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 Conus striatulus: non più solo fossile
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CONUS1957
Utente V.I.P.

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Inserito il - 28 giugno 2013 : 22:00:30 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

Nel febbraio 2012 ho visto la fotografia di un “Conus mediterraneus” inserita in questo forum nel 2009 da Agatino Reitano.

Lasciandomi guidare dalla comune convinzione che nel mar Mediterraneo esista una sola specie di Conus, il Conus mediterraneus, con una grandissima variabilità, l’avevo inizialmente confrontato con il Conus mediterraneus var. rubens (Bucquoy, Dautzenberg & Dollfus, 1882), ma osservandolo con maggiore attenzione, ho notato le numerose differenze che consentono di distinguere quest’ultimo, e in generale il Conus mediterraneus, dal Conus inserito nel forum.

Mi sono così accorto che, per quanto possa sembrare strano, questo Conus recente assomiglia in modo impressionante ad un Conus considerato estinto, sebbene presente ancora nel Pleistocene: il Conus striatulus (Brocchi,1814).
Questo ritrovamento non dovrebbe tuttavia apparire così sorprendente, infatti già Bellardi e Michelotti avevavo espresso la loro meraviglia per il mancato ritrovamento di questa specie tra quelle viventi nel Mediterraneo, data la frequenza dei ritrovamenti negli strati subappenini.

Successivamente ho riesaminato un Conus della mia collezione, proveniente dalla Grecia, che presenta una colorazione identica a quella del Conus fotografato da Agatino, e l'ho confrontanto con esemplari di Conus striatulus var. taurinensis della Toscana, e con il Conus striatulus var. taurinensis descritto nel 1849 da Luigi Bellardi e Giovanni Michelotti.

Il Conus striatulus è stato descritto da Brocchi nel 1814.
Nel 1826, Bonelli riporta l’indicazione di un Conus emmanuelis, senza tuttavia fornirne né una descrizione né un disegno.
Nel 1849, Bellardi e Michelotti rinominano questo Conus come Conus striatulus var. taurinensis, poiché, nonostante potessero sembrare molto sensibili le differenze del Conus taurinensis con i Conus striatulus descritti dal Brocchi, in una serie di esemplari scorsero un passaggio di caratteristiche dal Conus taurinensis al Conus striatulus.

Successivamente Sacco, nel 1893, si riferisce a questo Conus semplicemente come Conus taurinensis, e la descrive come una specie assai mutevole, tanto che difficilmente se ne trovano due uguali.

Grazie alle immagini di seguito riportate, si può verificare la somiglianza davvero sbalorditiva del Conus recente rinvenuto in Grecia [AZRC N. 547-35] con i Conus striatulus var. taurinensis fossili, tanto che mi sento di poter considerare questo Conus recente come un Conus striatulus var. taurinensis.

Conus fossile:
Conus striatulus var. taurinensis - mm. 25,1 x 13,0
Palai - Montopoli loc. Chiecinella (Toscana) - Pliocene
[AZFC N. 197-02]

Conus recente:
Conus striatulus var, taurinensis mm. 26,2 x 14,3
Ormos Panagios (Grecia) – 1982
[AZRC N. 547-35]


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Conus striatulus: non più solo fossile
188,2 KB
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CONUS1957
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Inserito il - 28 giugno 2013 : 22:04:30 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Nonostante gli esemplari fossili siano abbastanza rovinati dal tempo, nelle immagini si può notare l’estrema somiglianza delle due spire, della concavità delle spire su ciascun giro, della sutura e della rampe in prossimità della sutura stessa.

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Conus striatulus: non più solo fossile
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CONUS1957
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Inserito il - 28 giugno 2013 : 22:06:41 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
L’aspetto della columella, delle linee di crescita immediatamente sopra la columella e della scultura alla base, anche se poco visibile nell’esemplare recente, è praticamente identico.

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CONUS1957
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Inserito il - 28 giugno 2013 : 22:08:29 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Anche l’aspetto della scultura alla base è identica.

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CONUS1957
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Inserito il - 28 giugno 2013 : 22:10:21 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Le due immagini mostrano linee discontinue di colore arancio scuro, la cui spaziatura è simile, formate da tratti allungati ed allineati.


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Conus striatulus: non più solo fossile
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CONUS1957
Utente V.I.P.

