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 ACARI, SCORPIONI E RAGNI
 Il ragno dell'acquasanta
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Giemme53
Utente Senior


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Regione: Italy


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Flora e Fauna

Inserito il - 29 luglio 2015 : 18:59:28 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

In ambito contadino, il rapporto con gli animali, influenzato spesso dal contatto diretto, era piuttosto vario, difficilmente classificabile e da analizzare con ponderazione caso per caso.
Tornando indietro con la memoria, cito un esempio che si può considerare positivo: il ragno dell'acquasanta.
Dapprima, in campagna e in prossimità delle abitazioni rurali, era facile trovare un ragno di alcuni centimetri di diametro, il corpo piccolo e sub-rotondo, le zampe lunghe e arcuate, il colore grigio. Non so se costruisse una ragnatela, si vedeva spesso camminare per terra, sui muri o sui massi.
I bambini erano soliti afferrarlo infilando dall'alto le dite tra le zampe e capovolgendolo senza alcun danno per l'animale.
In questa posizione, il ragno emetteva una goccia di un liquido biancastro: l'acquasanta, appunto.
Non era considerato un ragno ma era chiamato l'insetto dell'acquasanta.
Se trovato nelle abitazioni veniva semplicemente portato fuori.
Probabilmente anche da altre parti d'Italia si possono citare tradizioni simili.
Ora la domanda: dai pochi indizi, quale specie potrebbe essere?
Grazie





Modificato da - Forest in Data 29 luglio 2015 22:55:17

Forest
Moderatore Tutor


Città: Sesto San Giovanni
Prov.: Milano

Regione: Lombardia


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Inserito il - 29 luglio 2015 : 23:14:56 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Se tu guardi nella nostra galleria tassonomica, vedi qualcosa che secondo te gli potrebbe assomigliare?

P.S.: Ho fatto in modo che questa discussione sia visibile anche nella nostra apposita sezione su "La natura nelle tradizioni", qui:
Link

Modificato da - Forest in data 22 dicembre 2018 23:29:01
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Giemme53
Utente Senior


Città: Nuoro
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Regione: Italy


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Flora e Fauna

Inserito il - 30 luglio 2015 : 00:08:43 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di Forest:

Se tu guardi nella nostra galleria tassonomica, vedi qualcosa che secondo te gli potrebbe assomigliare?

P.S.: Ho fatto in modo che questa discussione sia visibile anche nella nostra apposita sezione su "La natura nelle tradizioni", qui:
Link

La specie più somigliante fra quelle presenti in galleria è Opilio parietinus.
Hai fatto benissimo a collegare questa discussione a "La natura nelle tradizioni" perché, in fondo, riguarda gli aspetti che mi interessano maggiormente.
Ovviamente, l'individuazione della specie, anche approssimata, sarebbe una cosa positiva.
Domani aggiungo qualche dettaglio alla storia del ragno dell'acquasanta.



Saluti
Giuliano

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Modificato da - Giemme53 in data 30 luglio 2015 00:09:38
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Giemme53
Utente Senior


Città: Nuoro
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Flora e Fauna

Inserito il - 30 luglio 2015 : 16:17:35 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di Giemme53:

In ambito contadino, il rapporto con gli animali, influenzato spesso dal contatto diretto, era piuttosto vario, difficilmente classificabile e da analizzare con ponderazione caso per caso.
Tornando indietro con la memoria, cito un esempio che si può considerare positivo: il ragno dell'acquasanta.
Dapprima, in campagna e in prossimità delle abitazioni rurali, era facile trovare un ragno di alcuni centimetri di diametro, il corpo piccolo e sub-rotondo, le zampe lunghe e arcuate, il colore grigio. Non so se costruisse una ragnatela, si vedeva spesso camminare per terra, sui muri o sui massi.
I bambini erano soliti afferrarlo infilando dall'alto le dite tra le zampe e capovolgendolo senza alcun danno per l'animale.
In questa posizione, il ragno emetteva una goccia di un liquido biancastro: l'acquasanta, appunto.
Non era considerato un ragno ma era chiamato l'insetto dell'acquasanta.
Se trovato nelle abitazioni veniva semplicemente portato fuori.
Probabilmente anche da altre parti d'Italia si possono citare tradizioni simili.

Aggiungo che non poteva trattarsi di un semplice gioco infantile anche se era molto praticato dai bambini, forse per imitazione.
Si poteva considerare come una sorta di rito ben augurale trasmesso principalmente per via femminile come, d'altronde, molte altre tradizioni.
Poteva succedere che l'animaletto non emettesse subito la goccia di liquido. In questo caso si ricorreva a una sorta di ritornello/scongiuro (naturalmente in sardo): Insetto dell'acquasanta, emetti acquasanta altrimenti ti ammazzo... Insetto dell'acquasanta... ecc. Si continuava finché non arrivava la sperata goccia.
Ovviamente, la "minaccia" non veniva mai messa in atto perché l'insetto dell'acquasanta era rispettato.
Questo è quanto ricordo di questa antica usanza.


