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 Chiave: Dermaptera d'Italia
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Flora e Fauna

Inserito il - 30 marzo 2012 : 10:32:12 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia


Dermaptera dell’Italia


(The Earwigs of Italy)

Base: Checklist of the Italian fauna on-line (A. VIGNA TAGLIANTI) e lo update

Estrapolato dalle chiavi di Danilio Matzke & al. - compilato da C. M. Brandstetter, Bürs, Austria,

con foto degli membri del Forum Natura Mediterraneo e Forum Entomologi Italiani.





Cmb
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Flora e Fauna

Inserito il - 30 marzo 2012 : 10:32:12 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

Come possiamo aiutare queste animale?


Avete gia visti i vasi da fiore nelle alberi - a capofitto con lana di legno? Questo un modo perchè i dermatteri si nascondono durante il giono e hanno la sua attivitè durante la notte. Loro mangiano altre insetti - anche zanzare, pidocchi ecc.

Danilo Matzke mi ha scritto: si puo risparirsi tutto - un giornale in una diramazione di un albero è sufficente


Chiave: Dermaptera d''Italia
Nascondiglio per dermatteri


Chiave: Dermaptera d''Italia
Decorazione utile creato da: binderpeter00(at)gmx.at
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Flora e Fauna

Inserito il - 30 marzo 2012 : 10:32:55 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Il ciclo della vita

Il ciclo vitale è ben documentato per alcune specie. Le uova sono accudite e sorvegliate dagli adulti. Qui si vede la muta.

I Dermaptera sono carnivori - qui si può osservare una predazione a spese di una formica.
Supplemento da marco89 (FEI): Qui è un imprecisione, il regime alimentare dei dermatteri è molto vario, possono essere zoofagi è vero ma anche saprofagi, fitofagi. Alcune specie sono prevalentemente o del tutto zoofaghe ma non è una costante, altre sono prevalentemente fitofaghe infatti.




Elenco delle specie italiane

(in ordine alfabetico) - [E] = Endemismo; [Si] = Sicilia; [Sa] = Sardegna; [N] = Nord Italia; [S] = Sud Italia

Preso da Link
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NOTA:


I dati della località dovrebbero essere specificati con precisione – importante è l’altitudine del ritrovimento. E' meglio avere una foto dall'alto, solo in alcune specie è necessario avere fotografie prese di lato o da dietro. Per esempio per le specie italiane, in Chelidurella sp. è piuttosto interessante il pygidium che è una sporgenza alla base fra le cerci.



Chiave: Dermaptera d''Italia
Foto: Giacomo Giovagnoli - modificato
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Inserito il - 02 aprile 2012 : 12:19:47 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

Anisolabididae


Anisolabis Fieber 1853

Anisolabis maritima (Bonelli in Gené 1832) (N, S, Si, Sa)

Cosmpolita, presente in tutta Italia, vive nelle zone costiere, predilige i detriti sulle spiagge. Talvolta la si riscontra anche all'interno delle abitazioni, si nutre di piccoli insetti, non è comune. Non ha ali funzionali

Ho trovato una foto della specie su FEI




Euborellia Burr 1910

Piccolo schema comparativo secondo Paride Dioli:

- elitre assenti, femori con anelli scuri alle articolazioni. Appendici caudali allungate. 16 articoli antennali. Colore nero-marrone abbastanza uniforme tra la parte dorsale e quella ventrale. Larve: 3°stadio: 13 articoli antennali; 4°stadio: 14/15 articoli antennali
......................Euborellia annulipes (Lucas 1847)

- elitre rudimentali, femori unicolori, spesso scuri alle articolazioni. Appendici caudali corte e ricurve. 18 articoli antennali, colore generalmente piuttosto scuro, brillante e più chiaro al di sotto . Larve: 3° stadio: 14/15 articoli antennali; 4° stadio: 15/16 articoli antennali; 5°stadio: 16/18 articoli antennali. Per tutti gli stadi di questa specie, le antenne hanno degli articoli bianchi prima della loro estremità
.......................Euborellia moesta (Géné 1839)

Euborellia annulipes (Lucas 1847) (N, S, Si, Sa)
ca. 9-14 mm (corpo, cerci compresi), sempre senza ali, gambe anulate.

Chiave: Dermaptera d''Italia
Foto: Enrico Schifani




Euborellia moesta (Gené 1837) (N, S, Sa)
colore generalmente piuttosto scuro.