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Inserito il - 28 giugno 2013 : 22:11:05 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Dal confronto è possibile notare la somiglianza delle linee di accrescimento presenti sulle spire e la presenza in entrambi gli esemplari di linee spirali appena visibili sulla superficie delle spire. Si può inoltre notare come le linee di accrescimento cambino aspetto, da meno arcuate a più arcuate lungo lo sviluppo dell’ultima spira, in maniera analoga in entrambi i Conus. Il numero delle spire è identico, come sono identici l’aspetto e l’aumento in larghezza delle spire, passando da un giro al successivo.


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CONUS1957
Utente V.I.P.

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Inserito il - 28 giugno 2013 : 22:12:43 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

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argonauta
Utente Super


Città: Guidonia
Prov.: Roma

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Biologia Marina

Inserito il - 29 giugno 2013 : 13:00:57 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Veramente eccezionale come notizia Sei un grande!!!

Mario

Volgi gli occhi allo sguardo del tuo cane: puoi affermare che non ha un'anima?
(Victor Hugo)
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CONUS1957
Utente V.I.P.

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Inserito il - 29 giugno 2013 : 14:45:09 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ti ringrazio.

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Attilio Pagli
Utente Senior


Città: Lari
Prov.: Pisa

Regione: Toscana


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Biologia Marina

Inserito il - 29 giugno 2013 : 21:20:46 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Bel lavoro, bravo!

"La quantità di intelligenza sulla terra è costante, la popolazione è in aumento!" (Anonimo)
Attilio
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sg
Utente Senior


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Inserito il - 29 novembre 2020 : 15:16:28 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Riapro questa vecchia discussione per cercare di venire a capo di un rebus.

Entrambe le entità citate, ''Conus striatulus'' e ''Conus striatulus taurinensis'' (o ''Conus taurinensis'') compaiono nei due sottocitati DB solo come fossili:

*CONUS BIODIVERSITY WEBSITE
** Link
**Link

*WORMS
**Link
**Link

Per quante ricerche abbia fatto in rete non sono riuscito a trovare alcuna fonte sul ritrovamento di esemplari viventi nel Mediterraneo. Possibile che un dato così rilevante non sia stato pubblicato su nessuna rivista scientifica?

s.g.

"innumerevoli forme, bellissime e meravigliose"


it.wikipedia.org
flickr
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ang
Moderatore


Città: roma

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Inserito il - 30 novembre 2020 : 01:19:27 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
secondo me il punto è proprio questo, se il ritrovamento non è stato pubblicato su rivista vuol dire che la notizia non è confermata; leggendo il post si evince che il confronto è stato fatto su un unico es., ed anche se non posso dimostrarlo sospetto che siamo di fronte ad un es. anomalo che ha subito un trauma che ha causato lo sviluppo scalare della spira

ciao

ang



Anche se nessuno di noi sa esattamente dove sta andando o dove andrà a finire.....comunque lascerà la sua indelebile striscia di bava (Beppe/papuina)
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sg
Utente Senior


Città: Palermo

Regione: Sicilia


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Inserito il - 30 novembre 2020 : 09:51:35 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di ang:

secondo me il punto è proprio questo, se il ritrovamento non è stato pubblicato su rivista vuol dire che la notizia non è confermata


è quanto supponevo, grazie !

s.g.

"innumerevoli forme, bellissime e meravigliose"


it.wikipedia.org
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CONUS1957
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Inserito il - 21 marzo 2021 : 19:28:58 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Per quanto non confermato ufficialmente, il ritrovamento si riferisce ad una popolazione vivente, non ad un singolo esemplare morto o con patologie particolari, ed è stato fatto da Agatino Reitano, consigliere della SIM. La difficoltà di ritrovare altri esemplari è quella che il ritrovamento è stato fatto ad una profondità di circa 50 metri, una profondità non facile da raggiungere e in mare aperto: alla profondità si aggiunge quindi anche la difficoltà di ritrovare la zona precisa. Agatino ha comunque prelevato alcuni esemplari che conserva forse ancora a Catania.

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CONUS1957
Utente V.I.P.

Città: VARESE
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Regione: Lombardia


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Inserito il - 21 marzo 2021 : 19:31:43 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Aggiungo un particolare: la prima volta che ho visto l'esemplare illustrato da Agatino, non l'ho riconosciuto e, anzi, ho cercato di interpretarlo come una varietà di Conus ventricosus. Ad un esame successivo, questa ipotesi non è risultata sostenibile.

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