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 Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
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theco
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Inserito il - 15 maggio 2008 : 12:56:40 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

Proseguo la visita ai fondali del Tirreno, in particolare alla sua parte centro-meridionale.
Come di consueto linea rossa per l’isobata dei 200 m e linea gialla per l’isobata dei 500 m, poiché questa scheda comprende anche una piana abissale ho aggiunto una linea verde per l’isobata dei 2.000 m e una linea rosa per l’isobata dei 3.000 m di profondità.

La sezione centrale è costituita da una piana abissale che però, a differenza di quella già incontrata nel bacino sardo-balearico non è semplicemente ‘piana’, ma è caratterizzata dalla presenza di imponenti seamounts di origine vulcanica.
Sul margine meridionale della piana abissale è presente l’arco insulare vulcanico delle isole Eolie e l’Ustica ridge, anch’esso di origine vulcanica.


Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale

Piana abissale tirrenica
Il Tirreno centrale è un piccolo oceano in formazione, il più giovane oceano del mondo, il più giovane mare del Mediterraneo; alla sua base è presente crosta oceanica sottile e la tettonica, di tipo distensivo, porta ad un progressivo ampliamento del bacino. Il Tirreno raggiunge qui la sua massima profondità, alla quota di 3.593 m.

Sia sulla piana abissale, sia sulla scarpata continentale, sono presenti imponenti Seamounts sottomarini di origine vulcanica, che raggiungono con la vetta profondità che rimangono comunque superiori ai 1.000 m (Cassini, Secchi, Magnaghi, Issel, Poseidone) e in alcuni casi superiori ai 2.000 m (Marchi e Flavio Gioia); la più elevata e la più imponente tra queste strutture positive è il seamount Vavilov, esteso per 33 Km, che si innalza per almeno 2.700 m sulla piana abissale tirrenica e raggiunge la quota di 731 m di profondità.
Il Vavilov è un vulcano tuttora attivo e insieme a Magnaghi, Marsili e Palinuro (vedi più avanti) è considerato tra i vulcani pericolosi del Tirreno: eventuali attività esplosive, o collassi calderici, di questi edifici vulcanici sottomarini porterebbero infatti violente onde tsunami sulle coste del Tirreno.
La storia degli tsunami nostrani, legati al vulcanesimo e alla sismica sottomarina, è storia recente: in epoca neolitica è documentata un’onda tsunami di altezza pari a 50 m, originatasi dall’attività sismica dell’Etna, che in poche ore raggiunse tutte le coste del Mediterraneo orientale e meridionale, distruggendo gli insediamenti costieri; nel 1693 un maremoto, ancora una volta collegato all’attività sismica dell’Etna, tornò a distruggere le coste prospicienti la Sicilia; anche il terremoto di Messina, dell’inizio del secolo scorso, alzò un’onda tsunami, che fu responsabile della maggior parte delle vittime di quell’evento sismico.

La batimetria del Vavilov
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale


Elenco, posizionamento e profondità dei Seamounts medio tirrenici:
Cassini (40°49.20’N 11°43.20’E) 1.169 m
Secchi (40°26.40’N 11°42.00’E) 1.215 m (alias Adriano seamount)
Magnaghi (39°52,80’N 11°46,80’E) 1.465 m (alias Vittorio Emanuele seamount)
Issel (39°40.20’N 13°38,40’E) 1.832 m
Poseidone (39°40.00’N 13°50,00’E) 1.837 m
Marchi (40°13.20’N 12°13,80’E) 2.187 m (alias Cesare seamount)
Flavio Gioia (40°00.00’N 13°03,00’E) 2.305 m
Vavilov (39°52,00’N 12°36.00’E) 731 m


Un'immagine sonar del profilo del Vavilov visto dalla costa sarda, sullo sfondo il Flavio Gioia
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
35,96 KB


L’arco eoliano
Cambiamo l’origine geologica, ma non il risultato… sempre di vulcani si tratta.
L’arcipelago delle Eolie è un arco magmatico insulare composto da 6 principali vulcani sommersi e da 7 isole vulcaniche emergenti; considerando anche i vulcani sommersi, l’arco vulcanico presenta una forma pressochè anulare. L’origine dell’arco insulare è da ascrivere alla risalita di magmi provenienti dalla fusione della placca in subduzione, come illustrato nel disegno seguente.


Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale


I 13 principali edifici vulcanici dell’arco sono riportati nel disegno seguente:

Mappa dell'arco eoliano
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale

I vulcani sommersi, posizionamento e profondità:
Eolo (38°36.00’N 14°07.20’E) 590 m
Enareta (38°38,40’N 14°00.60’E) 278 m
Sisifo (38°49.80’N 13°50.40’E) 1.074 m
Garibaldi (39°07.20’N 13°44.40’E) 1.438 m (alias Glauco seamount)
Palinuro (39°28.50’N 14°51.00’E) 70 m (alias Strabo seamount)
Marsili (39°15.00’N 14°23.40’E) 505 m (alias Plinio seamount)

Probabilmente gli edifici occidentali dell’arco sono vulcani ormai spenti, ma altrettanto non si può dire dei coni orientali e settentrionali, tra i quali Palinuro e Marsili meritano qualche cenno dedicato.

Palinuro è un vulcano importante per la sua pericolosità, si tratta di un cono attivo che registra attività sismica, la vetta è posta ad appena 70 m di profondità (l’unico tra i tanti seamount del Tirreno centro-meridionale raggiungibile in immersione, che ci dici Squalo in proposito?) a non più di 65 Km di distanza dalla costa del Cilento: un eventuale evento parossistico di questo vulcano sommerso avrebbe effetti catastrofici nella costa tirrenica meridionale.
Marsili è il più grande vulcano europeo, è poco meno elevato dell’Etna ma ha un volume molto maggiore, con una base che raggiunge i 70 Km di estensione. Marsili è il più giovane tra i vulcani sottomarini e recenti indagini hanno confermato la presenza di attività vulcanica sui suoi fianchi.
La sua modesta profondità (appena 500 m) e la ridotta distanza dalla terraferma (75 Km dalle Eolie e 100 Km dalla Basilicata) fanno del Marsili un vulcano inserito nel novero di quelli ad alto rischio.

Ricostruzione sonar del Marsili, il più grande vulcano europeo
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale


Finalmente, dopo tanto mare profondo, approdiamo alle coste delle Isole Eolie, che costituiscono la parte emersa dell’arco vulcanico; le isole principali sono sette: Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea, Salina, Alicudi e Filicudi, tra le quali Lipari, Vulcano e Stromboli sono considerati vulcani attivi.

Tra i crateri di Filicudi ho fatto la mia tesi di laurea, ormai nel paleolitico… avrei quindi moltissimo da dire sull’arcipelago eoliano… per cui non dirò nulla… immaginatemi poco più che ventenne mentre trascorro tre estati consecutive in una tenda a tre metri dal mare, rilevando colate laviche sui monti con la luce solare e dedicandomi invece, con la luce lunare, a minicorsi di avviamento alla vulcanologia e dintorni, a beneficio delle giovani e leggiadre villeggianti, che di volta in volta si dimostravano interessate all’argomento.
Per me le Eolie profumano di gioventù…

Ma ritorniamo al presente con una presentazione delle isole senza parole, per ognuna di esse solo un’immagine panoramica e una mappa per visualizzare le linee batimetriche dei primi fondali prospicienti le coste. Gli aggettivi non hanno alcun riferimento alla realtà, ma solo alle sensazioni del sottoscritto.