Saluti
Giuliano

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Modificato da - Giemme53 in data 30 luglio 2015 16:26:19
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Forest
Moderatore Tutor


Città: Sesto San Giovanni
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Inserito il - 30 luglio 2015 : 17:30:34 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Molto interessante per me e per il mio lavoro! È una tipica formuletta incantatoria sui piccoli animali, della stessa categoria della "filastrocca sulle lumache" sulla quale stiamo conducendo una lunga ricerca su questo forum (vedi Link ). Si tratta molto spesso di tradizioni di origini antichissime, non di rado anche preistoriche.
Ti vorrei chiedere se potresti citare il breve testo che veniva recitato in sardo; puoi?
E in che zona si faceva questo, che tu sappia, a Bari Sardo e dintorni?
Altra domanda: una volta che l'animale emetteva il liquido (supponiamo, linfa emessa per difesa?), cosa accadeva? Veniva posato e lasciato in pace? Si raccoglieva questo liquido?


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Giemme53
Utente Senior


Città: Nuoro
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Flora e Fauna

Inserito il - 30 luglio 2015 : 17:52:30 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di Forest:

Molto interessante per me e per il mio lavoro! È una tipica formuletta incantatoria sui piccoli animali, della stessa categoria della "filastrocca sulle lumache" sulla quale stiamo conducendo una lunga ricerca su questo forum (vedi Link ). Si tratta molto spesso di tradizioni di origini antichissime, non di rado anche preistoriche.
Ti vorrei chiedere se potresti citare il breve testo che veniva recitato in sardo; puoi?
E in che zona si faceva questo, che tu sappia, a Bari Sardo e dintorni?
Altra domanda: una volta che l'animale emetteva il liquido (supponiamo, linfa emessa per difesa?), cosa accadeva? Veniva posato e lasciato in pace? Si raccoglieva questo liquido?

La formula in sardo era esattamente la seguente:
Bobbòi de abbasanta, boga abbasanta chinòu ti (b)òcciu.
L'animale veniva semplicemente lasciato andare dopo l'emissione del liquido.
L'usanza è riferita a Bari Sardo (OG), non so di casi simili nei paesi vicini.


Saluti
Giuliano

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Forest
Moderatore Tutor


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Inserito il - 30 luglio 2015 : 18:03:11 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grazie davvero. Per la ricerca che sto facendo è una testimonianza preziosa. Formulette di questo genere (chiamare l'animale - chiedergli di fare qualcosa - promettere un premio se lo fa - promettere una punizione se non lo fa) sono diffuse in tutto il mondo con ogni sorta di piccolo animale (chiocciola e coccinella sono i più diffusi, poi lucciola e molti altri) ed è appunto sulla loro diffusione, funzione ed origine che sto lavorando da tempo (cominciando dalla chiocciola; poi mi occuperò anche di quelle su altri animali). A Golfo Aranci, sempre in Sardegna, ne abbiamo rintracciata una che veniva usata sui gamberetti, ad esempio.


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Giemme53
Utente Senior


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Inserito il - 30 luglio 2015 : 19:19:43 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di Forest:

Grazie davvero. Per la ricerca che sto facendo è una testimonianza preziosa. Formulette di questo genere (chiamare l'animale - chiedergli di fare qualcosa - promettere un premio se lo fa - promettere una punizione se non lo fa) sono diffuse in tutto il mondo con ogni sorta di piccolo animale (chiocciola e coccinella sono i più diffusi, poi lucciola e molti altri) ed è appunto sulla loro diffusione, funzione ed origine che sto lavorando da tempo (cominciando dalla chiocciola; poi mi occuperò anche di quelle su altri animali). A Golfo Aranci, sempre in Sardegna, ne abbiamo rintracciata una che veniva usata sui gamberetti, ad esempio.

Il tuo lavoro è molto interessante ed è utile per la conservazioni di tante informazioni che ormai si stanno perdendo per sempre.



Saluti
Giuliano

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Forest
Moderatore Tutor


Città: Sesto San Giovanni
Prov.: Milano

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Inserito il - 30 luglio 2015 : 20:07:13 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grazie… ed è come scavare nella preistoria, che poi è la storia dell'umanità, la nostra storia… Una sorta di "archeologia culturale", come è stata definita (non da me, ma sono d'accordo con la definizione).


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Barbaxx
Moderatore


Città: Bolzano
Prov.: Bolzano

Regione: Trentino - Alto Adige


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Inserito il - 31 luglio 2015 : 12:34:41 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Notevole la filastrocca di Giemme53!

Non è solo "archeologia culturale"... è anche antropologia, etnomusicologia, linguistica applicata, storia delle migrazioni, etnozoologia, psicologia, ecc. ecc.
Lo dice uno che è stato "risucchiato" nella ricerca di Forest, complici una disordinata passione per molti di questi temi e un fumetto letto in infanzia...

