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   AMANITA
 Storia e studio del genere Amanita
 Amanita Falloide: il fungo che blocca il cancro
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zodiac
Utente Senior

Città: Sesto Fiorentino
Prov.: Firenze

Regione: Toscana


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Inserito il - 02 maggio 2012 : 00:56:10 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

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Amanita Falloide: il fungo che blocca il cancro

Se ti stai chiedendo cosa sia l'Amanita Falloide, sappi che è un fungo che potresti trovare facilmente in un bosco e che molti cercatori di funghi spesso scambiano per un fungo commestibile. Questo fungo ha provocato moltissimi morti, ragione per cui ogni animale farebbe bene a tenersi alla larga. Tuttavia l'amanita ha anche il potere di bloccare le cellule tumorali e di far regredire il cancro.

Ma nei casi di morte che questo fungo ha provocato ci chiediamo: "la natura cosa ha creato a fare queste specie?". Ed ecco che a dare una risposta a queste domande arriva la scienza. L'amantinia, il potentissimo veleno contenuto in questo fungo, è in grado di offrire una speranza a chi è colpito da un altro potenziale agente mortale: il cancro.#8232;

A dirlo sono i ricercatori tedeschi del Centro tedesco di Ricerca sul Cancro ( Deutsches Krebsforschungszentrum, DKFZ), il Centro Nazionale per le Malattie Tumorali Heidelberg e del Max Planck Institute for Medical Research che hanno scoperto che il veleno contenuto nell’amanita falloide è in grado di annientare e arrestare la crescita delle cellule tumorali di diversi tipi di cancro come quello della prostata, del seno, dei condotti biliari e del colon.#8232;#8232;Il dottor Gerhard Moldenhauer è l’immunologo che ha condotto lo studio insieme al professor Heinz Faulstich testando l’effetto del veleno su un linea di cellule tumorali dei diversi tipi, ha così osservanti come la tossina fosse in grado di uccidere le cellule cancerogene senza provocare danni all’organismo.

Ma come fare per uccidere le cellule cancerogene senza provocare danni all'organismo? Il segreto ovviamente sta nell'iniezione in loco, cioè nel recapitare direttamente a domicilio il prezioso veleno che in questo caso diventa un antidoto. La scoperta più sensazionale per i ricercatori è stata quella che ha visto un legame chimico stabile tra il veleno e le cellule cancerose. In questo modo l'efficacia di questa sostanza diventa sicura al 100%. L'anticorpo specifico usato dai ricercatori attacca una proteina che si trova sulla superficie delle cellule tumorali chiamata EpCAM.#8232;#8232;Sia nel test in vitro, sia sulla sperimentazione animale si è scoperto che la sostanza è efficacissima nell'annientare le cellule tumorali. La sperimentazione animale si è avvalsa di alcuni topi malati di cancro al pancreas uguale a quello umano: in questo caso si è visto che bastava una solainiziezione della sostanza per fermarlo. Ulteriori due iniezioni con dosi più alte della tossina hanno infine provocato la completa regressione del tumore nel 90 percento dei topi malati.

La notizia forse più entusiasmante è che la tossina non ha provocato alcun effetto collaterale e non ha lasciato alcun residuo sul fegato degli animali. Dunque le tossine presenti in natura hanno una loro funzione: si tratta soltanto di scoprirla. Dire che questa sostanza blocca il tumore è ben lungi dal dire che è stata trovata la cura contro il cancro. Purtroppo prima di poter dare una notizia così certa bisogna fare ulteriori sperimentazioni e valutare anche gli effetti a lungo termine.

Maria Melania Barone (Pubblicato su Benesserevillage.it)

FOX
Moderatore


Città: BAGNO A RIPOLI

Regione: Toscana


21536 Messaggi
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Inserito il - 02 maggio 2012 : 14:30:44 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia



Grazie Stefano,


visto che di facile reperimento speriamo che questa ricerca vada a buon fine e sia positiva, soprattutto salverebbe molte vite e se così fosse non sarebbe nemmeno tanto costoso come le famigerate chemioterapie!!


simo





Osserva in profondità, nel profondo della natura, solo così potrai comprendere ogni cosa. - Albert Einstein
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mauretto
Moderatore