Lipari, la colta
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
foto tripadvisor.it

Batimetria Lipari
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
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Vulcano, la popolare
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
Foto siciliaorientale.com

Batimetria Vulcano
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
164,2 KB


Salina, la verde
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
Foto omnidreams.net

Batimetria Salina
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale



Panarea, la snob
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
Foto digilander.libero.it

Batimetria Panarea
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
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Stromboli, la terribile
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
Foto hehtravel.com

Batimetria Stromboli
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
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Alicudi, la persa
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
Foto torrese.it

Batimetria Alicudi
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
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Filicudi, la selvaggia
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
Foto home.arcor.de

Batimetria Filicudi
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
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Il Ridge di Ustica
Ad occidente dell’arco Eoliano è presente una altro sistema vulcanico complesso, il ridge di Ustica, costituito da un cratere subaereo, l’isola di Ustica e da un allineamento, disposto grosso modo lungo il parallelo, di seamounts di orgine vulcanica. Questi vulcani sono coevi rispetto alle Eolie e sono considerati inattivi.
Tre sono i principali seamounts del ridge usticense, di seguito il posizionamento e la profondità della vetta:
Anchise (38°41.40’N 12°51,00’E) 484 m
Drepano (38°36,00’N 12°13.20’E) 466 m
Aceste (38°25.00’N 11°31.00’E) 157 m

L’isola di Ustica rappresenta una delle culminazioni del seamount Anchise, tristemente e incolpevolmente nota per la strage del 1980, di seguito è riportata una carta altimetrica (linee grigie) e batimetrica (linee azzurre) dell’isola. Le aree a retino grigio, posizionate tra le isobate azzurre, rappresentano le zone di fondale in cui è insediato il posidioneto.

Fondali di Ustica
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
284,08 KB

Ustica
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
foto ustica.net

La costa settentrionale della Sicilia
E’ una costa caratterizzata da una ripida scarpata, con il fondale che raggiunge la profondità media di 500 m a distanze comprese tra i 4 e i 15 Km dalla costa. La scarpata prosegue fino a circa 1.000 m di profondità, dopo di che il fondale forma la piana del bacino di Cefalù, una piana estesa per circa 50 Km, con profondità medie inferiori ai 1.500 m; su questa piana si ergono tutte le isole vulcaniche dela zona. Dietro le isole comincia subito una nuova scarpata che porta la profondità fino a 3.000 m, dove si estende la piana abissale del Tirreno centrale.

Le sole strutture con diversa geomorfologia sono tutte posizionate al largo di Capo San Vito: due strutture negative, il canyon San Vito e la Fossa di Ustica, dove il fondale raggiunge i 1.000 m di profondità ad appena 5 Km di distanza dalla costa; una struttura positiva, il Banco Scuso (38º15.00'N,12º33.00'E) dove invece il fondale risale ad appena 87 m di profondità a 15 Km di distanza dalla costa.

Come al solito divido la zona analizzata in aree omogenee dal punto di vista batimetrico e geomorfologico:


Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
272,83 KB

14. Piana abissale tirrenica
15. Arcipelago delle Eolie
16. Ridge di Ustica

squalo
Utente Senior

Città: roma


1201 Messaggi
Biologia Marina

Inserito il - 15 maggio 2008 : 14:08:14 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ottimo ed interessantissimo come sempre, Theco.

Al Palinuro non ci andrò...70m di cappello richiedono miscele e un'assistenza in superficie da team specialistico.

Alle Eolie ed Ustica ci tornerò quest'estate con vero piacere.
Devo dire che Stromboli è la più interessante sott'acqua, specie lo scoglio di Strombolicchio.
Lipari ha invece una vera e propria barriera di Cladocora cespitosa che si estende per diversi mq. quasi come un reef corallino, regno di Coralliophile e Babelomurex.

Volevo solo aggiungere che a circa 3 miglia(se ben ricordo) da Ustica c'è un Banco,non enorme come Skerki, ma significativo e molto bello da esplorare.
Si tratta del Banco di Apollo, con sommo a circa 40m. Ci sono stato una sola volta e spero di bissare quest'anno. E' una vera e propria foresta di gorgonie, specie di Paramuricea e Gerardia savaglia. Il fondo arriva sui 60m o poco più e ricordo di averci visto pascolare una bella Charonia lampas.

