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 Cercando la foce del Serchio
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vespa90ss
Utente Super


Città: Firenze

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Inserito il - 19 febbraio 2008 : 01:26:25 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia


Cercando la foce del Serchio

(Parte 1)

Una decisione presa al volo stavolta, decisa all'ultimo tuffo, senza
programmare alcunchè col rischio di ritrovarmi le batterie semi
scariche. Un vagabondaggio solitario senza meta precisa ma solo
approssimativa: visitare un tratto di costa dell'alta Toscana che non
mi è molto conosciuta ed eventualmente individuare qualche zona
sopravvissuta allo scempio della pressione turistica.

Meta da raggiungere la Tenuta di San Rossore e da lì proseguire verso
nord alla ricerca di luoghi interessanti da scoprire.

Osservando la sera prima Google Earth avevo notato oltre le Cascine
Vecchie all'interno della Tenuta un ampio tratto di massa boschiva
lunga quattro cinque chilometri che si estendeva a nord in direzione
del fiume Serchio, non raggiungibile da strade cui fosse consentito
l'accesso. In effetti questa zona di foltissima vegetazione mi avrebbe
particolarmente interessato ma la stagione è ancora talmente precoce
che non sarei riuscito a mettere insieme niente di particolarmente
entusiasmante. Scoprirò, anche dalle pozzanghere cristallizzate, che
durante la notte era andato sotto zero in quanto alle otto c'erano
ancora solo due gradi. In queste condizioni è estremamente improbabile
fare qualche bell'incontro, quindi mi sono ripromesso di tornarci a
stagione primaverile inoltrata.

L'attenzione si è invece rivolta verso una zona oltre il Serchio, che
come tutti i fiumi in prossimità del mare mi affascinano enormemente.
Sarei partito quindi così, alla cieca, senza avere la più pallida idea
di cosa avrei trovato. La parte più interessante mi era sembrata,
sempre vedendola dall'alto, quella che interessava la sua foce nel
lato sud confinante con la Tenuta , un triangolo con il lato costiero
lungo circa un km costituito da fascia dunale, retrodunale, bassa
macchia mediterranea ed immediatamente alle spalle una bella zona di
forteto primigenio.




Cercando la foce del Serchio




Cercando la foce del Serchio



Ma per raggiungerlo avrei dovuto percorrere un
tratto lunghissimo a piedi in quanto tutte le strade sono vietate al
transito essendo la zona parco naturalistico. Giunto sul luogo ho
quindi scartato questa soluzione perché l'accesso era inibito e farsi
otto chilometri a piedi dalle Cascine Vecchie con lo zaino stracarico
in spalla non mi andava tanto a genio: non so se è consentito ma
riproverò in primavera con una mountain bike al seguito. Ho quindi
optato per la soluzione lato nord della foce dove la distanza da
percorrere a piedi era ragionevole.

Sono quindi tornato indietro dalla Tenuta di San Rossore
reimmettendomi nell'Aurelia e mi sono diretto a nord in direzione
Migliarino fino ad incrociare la via del mare che conduce a Marina di
Vecchiano. Si svolta nuovamente a sinistra passando sotto la ferrovia
e si percorre un breve tratto d'una decina di chilometri che ti
conduce proprio in prossimità della sponda destra del Serchio. Te ne
accorgi perché arrivi ad un grande parcheggio recintato da staccionate
e trovi di fronte il bosco con i cartelli dell'oasi che ti indicano il
percorso per giungere al mare a piedi. Altrimenti, oltre questo primo
parcheggio, la strada svolta a destra e puoi proseguire in auto
parallelamente alla linea di costa lungo una strada asfaltata che
attraversa il bosco. Un tratto lungo circa tre chilometri che termina
direttamente agli stabilimenti balneari di Marina di Vecchiano.