Città: pergine valsugana
Prov.: Trento

Regione: Trentino - Alto Adige


4540 Messaggi
Micologia

Inserito il - 04 maggio 2012 : 10:50:26 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Attenzione...
Premetto che sto lavorando ad un libro che si occupa del potenziale farmaceutico dei funghi, e che questa pubblicazione ancora non mi è capitata tra le mani.
Nell'attesa di leggerla(l'articolo non riporta il ref) rimando tutti a moderare eventuali entusiasmi.
Sono moltissime le pubblicazioni sul potenziale antitumorale dei funghi - legate peraltro a molecole diverse dall'amanitina - ma ricordo che un conto sono le sperimentazioni in vitro e sui ratti, un altro è la pratica clinica.
Comunque sia l'articolo non è ben fatto, non è ammissibile utilizzare frasi come "La scoperta più sensazionale per i ricercatori è stata quella che ha visto un legame chimico stabile tra il veleno e le cellule cancerose. In questo modo l'efficacia di questa sostanza diventa sicura al 100%." Molti(troppi) sono i commenti entusiastici, e visto che si parla di tumori sarebbe deontologicamente logico evitare un tale atteggiamento.
Tra l'altro si parla di "anticorpo" e non si capisce cosa c'entri un anticorpo con l'amanitina che è una grossa molecola polipetidica... insomma, nell'attesa di leggerlo invito tutti a frenare gli entusiasmi e non propagandare troppo l'articolo citato.
Come potete notare dai commenti a piede dell'articolo la gente non istruita in materia reagisce subito con violenza fantasticando su vari complotti delle lobbyes e sulle meraviglie del mondo naturale: attenzione! Siccome di queste cose ci mastico e mi ci scontro quotidianamente, ripeto di andarci coi piedi di piombo.

Quando avrò tempo e modo di studiare la pubblicazione sarà per me un piacere intervenire e fornire una mia interpretazione ragionata.
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marz
Utente Super

Città: Bergamo

Regione: Lombardia


8788 Messaggi
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Inserito il - 04 maggio 2012 : 20:17:40 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Non posso che essere pienamente d' accordo con mauretto. Ci sono molte cose nell' articolo che sono poco convincenti. E, soprattutto, in questo campo la prudenza è d' obbligo.

Giuseppe
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Aphyllo
Moderatore

Città: firenze
Prov.: Firenze

Regione: Toscana


9053 Messaggi
Micologia

Inserito il - 05 maggio 2012 : 08:23:38 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ma nei casi di morte che questo fungo ha provocato ci chiediamo: "la natura cosa ha creato a fare queste specie?"


Non può essere che l'Amanita phalloides esista senza che la sua presenza sia di alcuna utilità all'uomo?
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zico
Utente Senior


Città: Perugia
Prov.: Perugia

Regione: Umbria


573 Messaggi
Micologia

Inserito il - 06 maggio 2012 : 10:41:38 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Concordo pienamente con aphyllo, una visione esageratamente antropocentrica non mi piace affatto; paradossalmente qualche essenza erbacea potrebbe chiedersi perchè l'uomo è stato creato ?
Saluti a tutti
Zico
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Cmb
Moderatore


Città: Buers
Prov.: Estero

Regione: Austria


12844 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 06 maggio 2012 : 11:09:38 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
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Cercando "amanita phalloides cancer" si arriva d un sacco di info nel google.

Molto interessante (perche sostenuto della DFG):

Link

Abstract:

Phallolysin, the hemolysin of high molecular weight from Amanita phalloides, exhibited considerable cytotoxic activity against HeLa cells and ascites tumor cells (sarcoma P43 of the mouse).
In vitro, a significant portion of cells showed uptake of trypan blue when incubated for 120 min with 1.6 Hemolytic Units of phallolysin per ml (HeLa cells) or 0.66 HU/ml (ascites tumor cells).
Phallolysin inhibited tumor growth when given i.p. to mice immediately after the injection of about 3×106 tumor cells: phallolysin-treated mice died significantly later than controls. But tumor implantation was never inhibited completely: all animals died from tumors.
Phallolysin had no antitumor activity when given 48 h after the injection of the tum or cells.

Key words Phallolysin - Amanita phalloides - Hemolysins - HeLa Cells - Neoplasms - Experimental





"La distinction des espèces de limaces est extrêmement difficile,
et aucun zoologiste n’est encore parvenu à quelque chose
d’un peu satisfaisant sous ce rapport."
H. M. DUCROTAY DE BLAINVILLE 1823

Vieni nel mondo dei Limax d'Italia o raggiungimi dagli Opiliones d'Italia o Dermaptera d'Italia

Amanita Falloide: il fungo che blocca il cancro

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Ernesto Marra
Moderatore


Città: Lamezia Terme
Prov.: Catanzaro


2909 Messaggi
Micologia

Inserito il - 25 ottobre 2012 : 17:26:01 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Mi era sfuggita questa discussione...