Ciao
Squalo


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theco
Utente Super




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Inserito il - 15 maggio 2008 : 15:41:07 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Eccoli qua i luoghi ricordati da Squalo:


Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale


Il banco Apollo ha quote variabili tra 42 e 60 m di profondità, il banco Colombara invece, più abbordabile, ha quote variabili tra 3 e 50 m di profondità; entrambi sono crateri secondari del cono principale di Ustica.


Banco Colombara
Batimetria mediterranea: 7. Tirreno centro-meridionale
Foto ampustica.it

Ciao, Andrea
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myzar
Utente Senior


Città: Livorno
Prov.: Livorno

Regione: Toscana


3886 Messaggi
Biologia Marina

Inserito il - 15 maggio 2008 : 19:16:24 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Una domanda a Theco: vedo che hai usato spesso la locuzione abissale riferendoti a certi fondi. Mi piacerebbe sapere se lomfai in senso geomorfologico e batimetrico o ti riferisci anche all'ecosistema, perchè a me, che confesso la mia non grande preparazione in materia, sembrava che la fauna abissale fosse assente dal Mediterraneo, se non altro per ragioni termiche.
myzar
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strombus
Utente V.I.P.

Città: Reggio Calabria
Prov.: Reggio Calabria

Regione: Calabria


385 Messaggi
Biologia Marina

Inserito il - 15 maggio 2008 : 19:50:43 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Lascio a Theco la risposta rivolta da Mizar che chiarirà i vari aspetti; volevo far sapere che nell' Area dello Stretto di Messina, alla latitudine più meridionale della Calabria e la corrispondente della Sicilia (Taormina)( - 1500 m); si è individuata l" Oasi Atlantica " con fauna di ambiente batipelagico cioè fauna delle profondità batiali dell' Oceano Atlantico (- 4000 m) che si è ben ambientata in Mediterraneo, e qui si riproduce da almeno 2 Ma ( dai fossili batiali ritrovati in Calabria) e dagli spiaggiammenti periodici di questa fauna (pesci batipelagici in vari stadi di sviluppo comprese le larve di crostacei e altri invertebrati) .
La temperatura a queste profondità è stata misurata intorno ai 4 °C
e sembra che l'effetto serra incida anche su questo.
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theco
Utente Super




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Inserito il - 15 maggio 2008 : 21:36:49 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Provo ad affrontare la cosa da tutti e tre i punti di vista... perdonatemi se dico ovvietà già note urbi et orbi.

Dal punto di vista geologico è necessario chiarire una differenza 'di fondo' tra mare e oceano. Un oceano è costituito da crosta oceanica, cioè una crosta di litologia basaltica, molto sottile (il mantello è ad appena 10 Km di profondità) e molto densa. Viceversa un mare è un bacino che insiste su crosta continentale, cioè una crosta di litologia più acida, molto spessa (almeno 80 Km) e molto meno densa.
Da questo punto di vista tanto il bacino sardo-balearico che il Tirreno sono oceani (e ne vedremo qualcun'altro proseguendo), con la differenza che il primo ha concluso la propria fase espansiva, il secondo no. L'Adriatico è invece un mare.
Fatta questa precisazione, in ragione della diversa genesi che hanno i mari e gli oceani, è normale che gli oceani siano profondi e con il fondo 'piatto', mentre i mari sono solitamente meno profondi e non necessariamente dotati di un fondo piatto.
Per questo motivo, dal punto di vista geologico, il fondo di un oceano è una piana abissale, mentre il fondo (e il corpo) di un mare sono solitamente denominati 'bacino'.