Un susseguirsi di bagni che lasciano supporre un'intensissima
pressione balneare estiva. Oltre quel punto termina la strada asfaltata ed inizia una piccolissima Oasi protetta di fascia costiera sottratta
all'avidità del turismo, che si estende per circa un chilometro e
mezzo fino a Marina di Torre del Lago Puccini (un tratto scoperto
casualmente, purtroppo al termine dell'escursione).
Ma torniamo a dove eravamo rimasti....



Link

Lascio quindi l'auto al primo parcheggio e mi avvio verso la foce
costeggiando un boschetto di pioppi da un lato ed un canale
dall'altro.


Immagine 1:
Cercando la foce del Serchio


Un mucchio di vecchie biciclette incatenate ai primi
alberi del boschetto fanno intendere che oltre ad esso ci sarà
qualcosa da raggiungere. E procedendo nel mio percorso scoprirò di
cosa esattamente si tratta: infatti, tutta la sponda destra del fiume,
per una profondità di circa due chilometri partendo dalla foce, è
stata colonizzata ed adibita a porto fluviale. Centinaia di piccoli
appezzamenti di sponda del Serchio affiancati l'un l'altro come tante
piazzole di campeggio, profonde non più di quindici metri e larghe
dieci. Ognuna adattata alle esigenze estive quindi dotata di tutti gli
accorgimenti utili per proteggersi dalla calura estiva e dagli sguardi
indiscreti.

Immagine 2:
Cercando la foce del Serchio





Immagine 3:
Cercando la foce del Serchio



Immerse nel folto della vegetazione dove ogni abitante ha
creato un piccolo giardino fatto crescere ad arte per contenere ombra
e frescura, uccelli, fiori, farfalle, coleotteri. Un ambiente
assolutamente ad un passo dalla natura selvaggia da vivere con
spirito di notevole adattamento ma con amore profondo per la natura.
Una fetta di paradiso estremamente curato anche se il rigore della
stagione lo stava mortificando nella desolazione di in un villaggio
apparentemente abbandonato per una qualche pestilenza improvvisa.



Immagine 4:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 5:
Cercando la foce del Serchio




Immagine 6:
Cercando la foce del Serchio






Ciò che più mi ha sconvolto è stato il silenzio. Un silenzio assoluto,
profondo e ininterrotto. Tutto congelato nello sbadiglio dell'inverno.


Immagine 7:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 8:
Cercando la foce del Serchio



Le barche più vecchie tirate a secco, le bilance per pescare rimaste
appese senza la rete. I cavi d'acciaio avvolti nell'argano di alaggio
ben ingrassato. Le stuoie che ricoprono i grandi tavoli e le panche
per pranzare in allegra compagnia, fissate con elastici. Tutto pronto
a ripartire, in attesa dei primi caldi.

Percorro il vialetto che costeggia queste piazzole penetrando di tanto
attraverso delle scalette che arrampicano il basso argine. Provo per
un istante ad immaginare quello stesso posto in luglio, in agosto. La
suppellettile d'uso balneare che abbonda ammonticchiata sotto teloni
ripiegati fa dedurre che almeno duemila persone frequenteranno in
pianta stabile quel tratto di sponda pullulante di casine mobili,
prefabbricati, garage in muratura e metallici. E per qualche istante
odo il vociare dei bambini, i motori delle barche in moto, i gabbiani
che si affollano gridando a divorare i rifiuti, lo sghignazzare senza
misura delle tavolate ebbre di buon vino.

Sono stato fortunato. Solo una decina di cormorani appollaiati cento
metri più in là, sugli alberi oltre il fiume che osservano in mistico
silenzio la mia esplorazione.



Immagine 9:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 10:
Cercando la foce del Serchio



- segue -



Modificato da - vespa90ss in Data 19 febbraio 2008 01:38:55

vespa90ss
Utente Super


Città: Firenze

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Inserito il - 19 febbraio 2008 : 01:29:01 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia



Cercando la foce del Serchio

(parte 2)




Riprendo il mio procedere verso la foce seguendo il lentissimo fluire
dell'acqua limpida tendente al bluastro, immagine rara per il periodo.