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Foto: Salvatore Canu

dettaglio:
Chiave: Dermaptera d''Italia
Foto: Danilo Matzke
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Inserito il - 02 aprile 2012 : 12:20:46 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

Labiduridae


Nala Zacher 1910

Nala lividipes (Dufour 1828) (S, Si, Sa)

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Foto: Andrea Rattu




Labidura Leach 1815

Labidura riparia (Pallas 1773) (N, S, Si, Sa)
Specie grande lunga fino a 40 mm (corpo, cerci compresi), alata.
Locus Typicus: Sibiria.
Qui abbiamo un bel report con la specie nel biotop.

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Foto: Luigi Lenzini
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Inserito il - 02 aprile 2012 : 12:21:01 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

Labiidae


Labia Leach 1815

Labia minor (Linnaeus 1758) (N, S, Si, Sa)
Specie piccola (<10 mm), sempre alata, buon volatore.
Può essere confusa con gli Staphylinidae (Coleoptera).
Nuova per la Sardegna!

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Foto: Salvatore Canu


Modificato da - gigi58 in data 02 aprile 2012 21:06:13
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Inserito il - 02 aprile 2012 : 12:21:19 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

Forficulidae


Anechura Scudder 1876

Anechura bipunctata (Fabricius 1781) (N)
Specie caratteristica: sulle elitre una macula gialla; sempre alata; cerci caratteristici. 12-20 mm (corpo, cerci compresi).
Larve: sempre nere!

Chiave: Dermaptera d''Italia
Foto: Ettore Caio




Chelidura Latreille 1825

Chelidura aptera (Megerle in Charpentier 1825) (N)




Chelidurella Verhoeff 1902

C'è una revisione del genere Chelidurella da Galvagni (1997).

Galvagni, A. (1997): Contributo alla conoscenza delle genere Chelidurella VERHOEFF, 1902, in Italia eterritori limitrofi (Insecta Dermaptera). - Atti Acc. Rov., Agiati a. 246, ser. VII, voi. VI, B: 5-61.


Chelidurella acanthopygia (Gené 1832) (N) [E]




Chelidurella caprai Vigna Taglianti 1993 (S) [E]




Chelidurella mutica (Krauss 1886) (N) [E]




Chelidurella poggii Capra 1982 (N) [E]




Chelidurella thaleri Harz 1980 (N)
Sempre senza ali! Il Pygidium "accoppiamento" tra cerci con incisione accentuata. In Germania una specie montana/alpina.

Pygidium:
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Foto: Danilo Matzke




Chelidurella xanthopygia (Schmidt 1866) (N)




Chelidurella vignai Galvagni 1995

Secondo Galvagni (1995:383): Sudtirolo (Bressanone, Albeins, Kaltern, Ritten, Klobenstein), Trentino, Veneto, Friaul.
Locus typicus: Trentino, Levico, Mt. Panarotte 1500-1900 m.

Galvagni, A. (1995): Chelidurella vignai specie nova delle Alpi sudorientali (Insecta Dermaptera, Forficulidae). - Ann. Mus. civ. Rovereto, Sez.: Arch., St., Senat. Vol.10 (1994): pp.379-398.




Chelidurella guentheri Galvagni 1994
Immer flügellos! - Besitzt nur ein Mesonotum und Metanotum keine Flügelansätze o.ä.! - M/W 12-18mm - Männchen auffallend durch den orangen Kopf und die drehrunde Zange. Kommt unter 1000m vor wird im Hochgebirge (über 1000m) von Ch. acanthopygida vertreten oder Ch. thaleri.

Sempre senza ali! - Ha mesonoto e metanoto senza abbozzi alari . - M/F 12-18 mm. Maschio eclatante dal testa aranciata e cerci arrotondati. Si trova sotto 1000m - si alterna da Ch. acanthopygida o Ch. thaleri sopra 1000m.

GALVAGNI, A. (1993): Chelidurella guentheri, species nuova dell’Europa centrale e della Norvegia sud-orientale (Insecta Dermaptera Forficulidae). – Atti Acc. Rov. Agiata, a 243, ser. VII. vol. III; B: 347-370.