Dal punto di vista 'geomorfologico' esiste una scaletta indicativa, ma abbastanza precisa, che definisce le diverse sezioni di un profilo marino sommerso:
la piattaforma continentale è il proseguimento subacqueo dello zoccolo continentale, con basse o bassissime pendenze e solitamente senza soluzione di continuità con il continente emerso, la profondità media delle piattaforme continentali mondiali è di circa 200 m e quindi questo è il valore che solitamente si utilizza come riferimento, e il nostro mare non fa eccezione.
la scarpata continentale, che segue la piattaforma verso mare, è invece un pendio molto declive che raccorda la crosta continentale alla sottostante crosta oceanica (nei mari non c'è scarpata continentale perchè tutto il bacino è su piattaforma). La profondità media delle scarpate continentali mondiali è di circa 2.000 m e il nostro mare non fa eccezione.
infine la piana abissale, dove presente, è un'area pianeggiante sulla quale non insiste alcuna zolla continentale, ma eventualmente solo seamounts e guyot verso l'alto, oppure fosse oceaniche verso il basso. La profondità media delle piane abissali mondiali e di circa 3.800 m e anche in questo caso il nostro mare non fa eccezione.
Naturalmente il fatto che le eccezioni siano limitate non è casuale, ma è legato ai principi dell'isostasia tra le zolle, che comunque non credo valga qui la pena di approfondire.
Infine come detto esiste anche un 'sotto' delle piane abissali e cioè le fosse oceaniche, che per convenzione vengono definite tali a profondità superiori ai 6.000 m. Si tratta di strutture profonde legate a zone di subduzione della crosta.
Da quanto detto, dal punto di vista geomorfologico, il Mediterraneo è dotato di più piane abissali con quote superiori a 2.000 m di profondità, mentre è sprovvisto di fosse oceaniche (anche se Jonio ed Egeo hanno qualcosa di molto simile) in quanto non si raggiunge mai la profondità di 6.000 m.

Infine il punto di vista biologico, quello che meno conosco... e quindi mi rifaccio alla suddivisione elementare del fondale in piani ecologici: supra, meso, infra e circa-litorale sono i piani fotici nei quali esiste sintesi clorofilliana, ma a noi interessano i piani afotici più profondi:
- piano batiale, comprende solitamente la sezione inferiore della piattaforma continentale e tutta la scarpata continentale, quindi si spinge da 200 fino a circa 2.000 m di profondità;
- piano abissale, corrisponde, con un curioso gioco di parole, all'ambiente delle piane abissali, quindi fino a circa 6.000 m di profondità;
- piano adale, corrisponde all'ambiente delle fosse oceaniche, ed è l'unico che dovrebbe essere assente in Mediterraneo.

Spero di non avere confuso ulteriormente le cose, nel caso perdonatemi.

Ciao, Andrea
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CarloAG
Moderatore


Città: Napoli
Prov.: Napoli

Regione: Campania


1664 Messaggi
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Inserito il - 05 febbraio 2009 : 12:30:02 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE per la stupenda immersione nei fondali del Tirreno!

Carlo A.G.
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zoomx
Utente nuovo

Città: Catania


5 Messaggi
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Inserito il - 12 marzo 2009 : 12:45:35 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Scrivo questo commento con enorme ritardo ma ho scovato questa discussione solo ieri.

Mi associo ai complimenti e faccio solo un paio di precisazioni.

"in epoca neolitica è documentata un’onda tsunami di altezza pari a 50 m, originatasi dall’attività sismica dell’Etna"

Intanto premetto che la cosa non e' certa ma ipotizzata e la causa non sarebbe un terremoto ma una frana del fianco orientale dell'Etna che poi avrebbe lasciato quella che oggi e' nota come Valle del Bove.

"nel 1693 un maremoto, ancora una volta collegato all’attività sismica dell’Etna"

Nel 1693 la Sicilia e' stata colpita da uno dei piu' disastrosi terremoti della sua storia ma l'Etna non c'entra nulla. L'epicentro doveva essere stato o in mare o presso la costa di fronte Siracusa.