La notizia riportata nell'articolo segnalato si riferisce (in modo forse sicuramente troppo enfatico) ad un lavoro sperimentale, autorevole, condotto da una equipe di ricercatori tedeschi appartenenti al German Cancer Research Center ed al National Center for Tumor Diseases Heidelberg .

Il lavoro:
Therapeutic Potential of Amanitin-Conjugated Anti-Epithelial Cell Adhesion Molecule Monoclonal Antibody Against Pancreatic Carcinoma

è stato pubblicato su : JNCI Journal of the National Cancer Institute Marzo 2012.

Sperimentalmente è stata saggiata, con esito positivo, l'azione di alfa-amanitina (coniugata ad un anticorpo specifico) quale fattore capace di indurre, sia in vitro ma, sopratutto, anche in vivo la regressione di alcune linee di cellule tumorali umane.

Questo non significa certamente che è stato scoperto il farmaco anticancro ma si è dimostrato che alfa-amanitina ha capacità antiproliferative significative, occorre aspettare ora il prosieguo della sperimentazione.

Ernesto





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mauretto
Moderatore


Città: pergine valsugana
Prov.: Trento

Regione: Trentino - Alto Adige


4540 Messaggi
Micologia

Inserito il - 31 ottobre 2012 : 15:14:37 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grazie Ernesto.
Mi potresti dare i ref specifici agli studi?
In questi giorni sono totalmente assorbito dal lavoro, mi posso concedere massimo 10 minuti di internet e zero per lo studio.
Tra un paio di settimane ritornerò a ritmi normali, e dovrei avere modo di analizzare gli studi su A. phalloides.

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Ernesto Marra
Moderatore


Città: Lamezia Terme
Prov.: Catanzaro


2909 Messaggi
Micologia

Inserito il - 03 novembre 2012 : 00:25:23 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
La trovi qui in abstract

Link
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FOX
Moderatore


Città: BAGNO A RIPOLI

Regione: Toscana


21536 Messaggi
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Inserito il - 03 novembre 2012 : 19:13:53 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia




Ovviamente se abusarne troppo, questa è buona da morire....




simo




Osserva in profondità, nel profondo della natura, solo così potrai comprendere ogni cosa. - Albert Einstein
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DanieleU
Utente Junior

Città: Compiano
Prov.: Parma

Regione: Emilia Romagna


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Inserito il - 05 novembre 2012 : 08:11:08 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Credo che il concetto di "veleno" debba trovare migliore definizione.
Vegetali come belladonna, stramonio, digitale, colchico, aconito, cicuta, sono considerati velonosi e, alcuni, anche mortali.
Eppure tutti hanno, o hanno avuto, largo impiego terapeutico: l'atropina della belladonna come midriatico in oculistica, lo stramonio per il suo alcaloide scopolamina, la digitale per la digitossina e i lanatossidi negli infarti del miocardio e come regolatori del battito cardiaco, la colchicina come citostatico, la cicuta come sedativo della muscolatura liscia ecc.
Dunque il "veleno" è sempre questione di dosi e di impieghi; anche se, spesso, la dose terapeutica è molto prossima alla dose tossica.

Che vi siano vegetali e funghi con spiccata elezione antitumorale è cosa nota da tempo.
I russi impiegano la cheleratrina della Chelidonium majus per curare il cancro da anni.
Il fatto è che l'interesse economico dei gruppi farmaceutici ha direzionato la ricerca soprattutto verso lo studio di molecole chimiche di sintesi.
Ora, per fortuna, gli orizzonti si sono aperti a 360 gradi e possiamo attenderci importanti novità.

Di sicuro la cosa migliore rimane la prevenzione.
Il consumo di cime di rapa, di cavoli, di broccoli hanno una grande importanza nella prevenzione di un gran numero di tumori; così come il licopene contenuto nel pomodoro è efficace nella prevenzione del tumore della prostata.

Gli studi finora compiuti su A. phalloides sono estremamente incoraggianti.
Da un punto di vista statistico, per quello che ho potuto valutare leggendo le note riportate da JNCI, le differenze nel trattamento delle cellule cancerose, particolarmente quelle del carcinoma del pancreas, sia in vitro che su pazienti, sono significative (p=0,019)Ne consegue che l'Ipotesi Nulla va respinta ed accettata l'Ipotesi alternativa l'alfa-amanitina è efficace nel trattamento dei tumori.
Resta tuttavia ancora molto da valutare: per esempio come rendere compatibile la cura citostatica con l'esigenza di scongiurare gli effetti collaterali.
Comunque, che dire? E' una gran bella notizia.