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Foto: Carlo Bonardi





Pseudochelidura Verhoeff 1902

Bibliografia:
Vigna Taglianti, A. (1999): Notes on some Anechurinae from Appenines (Dermaptera, Forficulidae). - Boll. Ent. Roma. LIV: 33 ff.
Anechura bipunctata (Fabricuis 1781), a steppic element of the alpine-himalayan system, was so far known in Italy only from Central-Western Alps, ranging from Maritimes (Valle Gesso) to Retians (Val Grosina). It has recently been recorded for an isolate station of Central Apennines, in the pseudoalpine praires of the Gran Sasso massif (Monte Corvo), where evidently represent a glacial relict.
Pseudochelidura orsinii (Gené 1833)a montane element of Central-Northern Apennines, from Matese to the Apuane Mts, has been found also on the French slope of Maritime Alps. Its chorology is examined in details. The type locality, not defined in the original description, is herein rescripted to the Montagna dei Fiori, in the Abrutian Apennines. The original types are lost, and a neotype is herein designed: a male from the type locality in the Museo civico di Storia naturale, Verona.
Pseudochelidura galvagnii n. sp. is described. It is a sympatric and partly sintopic with P. orsinii, with which has previously been confused. The new species is easily distinguished by the shape of the male forceps (strongly sinued, S-shaped, whereas in P. orsinii they are biarched, 3-shaped), the shape of the female ones (longer and narrower) and the aedeagus (virga more stringly curved). It is an upper mountain element, endemic to the Central Apennines....





Pseudochelidura orsinii (Gené 1833) (N, S) [E]

Link




Pseudochelidura galvagnii Vigna Taglianti 1999

La specie è descritto degli Monti della Laga (AQ).

Immagine:
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Foto: Giacomo Giovagnoli (© MP-FEI:11.04.2012)

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da Livio Mola dal Boll. Ass. Rom. Ent. LIX:33ff.





Apterygida Westwood 1840

Apterygida media (Hagenbach 1822) (N, S)
syn. Apterygida albipennis (Megerle in Charpentier 1825); Apterygida pedestris Westwood 1840; Chelidura curta Fischer 1846.
(Secondo Galvagni A. (2008): Apterygida albipennis (Megerle in Charpentier 1825):
Veneto. Trichiana, Campedei, 580-650 m, 6.IX.1980.
È diffusa in tutta Europa; in Italia è conosciuta fino in Calabria. Per il Veneto è già stata segnalata sia per i rilievi collinari, sia per la pianura. La specie non dovrebbe superare i 1300 metri di altitudine.)





Forficula Linnaeus 1758

Forficula apennina Costa 1881 (S) [E]



Forficula auricularia Linnaeus 1758 (N, S, Si, Sa)
(syn.: Forficula aprutiana Borelli 1916)
Sempre con ali. 11-18 mm. Da non confondere con Anechura bipunctata per via delle macule all'apice delle ali; cerci diversi: F. auricularia - A. bipunctata.
Locus Typicus: Europa.
Secondo Galvagni A. (2008): Friuli. Monte Cavallo, 900 m, 1-5.IX.1980; Montereale, Valcellina, Torrente Cellina, 3.IX.1980. Veneto. Trichiana, Campedei, 580-650 m, 6.IX.1980. È specie cosmopolita, presente anche in tutta l’Italia, comprese le maggiori isole. In Friuli e in Veneto è diffusa e comune dalla fascia costiera alla zona montana.


Chiave: Dermaptera d''Italia
Foto: Clemens M. Brandstetter




Forficula decipiens Gené 1832 (N, S, Si, Sa)

maschio:
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Foto: Danilo Matzke

femmina:
Chiave: Dermaptera d''Italia
Foto: Salvatore Canu

maschio: Link




Guanchia (Forficula) obtusangula (Krauss 1904) (N, S, Si, Sa)


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Foto: Maura Bocci




Guanchia (Forficula) pubescens (Gené 1837) (N, S, Si, Sa)

Gené G., 1837: Descrizione di cinque nuove forficole d'Europa con alcune osservazioni intorno a varie specie già conosciute di questo
genere. Annali delle Scienze del Regno Lombardo-Veneto, Padova, 7: 82–90.


Danilo Matzke (G. obtusangola - G. pubescens):
Im Gegensatz zu G. pubescens (in colore) sind die Zangen des Männchens (G. obtusangola - bianco/nero) innen nur fein gekerbt, nicht gezähnt und anstelle des ziemlich großen und scharfen, etwas abwärtsgebogenen Innenzahns nur mit stumpfen Vorsprung versehen.