Strombus hai dei riferimenti sulla temperatura di 4 gradi misurata allo stretto? A che so io la temperatura minima in profondita' e' tra i 12 e i 13 gradi.
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theco
Utente Super




6012 Messaggi
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Inserito il - 12 marzo 2009 : 12:59:58 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grazie zoomx per le opportune precisazioni e benvenuto sul forum NM, questa qui è la settima e, almeno per il momento, ultima scheda (il mediterraneo è grande, ma prima o poi troverò il tempo di proseguire...). Se vai un po' indietro troverai anche le altre schede, dove eventuali ulteriori tue precisazioni sarebbero molto gradite

Per Carlo: grazie

Ciao, Andrea
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zoomx
Utente nuovo

Città: Catania


5 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 13 marzo 2009 : 08:57:18 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Theco ha fatto un'eccellente lavoro.

Aggiungo qui alcuni posti forse interessanti.

A Panarea ci sono moltissime fumarole subacquee. Le piu' comode sono quelle presso l'isolotto di Bottaro.

Un primo gruppo si trova presso la punta nord dell'isolotto dal lato verso Lisca Bianca ad una profondità di 5-6 metri. Sul lato ovest, circa a meta' isola, si trova un'altro gruppo che nel novembre 2002 ha avuto un enorme incremento di emissione.

Per maggiori informazioni alcuni link

Link
Link
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Link
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Per chi ci voglia andare: informatevi prima presso i diving o presso la Capitaneria perche' alcuni di questi luoghi sono interdetti alle immersioni.

Un fenomeno analogo c'e' anche a Salina nell'estremità sud della baia di Pollara, sui 5-6 metri (non ricordo perfettamente).

Anche a Vulcano, nell'area tra il porto e Vulcanello, presenta lo stesso fenomeno accompagnato all'emissione di acqua calda.

Sarebbe interessante sapere se anche nelle profondita' del Mediterraneo, magari proprio nel Tirreno meridionale, ci sono fumarole come quelle trovate nelle dorsali oceaniche del Pacifico che, magari!, potrebbero ospitare delle faune particolari.

Leggendo la parte sul mare di Alboran e lo stretto di Gibilterra confermo che nel Mediterraneo profondo non si trovano mai temperature al di sotto dei 12 gradi.
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myzar
Utente Senior


Città: Livorno
Prov.: Livorno

Regione: Toscana


3886 Messaggi
Biologia Marina

Inserito il - 13 marzo 2009 : 09:57:29 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di zoomx:

Theco ha fatto un'eccellente lavoro.

.............
Leggendo la parte sul mare di Alboran e lo stretto di Gibilterra confermo che nel Mediterraneo profondo non si trovano mai temperature al di sotto dei 12 gradi.

Questa è anche la mia informazione.
myzar
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tonya
Utente nuovo

Città: ottaviano
Prov.: Napoli

Regione: Campania


1 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 26 settembre 2010 : 11:52:32 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ciao,
io sto facendo la tesi in geologia marina, mi servirebbe per cortesia una batimetria più dettagliata del mar tirreno soprattutto della zona Cilento.

Grazie mille,
Tonya
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theco
Utente Super




6012 Messaggi
Tutti i Forum

Inserito il - 26 settembre 2010 : 13:11:49 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ciao Tonya, puoi trovare le carte batimetriche in vendita online.
Non posso linkare siti commerciali, ma se provi con un motore di ricerca non avrai difficoltà a trovarle.
Se non ti serve possederle potresti provare la via della consultazione, non dovrebbe essere difficile trovarle presso gli enti della zona che ti interessa, soprattutto quelli che si occupano di gestione marina.

Ciao, Andrea
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Franco42
Utente nuovo

Città: Marsala
Prov.: Trapani

Regione: Sicilia


2 Messaggi
Biologia Marina

Inserito il - 17 luglio 2012 : 13:46:25 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ciao theco, ho provato parecchio a cercare sui motori di ricerca, nma con scarso risultato rispetto a quello che cerco, ovvero delle carte batimetriche particolareggiate dell'arcipelago delle egadi e del banco avventura (canale di sicilia), potresti darmi qualche info piu specifica, grazie cordiali saluti
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