Immagine 11:
Cercando la foce del Serchio




Terminata la zona concessa ad uso portuale si fa largo, aprendosi a
cuneo la fascia dunale tipica della costa marina che è visibile in
lontananza a diverse centinaia di metri.


Immagine 12:
Cercando la foce del Serchio


Immagine 13:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 14:
Cercando la foce del Serchio



Qui purtroppo devo constatare che lo stato di abbandono è totale. Il
Serchio, nel corso delle sue piene ha trasportato un'imponente
quantità di oggetti, per lo più contenitori in plastica, ma taluni
assolutamente impensabili tipo boilers, lettini per bambini in legno,
caschi da moto.


Immagine 15:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 16:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 17:
Cercando la foce del Serchio




Immagine 18:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 19:
Cercando la foce del Serchio





Immagine 20:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 21:
Cercando la foce del Serchio



- segue -



Modificato da - vespa90ss in data 19 febbraio 2008 01:33:34
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vespa90ss
Utente Super


Città: Firenze

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Inserito il - 19 febbraio 2008 : 01:30:32 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia


Cercando la foce del Serchio

(parte 3)








Il fiume durante le esondazioni raccoglie nelle campagne circostanti
tutto ciò che può galleggiare e lo trascina in mare. Molte di quelle
bottiglie in plastica sono state sradicate dagli orti insieme alle
canne che ricoprivano per ripararle dalla pioggia, ma la stragrande
maggioranza di esse sono state gettate in prossimità delle sponde,
"vuoto a perdere". Un bellissimo tratto di fascia dunale e
retrodunale, preclusa all'accesso delle automobili perché confinante
ad un'oasi di protezione, e nonostante ciò appestata di rifiuti da
poter riempire camion e camion. Vergogne che a parer mio non vengono
rimosse da anni.


Immagine 22:
Cercando la foce del Serchio




Immagine 23:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 24:
Cercando la foce del Serchio



Ne sono parziale testimonianza i bastoncini in plastica dei cotton
fiocc che da tantissimo tempo sono stati vietati e da anni bonificati
dalle varie raccolte organizzate. Evidentemente è un'area che rimane
tagliata fuori da questi tipi di interventi, forse perché attigua al
fiume e non considerata fascia costiera.


Immagine 25:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 26:
Cercando la foce del Serchio


Esistono dei laghetti all'interno del cordone retrodunale dove
prevale la vegetazione caratteristica degli ambienti ad elevata
salinità con molte specie erbacee alofile Typha spp., i carici
Carex spp. e il giunco palustre Juncus palustris.


Immagine 27:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 28:
Cercando la foce del Serchio



Immagine 29:
Cercando la foce del Serchio


Nelle immediate vicinanze, all'interno di un tronco marcio
ho trovato un piccolissimo Carabus sp. in letargo.
Ho immediatamente provveduto a ricoprirlo con il pezzo
di tronco staccato per consentirgli il proseguimento
dell'ibernazione.

Immagine 30:
Cercando la foce del Serchio





Per il resto le specie vegetali sono più o meno quelle tipiche della
costa toscana già riportate sull'altro mio post dedicato alla foce del
fiume Ombrone.

Link

Da sottolineare la presenza della Yucca gloriosa che in
gruppi consistenti sta lentamente colonizzando la fascia retrodunale.


Immagine 31:
Cercando la foce del Serchio



Una pianta presente in maniera troppo massiccia per non essere stata
introdotta artificialmente non so bene a quale titolo. Fatto sta che
sconvolge l'estetica del nostro paesaggio costiero in quanto non
appartenente al nostro retaggio culturale ma sicuramente una
colonizzazione così notevole non può non alterare le cenosi autoctone.