Barbaxx

Se abbassi gli occhi sullo stagno puoi cogliere il cielo.
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Raziel
Utente Senior

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Regione: Toscana


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Inserito il - 03 luglio 2016 : 00:02:14 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ciao a tutti!
Leggendo questo post, mi è venuto subito in mente quello che ogni tanto mi racconta mia nonna quando vede un opilionide. Sì, anche lei e le sue amiche erano solite fare questo giochino durante l'infanzia, proprio con gli opilionidi, che venivano chiamati "Pilette". Chissà poi quale specie? Dubito che fosse rivolto ad una specie in particolare.. forse bastava fossero opilionidi in senso lato. Anche loro dicevano una filastrocca per fargli emettere il liquido: "Piletta, piletta, dammi l'acqua benedetta, sennò ti stacco una zampetta". Credo che dopo l'emissione dell'acqua benedetta venissero semplicemente lasciati andare. Mia nonnna è nata e cresciuta in campagna, nel comune di Roccastrada, in provincia di Grosseto ed anche i suoi genitori erano nati e vissuti nelle stesse zone.

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Forest
Moderatore Tutor


Città: Sesto San Giovanni
Prov.: Milano

Regione: Lombardia


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Inserito il - 03 luglio 2016 : 06:57:02 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grazie davvero per questo tuo ricordo, molto interessante e certamente in stretto rapporto con il precedente! Sardegna, Toscana… chissà in quali altri luoghi si ritrova questa usanza?


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Giemme53
Utente Senior


Città: Nuoro
Prov.: Nuoro

Regione: Italy


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Flora e Fauna

Inserito il - 22 dicembre 2018 : 21:39:53 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ed ecco un "Insetto dell'acquasanta", in sardo Bobbòi de abbasanta.
E', naturalmente, un opilionide e dalle immagini in rete ho pensato a Phalangium opilio.
E' interessante osservare come le antiche popolazioni avessero correttamente intuito che non si trattava di un ragno. Come riportato anche dall'intervento di Raziel.

Sardegna centro-orientale (Ogliastra)
Altitudine 50 metri
Immagine del dicembre 2018



Immagine:
Il ragno dell''acquasanta
258,4 KB

Saluti
Giuliano

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Forest
Moderatore Tutor


Città: Sesto San Giovanni
Prov.: Milano

Regione: Lombardia


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Inserito il - 22 dicembre 2018 : 23:28:40 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grazie, così ora abbiamo anche una bella immagine! (Sulla specie non ti so aiutare…)


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elleelle
Moderatore Trasversale

Città: roma

Regione: Lazio


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Flora e Fauna

Inserito il - 22 dicembre 2018 : 23:36:37 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Per me la storia si poteva riferire a qualsiasi opilione di grosse dimensioni, come Phalangium e Mitopus.
E' difficile anche per noi distinguerli, per cui dubito che la tradizione si riferisse ad una specie particolare.

A Siena i bambini dicevano questa filastrocca:
"Zampugnetta zampugnetta, dammi l'acqua benedetta! E se non me la darai, all'inferno anderai,"

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Barbaxx
Moderatore


Città: Bolzano
Prov.: Bolzano

Regione: Trentino - Alto Adige


5772 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 23 dicembre 2018 : 21:02:11 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Il che ci riporta ancora una volta, anche in Toscana, diritti alle filastrocche sui piccoli animali oggetto della discussione parallela sul "canto delle lumache". Affascinante
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orsobblu
Moderatore

Città: Camorino (Svizzera)


7277 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 28 settembre 2019 : 21:24:29 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Gli opilionidi erano chiamati anche qui "ragni dell'acqua santa", denominazione che uso ancora con mio fratello, con i miei cugini e con un ragazzino aracnofobico che di tanto in tanto seguo per un sostegno scolastico
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Forest
Moderatore Tutor


Città: Sesto San Giovanni
Prov.: Milano

Regione: Lombardia


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Inserito il - 29 settembre 2019 : 01:15:42 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Interessante che la tradizione ci fosse anche in Svizzera!
Nel lavoro sulla filastrocca della chiocciola (vedi discussione a parte sul nostro forum), che ormai comincia ad intravedere la fine, dedicherò una parte anche al paragone con le filastrocche sui piccoli animali e di sicuro inserirò tra queste anche il caso del "ragno dell'acquasanta".


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marcocrusca
Moderatore

Città: Castiglione della Pescaia
Prov.: Grosseto

Regione: Toscana


1313 Messaggi
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Inserito il - 21 novembre 2019 : 14:32:36 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ciao a tutti, tempo addietro sono capitato per caso su questa interessante discussione, che mi ha fatto ricordare di aver sentito questa filastrocca da bambino, recitata da mio padre. Ho chiesto ai miei zii (zona Valdichiana), ed ecco la filastrocca: "Bissantola bissantola dammi una goccia d'acqua santa sennò ti stacco la meglio zampa".
E' molto simile a quella descritta in questa discussione per delle zone del grossetano, ma volevo comunque mettervi a conoscenza.
Un saluto a tutti,
Marco

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