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DanieleU
Utente Junior

Città: Compiano
Prov.: Parma

Regione: Emilia Romagna


55 Messaggi
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Inserito il - 05 novembre 2012 : 08:36:16 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Credo che il concetto di "veleno" debba trovare migliore definizione.
Vegetali come belladonna, stramonio, digitale, colchico, aconito, cicuta, sono considerati velonosi e, alcuni, anche mortali.
Eppure tutti hanno, o hanno avuto, largo impiego terapeutico: l'atropina della belladonna come midriatico in oculistica, lo stramonio per il suo alcaloide scopolamina, la digitale per la digitossina e i lanatossidi negli infarti del miocardio e come regolatori del battito cardiaco, la colchicina come citostatico, la cicuta come sedativo della muscolatura liscia ecc.
Dunque il "veleno" è sempre questione di dosi e di impieghi; anche se, spesso, la dose terapeutica è molto prossima alla dose tossica.

Che vi siano vegetali e funghi con spiccata elezione antitumorale è cosa nota da tempo.
I russi impiegano la cheleratrina della Chelidonium majus per curare il cancro da anni.
Il fatto è che l'interesse economico dei gruppi farmaceutici ha direzionato la ricerca soprattutto verso lo studio di molecole chimiche di sintesi.
Ora, per fortuna, gli orizzonti si sono aperti a 360 gradi e possiamo attenderci importanti novità.

Di sicuro la cosa migliore rimane la prevenzione.
Il consumo di cime di rapa, di cavoli, di broccoli hanno una grande importanza nella prevenzione di un gran numero di tumori; così come il licopene contenuto nel pomodoro è efficace nella prevenzione del tumore della prostata.

Gli studi finora compiuti su A. phalloides sono estremamente incoraggianti.
Da un punto di vista statistico, per quello che ho potuto valutare leggendo le note riportate da JNCI, le differenze nel trattamento delle cellule cancerose, particolarmente quelle del carcinoma del pancreas, sia in vitro che su pazienti, sono significative (p=0,019)Ne consegue che l'Ipotesi Nulla va respinta ed accettata l'Ipotesi alternativa l'alfa-amanitina è efficace nel trattamento dei tumori.
Resta tuttavia ancora molto da valutare: per esempio come rendere compatibile la cura citostatica con l'esigenza di scongiurare gli effetti collaterali.
Comunque, che dire? E' una gran bella notizia.

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Ernesto Marra
Moderatore


Città: Lamezia Terme
Prov.: Catanzaro


2909 Messaggi
Micologia

Inserito il - 13 novembre 2012 : 00:06:01 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di DanieleU:


... per quello che ho potuto valutare leggendo le note riportate da JNCI, le differenze nel trattamento delle cellule cancerose, particolarmente quelle del carcinoma del pancreas, sia in vitro che su pazienti, sono significative


La sperimentazione in vivo di alfa amanitina coniugata è stata saggiata in un gruppo di topi da laboratorio sui quali erano state trapiantate cellule umane di carcinoma pancreatico nel tessuto sottocutaneo.
In questo caso si è registrato che una singola dose di α-amanitina coniugata ha dimostrato di inibire la crescita tumorale.

Due dosi successive con concentrazioni più elevate di α-amanitina coniugata, somministrate a distanza di 1 settimana su un gruppo di 10 topi, hanno portato alla completa regressione del tumore in nove dei 10 animali trattati (90%).


Messaggio originario di DanieleU:

Resta tuttavia ancora molto da valutare: per esempio come rendere compatibile la cura citostatica con l'esigenza di scongiurare gli effetti collaterali.


In entrambe le sperimentazioni il dosaggio utilizzato non ha dato nessun danno epatico.
Secondo i ricercatori esisterebbe una così detta “finestra terapeutica” che consente l’utilizzo di dosaggi di α-amanitina coniugata sufficientemente alti per portare a morte le cellule tumorali ma non tali da arrecare danni ai tessuti sani.

Ovviamente sono state usate dosi infinitesimali di alfa amanitina, opportunamente quantificate in laboratorio, perchè non dimentichiamo che è estemamente tossica.

Ernesto
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