Proseguendo fra cespugli di Ammophila littoralis e di Euphorbia paralias mi dirigo verso la foce
del fiume delimitata da alcuni isolotti che tenderanno a creare
sbarramenti nel corso dell'estate quando il fiume sarà in secca.
Quello è l'ultimo tratto che precede l'inizio della spiaggia libera
dove l'abbondanza dei rifiuti è talmente rilevante che si percepisce
netto il senso d'infeltrimento dell'anima.


Immagine:
Cercando la foce del Serchio
228,64 KB

Si conclude lì per Beppe l'esplorazione della foce del Serchio, fra
migliaia di contenitori di Coccolino, di Pepsi, di olio multigrade, di
candeggina al limone. Un cuore stanco che si rifiuta di procedere e
che compie un passo all'indietro."



Cercando la foce del Serchio




Beppe Miceli






A volte Madre Natura decide di lanciare una palla ad effetto. (Charles Bronson)

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Modificato da - vespa90ss in data 19 febbraio 2008 01:34:28
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Eliasoriordan
Utente Senior


Città: Rivoli
Prov.: Torino

Regione: Piemonte


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Flora e Fauna

Inserito il - 20 febbraio 2008 : 10:15:57 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
wow, finalmente vedo uno dei posti migliori per il seawatching italiano! In effetti la spiaggia non è bellissima con tutta sta monnezza ma se pensiamo che lo scorso anno han svernato 2 Monachelle del Deserto...

Daniele Capello
Rivoli (TO)

il mio blog: Link
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Salvatore Caiazzo
Moderatore


Città: Monteveglio
Prov.: Bologna

Regione: Emilia Romagna


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Inserito il - 20 febbraio 2008 : 21:52:05 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Bravo Beppe, molto bello ed interessante.
Per coronare degnamente questo servizio bisognerebbe riuscire ad organizzare una giornata di un bel gruppone di volontari di NM che si mettessero a fare un pò di puizia del luogo.
Io e famiglia ci offriamo volontari.

Siamo parte della natura - Salvatore
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vespa90ss
Utente Super


Città: Firenze

Regione: Toscana


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Inserito il - 21 febbraio 2008 : 06:08:04 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

Non sarebbe pensata male.

Ma.........
chi porta i camion?

Grazie per la tua attenzione Salvatore.
Beppe



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vespa90ss
Utente Super


Città: Firenze

Regione: Toscana


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Inserito il - 21 febbraio 2008 : 10:16:40 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Tanto per offrirvi un'idea più chiara dell'habitat del luogo dove ho eseguito il mio servizio (anche per soddisfare certe curiosità che possono nascere nei lettori come ha fatto giustamente notare Fitz nel post di Fox) mi trovavo immediatamente a ridosso della sponda a nord del fiume Serchio (è il fiume visibile in prossimità di Migliarino) che ho seguito fino alla Foce.

Link

Il post di Fox - Dalla Sterpaia a Bocca d'Arno (scusami Fox se mi permetto di citarlo)

Link

- in cui ha documentato tutto quel bendidio di selvaggina è stato realizzato nella sponda sud del Serchio, all'interno del Parco di San Rossore, in quello spicchio delimitato dal mare e a nord dal Serchio, nel tratto che va da Sterpaia a Torre Riccardi e prosegue oltre, dopo aver attraversato il Fiume Morto. In linea d'area ci sarà meno di un chilometro dalla zona visitata da me. Potete vederlo bene da questo collegamento a Google posizionato ad un livello di zoom non eccessivo che inquadra dal Serchio alla Bocca d'Arno. Ma è sufficiente far scattare di una sola tacca lo zoom di Google ad ingrandire per far comparire la toponomastica di cui vi parlavo sopra.