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fonte: Danilo Matzke





Forficula silana Costa 1881 (S, Si) [E]


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Foto: Maura Bocci

Costa, A. (1881): Relazione di un viaggio nelle Calabrie per ricerche zoologiche fatto nella state del 1876. - Atti della Reale Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche di Napoli Serie 1a [1882] Vol. IX [fasc. 6], 63 pp.



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Inserito il - 02 aprile 2012 : 12:21:33 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

Dermaptera del mediterraneo (senza l'Italia)


Della Francia/Spagna:
Chelidura pyrenaica (BONELLI 1832)

Da Israele
Forficula smyrnensis Audinet-Serville 1839

Da Nord-Africa
Forficula riffensis (Burr 1909)
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Inserito il - 31 maggio 2012 : 21:38:36 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Letteratura:

Albouy V. & Caussanel C., 1990. Dermaptères ou Perce-oreilles. Faune de France, 75. Féderation Française des Sociétés de Sciences Naturelles, Paris, 248 pp.

Baccetti B., 1968. Notulae orthopterologicae. XXV. Ortotteroidei delle isole Pianosa e Montecristo. Atti della Società toscana di Scienze naturali, Memorie, (B) 75: 79–94.

Baccetti B., Massa B. & Canestrelli P., 1995. Dermaptera, Isoptera, Blattodea, Mantodea, Phasmatodea, Orthoptera, pp. 163–194. In: Massa B. (ed.), Arthropoda di Lampedusa, Linosa e Pantelleria (Canale di Sicilia, Mar Mediterraneo). Il Naturalista siciliano, (4) 19 (Suppl.).

Bardiani M., 2011. Introduction, pp. 15–56. In: Nardi G., Whitmore D., Bardiani M., Birtele D., Mason F., Spada L. & Cerretti P. (eds), Biodiversity of Marganai and Montimannu (Sardinia). Research in the framework of the ICP Forests network. Conservazione Habitat Invertebrati, 5. Cierre Edizioni, Sommacampagna, Verona.

Bivar de Sousa A., 1997. Dermápteros (Insecta: Dermaptera) novos ou pouco conhecidos para Portugal continental. Boletim da Sociedade Portuguesa de Entomologia, (VI–17) 167: 229–241.

Brindle A., 1966. A revision of the subfamily Labidurinae (Dermaptera, Labiduridae). Annals and Magazine of natural History, (13) 9:239–269.

Brindle A., 1978. The Dermaptera of Africa. Part II. Annales - Musée Royal de l'Afrique Centrale, Tervuren (Série 8o: Sciences Zoologiques), 225: 1–204.

Burr M., 1912a. Die Dermapteren des k. k. naturhistorischen Hofmuseums in Wien. Annalen des Kaiserlich-Königlichen Naturhistorischen Hofmuseums, 26: 63–108.

Burr M., 1912b. Über einige neue und interessante Dermapteren aus dem Königl. Zoolog. Museum Berlin. Sitzungsberichte der Gesellschaft Naturforschende Freunde zu Berlin, Jhrg. 1912 (5): 311–330.

Buzzetti F.M., Carotti G., Fontana P. & Tirello P., 2003. Observations on the flight of Dermaptera and on an extraordinary flight of the common Earwig Forficula auricularia observed in Sardinia (Dermaptera Forficulidae). Bollettino della Società entomologica italiana, 135 (2): 67–70.

Capra F., 1929. Ortotteri e Dermatteri. Risultati zoologici della Missione inviata dalla R. Società Geografica Italiana per l'esplorazione dell'oasi di Giarabub (1926–1927). Annali del Museo civico di Storia naturale di Genova, 53: 122–159.

Capra F., 1973. Dermatteri delle isole circumsiciliane (Dermaptera). Lavori della Società italiana di Biogeografia, (n.s.) 3 (1972): 907–910.

Capra F., 1976. Raccolte entomologiche nell'Isola di Capraia fatte da C. Mancini e F. Capra (1927–1931). IX. Orthopteroidea. Lavori della Società italiana di Biogeografia, (n.s.) 5 (1974): 563–600.

Capra F., 1982. Sulla Chelidurella acanthopygia (Gené) e su una nuova specie dell'Alto Adige (Insecta: Dermaptera). Memorie della Società entomologica italiana, 60 (1981): 111–118.

Capra F., 1987. Italian and European Dermaptera of the museums of Florence and Milan studied by H. Steinmann, pp. 157–173. In: Baccetti B. (ed.), Evolutionary Biology of Orthopteroid Insects. