggiunto M.Berici e C.Euganei per Chil.cing. baldense.
- nell'areale del baldense c'è un'isola di "preslii", localizzata fra i Lessini e il Pasubio. Così la disegna Pfeiffer, ma nel testo parla di forme di passaggio baldense-preslii che alla fine mostra di ritenere baldense. In quest'area si trova anche, localizzato, il nicolisianum.
- i confini di Chil.cing.preslii sono raffigurati molto schematicamente e in modo sommario. Il confine N si estende oltre l'Italia e ad E raggiunge la Slovenia. Sia il confine W (con baldense) che il confine S sono mal definiti, per questo la linea è tratteggiata.
- alcune zone "vuote" fra areali vicini sono probabilmente dovute a un difetto di informazione e può valer la pena approfondire. In particolare spicca un "buco" in corrispondenza dell'altopiano di Asiago: ecco un compito per la prossima estate.
- la ssp. tipica (Chil.cing.cingulatum) occupa un'area molto limitata sulle Alpi centrali, ma c'è una popolazione isolata al limite SW, soprattutto sulle Alpi Marittime.
Immagine:
Chilostoma cingulatum baldense (Rossm. 1839). Un riassunto
193,21 KB
fern

Modificato da - Subpoto in data 05 aprile 2009 16:44:00
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papuina
Utente Senior


Città: SAN PIETRO IN CASALE
Prov.: Bologna

Regione: Emilia Romagna


4515 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 08 dicembre 2008 : 18:00:43 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
La forma dei Berici mi pare "a vista" un qualcosa di "diverso".
Non ricordo come si fa un link, ma da Varese ho postato tempo fa un cingulatum più vicino forse al colubrinum....
Beppe
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fern
Utente Senior

Città: Vicenza


2098 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 09 dicembre 2008 : 20:10:13 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Non ricordo come si fa un link, ma da Varese ho postato tempo fa un cingulatum più vicino forse al colubrinum
Non mi stupisce piu' di tanto: pensa che Rossmaessler descrisse "Helix preslii var. nisoria" (ora in sinonimia con colubrinum) nientemeno che da Milano! Resto dell'idea che la reale distribuzione di molte specie nel nostro paese sia ancora un problema aperto. Ciao,

fern

p.s. per il link io faccio cosi' (spiegato da Ang):
- clic su "inserisci E mail"
- nella finestra che si apre metto il testo che deve leggersi in chiaro
- nella 2a finestra metto l'URL (facendo attenzione che non resti "mail to")
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Ermanno
Moderatore


Città: Longare
Prov.: Vicenza

Regione: Veneto


6419 Messaggi
Biologia Marina

Inserito il - 16 dicembre 2008 : 16:10:15 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Se non ricordo male , il baldense è riportato anche sul Grappa (Cossignani?? ex coll Nister )... io penso che anche le popolazioni dell'altopiano di Asiago siano riconducibili alla stessa forma ... certo che i risultati di una nuova ricerca in loco , darà dei risultati interessanti.

Ermanno
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fern
Utente Senior

Città: Vicenza


2098 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 10 maggio 2012 : 23:41:16 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ermanno:
Se non ricordo male , il baldense è riportato anche sul Grappa
Trovata!

baldense del M.Grappa
Chilostoma cingulatum baldense (Rossm. 1839). Un riassunto
149,28 KB
Pare localizzato, ma può essere localmente abbondante. Intorno ai 1000m erano candidi e di grandi dimensioni (v. foto), mentre più in alto sembrava quasi di essere sui Lessini!
Ciò amplia notevolmente ad est il limite di baldense ed ora mi chiedo che cosa succede oltre il Piave, sulle Prealpi Bellunesi. L'unico indizio, al momento, è l'esemplare di preslii che Beppe ci ha mostrato dai dintorni di Vittorio Veneto. Ciao,

fern



Il n'y a de petit dans la Nature que les petits esprits.
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