Perchè ho voluto fare questa precisazione? Per farvi comprendere come la presenza del filo spinato che recinta tutto il parco di San Rossore ed il divieto assoluto d'accesso al pubblico (fortunata Fox ad avere amici nel Parco)possa stravolgere sostanzialmente un habitat dall'altro nel giro di pochissime centinaia di metri. Dalla savana africana al monnezzaio ed alla antropizzazione balneare più massiccia, passando semplicemente da una sponda all'altra del fiume.
Una distanza davvero minima se considerate bene, garantita in modo quasi invalicabile dal taglio netto determinato dal confine fisico costituito dal letto del fiume Serchio e dal mare. Il lato mare è chiaramente recintato per impedire sbarchi ed introduzioni all'interno del Parco. La recinzione è ben visibile per la differente presenza di vegetazione che è devastata in estate dalla presenza dei bagnanti che vi approdano via mare.
Andando a zoomare potete notare sia la diversità di vegetazione protetta dalla recinzione sul lato mare, sia sull'altra sponda la massiccia presenza di natanti.

Link

Questo per farvi comprendere come a volte un filo spinato possa garantire certi risultati.
Forse ora, con questo mio intervento di collegamento fra il mio post e quello di Fox potrete comprendere meglio come è gestita in quel punto la situazione.

Beppe




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Modificato da - vespa90ss in data 21 febbraio 2008 10:23:27
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Fitz
Utente Senior


Città: Carbonia
Prov.: Carbonia Iglesias

Regione: Sardegna


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Inserito il - 21 febbraio 2008 : 16:00:57 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Scatti molto belli (come sempre!) e, soprattutto, ricchi di contenuti.

Purtroppo le aree protette stanno diventando delle eccezioni sul modo di intendere la cosa pubblica, dovrebbe esserlo invece lo scempio dei rifiuti nelle coste invece...

A si biri da Fitz

Gli alberi sono le colonne del mondo, quando tutti gli alberi saranno tagliati il cielo cadrà sopra di noi (proverbio indio)
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vespa90ss
Utente Super


Città: Firenze

Regione: Toscana


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Inserito il - 21 febbraio 2008 : 18:33:20 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Non è il paradiso terrestre della Sardegna, però come vedi, con un po' buona volontà, se esiste una mentalità ed una nuova cultura che si impegna a non cedere alla tentazione del facile guadagno e della corruzione, si possono ottenere risultati strepitosi.
Quelle che avete visto - servendosi anche del lavoro di Fox - sono due facce di una stessa entità geografica:

come è..... e come potrebbe essere.

Non volendo, due lavori paralleli, casuali e non coordinati, sono riusciti a sottolineare questo significato.

Purtroppo il nostro modo di colonizzare l'ambiente, fame insaziabile, ha sottratto quasi tutto alla natura.
Ma forse un processo inverso si sta innescando.

Grazie per i complimenti alle mie foto: amo guardare il mondo da tutte le angolature possibili. Con tutti i significati possibili. Troverai i miei occhi fra i granelli di sabbia, ad altezza d'uomo e dal cielo di Google Maps.
Ma ancora ho tantissimo da imparare dai veri maestri di NM.
Anche tu fai delle belle foto, Fitz. Continua ad estasiarci con il tuo Eden selvaggio.

Beppe





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vespa90ss
Utente Super


Città: Firenze

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Inserito il - 24 febbraio 2008 : 07:34:03 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Cercando sul web qualcosa che riguardasse gli ultimissimi avvistamenti di branchi di gru nella zona di San Rossore

Link

ho trovato questo annuncio, per puro caso pubblicato contestualmente alla apparizione del mio post , che vorrei evidenziare in quanto manifesta una precisa volontà da parte dei gestori del Parco di San Rossore di rendere nuovo aspetto alle dune di Marina di vecchiano:

Beppe


Cercando la foce del Serchio







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giova80
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Inserito il - 28 febbraio 2008 : 11:11:05 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Vespa forse una speranza comincia a esserci..

qui da noi precisamente nella zona umida LA SENTINA( RISERVA REGIONALE) a poki km da San Benedetto del Tronto e' iniziato da poco un corso di Guardie Ecologiche Volontarie.. che dovranno proteggere e conservare a 360° questo piccolo lembo di zona umida da poco diventata riserva regionale ma nonostante questo distrattata dalla maleducazione della gente. Finalmente in Italia stiamo capendo che se vogliamo che questi habitat rimangano tali devono esser costantemente e seriamente protetti . Dico di piu io ho partecipato alla selezione e mai mi sarei aspettato di vedere piu di 100 persone dai 20 ai 50, 60 anni cosi vogliosi DI FARE UN'OPERA VOLONTARIA senza interessi. Purtroppo ne passavano solo 50 , ricordo ancora le parole del presidente della riserva che disse ,fosse per me vi prenderei tutti.. Ho saputo poi che la cosa si andra ad espandere in altre regioni d'Italia, dove c'e' un fortissimo bisogno di queste figure.


questa e' una speranza che deve darci la forza di continuare a lottare sempre ,pur davanti a ostacoli insormontabili...le possibilita ci sono basta crederci e organizzarsi.. la materia prima non manca a differenza di 20 30 anni fa !



Cerco ragazzi con la mia stessa passione floristica !

Modificato da - giova80 in data 28 febbraio 2008 11:14:27
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vespa90ss
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Inserito il - 28 febbraio 2008 : 12:41:11 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di giova80:

Vespa forse una speranza comincia a esserci..

qui da noi precisamente nella zona umida LA SENTINA( RISERVA REGIONALE) a poki km da San Benedetto del Tronto e' iniziato da poco un corso di Guardie Ecologiche Volontarie.. che dovranno proteggere e conservare a 360° questo piccolo lembo di zona umida da poco diventata riserva regionale ma nonostante questo distrattata dalla maleducazione della gente. Finalmente in Italia stiamo capendo che se vogliamo che questi habitat rimangano tali devono esser costantemente e seriamente protetti . Dico di piu io ho partecipato alla selezione e mai mi sarei aspettato di vedere piu di 100 persone dai 20 ai 50, 60 anni cosi vogliosi DI FARE UN'OPERA VOLONTARIA senza interessi. Purtroppo ne passavano solo 50 , ricordo ancora le parole del presidente della riserva che disse ,fosse per me vi prenderei tutti.. Ho saputo poi che la cosa si andra ad espandere in altre regioni d'Italia, dove c'e' un fortissimo bisogno di queste figure.


questa e' una speranza che deve darci la forza di continuare a lottare sempre ,pur davanti a ostacoli insormontabili...le possibilita ci sono basta crederci e organizzarsi.. la materia prima non manca a differenza di 20 30 anni fa !



Cerco ragazzi con la mia stessa passione floristica !


E' tutto molto interessante e sicuramente confacente alle necessità dell'intera popolazione, non solo di noi naturalisti. Ma ciò che mi sbalordisce è che questo tipo di richiesta debba essere fatto a retribuzione zero sfruttando l'opera del volontariato. E' vergognoso che i presidenti dei Parchi debbano ricorrere alla manodopera dei vlontari per risolvere certi tipi di problematiche. Facile in questo modo. Organizzare il volontariato è la cosa più semplice che possa esistere in Italia proprio in funzione della particolare predisposizione della nostra gente alla generosità (mettici dentro anche l'accoglienza agli immigrati). Ma non mi sembra assolutamente giusto che si debba dare per scontato che a tenere puliti i Parchi ed a proteggerli dalla barbarie ci debbano pensare i volontari. Se non si riescono ad ottenere dallo Stato i fondi necessari per istituire delle strutture sempre in piedi lungo il corso dell'anno che si attivano con periodicità regolare, bisogna far festa e lasciare a qualcun altro la gestione del Parco. Io se non venissi accontentato nelle mie richieste non accetteri più l'incarico. Ma evidentemente .....
E' una cosa assurda e vergognosa e mi assumo tutte le responsabilità di ciò che sto dicendo.
Beppe



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Modificato da - vespa90ss in data 28 febbraio 2008 12:46:38
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giova80
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Flora e Fauna

Inserito il - 29 febbraio 2008 : 00:15:12 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di vespa90ss:

Messaggio originario di giova80:

Vespa forse una speranza comincia a esserci..

qui da noi precisamente nella zona umida LA SENTINA( RISERVA REGIONALE) a poki km da San Benedetto del Tronto e' iniziato da poco un corso di Guardie Ecologiche Volontarie.. che dovranno proteggere e conservare a 360° questo piccolo lembo di zona umida da poco diventata riserva regionale ma nonostante questo distrattata dalla maleducazione della gente. Finalmente in Italia stiamo capendo che se vogliamo che questi habitat rimangano tali devono esser costantemente e seriamente protetti . Dico di piu io ho partecipato alla selezione e mai mi sarei aspettato di vedere piu di 100 persone dai 20 ai 50, 60 anni cosi vogliosi DI FARE UN'OPERA VOLONTARIA senza interessi. Purtroppo ne passavano solo 50 , ricordo ancora le parole del presidente della riserva che disse ,fosse per me vi prenderei tutti.. Ho saputo poi che la cosa si andra ad espandere in altre regioni d'Italia, dove c'e' un fortissimo bisogno di queste figure.


questa e' una speranza che deve darci la forza di continuare a lottare sempre ,pur davanti a ostacoli insormontabili...le possibilita ci sono basta crederci e organizzarsi.. la materia prima non manca a differenza di 20 30 anni fa !



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E' tutto molto interessante e sicuramente confacente alle necessità dell'intera popolazione, non solo di noi naturalisti. Ma ciò che mi sbalordisce è che questo tipo di richiesta debba essere fatto a retribuzione zero sfruttando l'opera del volontariato. E' vergognoso che i presidenti dei Parchi debbano ricorrere alla manodopera dei vlontari per risolvere certi tipi di problematiche. Facile in questo modo. Organizzare il volontariato è la cosa più semplice che possa esistere in Italia proprio in funzione della particolare predisposizione della nostra gente alla generosità (mettici dentro anche l'accoglienza agli immigrati). Ma non mi sembra assolutamente giusto che si debba dare per scontato che a tenere puliti i Parchi ed a proteggerli dalla barbarie ci debbano pensare i volontari. Se non si riescono ad ottenere dallo Stato i fondi necessari per istituire delle strutture sempre in piedi lungo il corso dell'anno che si attivano con periodicità regolare, bisogna far festa e lasciare a qualcun altro la gestione del Parco. Io se non venissi accontentato nelle mie richieste non accetteri più l'incarico. Ma evidentemente .....
E' una cosa assurda e vergognosa e mi assumo tutte le responsabilità di ciò che sto dicendo.
Beppe



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Si e' vero, verissimo mancano tecnici veri e professionali nelle nostre aree protette ,nei nostri Parchi Regionali e Nazionali chi te lo dice e' un laureando in Scienze Naturali che sta cercando disperatamente (purtroppo) di tramutare la sua passione in un lavoro a servizio dell'umanita,in un paese dove la professionalita e lo studio spesso non vengono tramutati in qualcosa di concreto sopratutto per quanto riguarda il ramo ambientale ma non solo ahi noi...

E' vero cio che dici Vespa, come non darti ragione te lo dico perche il mio prof. mi ha sempre ricordato che noi Naturalisti dovremmo esser trattati non solo come persone innamorate della natura ma sopratutto come tecnici nella conservazione e protezione degli habitat naturali, cosa che purtroppo quasi sempre si dimenticano,perche siamo dipinti nel 99% dei casi come una rottura di scatole...

Il volontario io credo che sia una immagine che serva per far capire a chi ancora oggi non sa, che se vogliamo che i nostri figli vivano in ambiente sano e pulito bisogna investire non solo sulle scuole , sugli asili, ma anche sull'ambiente, e' un modo per rendere partecipi tutti a questo grande mondo che noi inquiniamo giorno dopo giorno.. senza rendercene conto responsabilizzando piu persone possibili .

Spesso pero purtroppo il volontario lo si usa come figura per rimediare a un qualcosa di mancante che e' appunto il tecnico... non a caso molti laureati in questi ambiti sono volontari , della serie, per esempio parlo del mio caso,tu Naturalista non trovi lavoro ?? vieni da me impari sul campo pero senza esser retribuito come un qualsiasi lavoro.

Questo comporta mancanza di risorse in termine puramente tecnologico ed economiche perche sappiamo tutti in quali condizioni i volontari spesso hanno a che fare (succede nei lavori retribuiti immaginiamo nel volontariato), mancanza di mezzi e strumenti adatti a svolgere un lavoro serio e puntiglioso, mancanza di professionalita ,serieta' e attendibilita' e quindi una perdita di valore del lavoro del Naturalista ,degli anni di studio in cui hai dato tutto te stesso per arrivare ad un certo obbiettivo professionale che in altri paesi sarebbe considerato in maniera totalmente diversa.

Purtroppo questo e' il vero dramma e me ne rendo conto, perche come dici te andando avanti di questo passo sara sempre peggio.

Cerco ragazzi con la mia stessa passione floristica !

Modificato da - giova80 in data 29 febbraio 2008 00:23:35
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vespa90ss
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Messaggio originario di giova80:


Il volontario io credo che sia una immagine che serva per far capire a chi ancora oggi non sa, che se vogliamo che i nostri figli vivano in ambiente sano e pulito bisogna investire non solo sulle scuole , sugli asili, ma anche sull'ambiente, e' un modo per rendere partecipi tutti a questo grande mondo che noi inquiniamo giorno dopo giorno.. senza rendercene conto responsabilizzando piu persone possibili .


Questo concetto è validissimo Giova e lo condivido. Se non fosse per opera del senso di fratellanza e del volontariato, nella città di Firenze sarebbero presenti e circolerebbero solo un quinto delle ambulanze oggi in essere.
E questo splendido esempio di altruismo e di senso di responsabilità offerto dalla Misericordia e dalla Fratellanza Militare e da molte altre associazioni minori ottiene indirettamente altri frutti splendidi: la perfetta organizzazione dell'Ospedalino Meyer dove vengono ricoverati tutti i bambini d'Italia che hanno problemi particolari. E per i fiorentini il Meyer è un fiore all'occhiello dove buona parte dei fondi affluiscono dalla grande generosità della cittadinanza.
Quindi il volontariato di primo intervento cittadino nasce da un tipo paricolarissimo di cultura che è sempre esisitita qui a Firenze che addirittura entra in concorrenza con l'organo ufficiale rappresentato dalla Croce Rossa Italiana. C'è un desiderio di fare di più ed arrivare per primi. Esiste una gara che rende tutto efficientissimo, persino un centralino unificato che smista le chiamate alle zone di competenza delle singole associazioni di volontariato. Non voglio entrare nel merito della dietrologia di questa situazione in quanto si esulerebbe un po' dal tema e si andrebbero a toccare tasti un po' delicati, laddove possa circolare denaro e gestione del potere. Ciò che non va bene nel nostro caso specifico, per rientrare in tema è che siano gli stessi Direttori dei Parchi ad organizzare lavori di sorveglianza o di raccolta rifiuti utilizzando manodopera esterna non retribuita. Questo, in tutta coscienza, non mi sembra possa essere interpretato come volontariato ma come un sottinteso "do ut des" che lascia intravedere possibili vie d'accesso in pianta stabile negli organici.
Le associazioni di volontariato per questo tipo di esigenze devono nascere da strutture esterne, possibilmente in maniera spontanea. Perchè un certo tipo di sensibilità e di cultura può venirsi a creare solo ad opera di un pizzico di lievito che cade dentro l'impasto, non con bandi di concorso.
Beppe



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vespa90ss
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ah...........




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dadopimpi
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Inserito il - 03 novembre 2008 : 12:09:45 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
complimenti beppe, peccato per quei rifiuti.... il carabus potrebbe essere un intricatus o un lefbrey bayardi
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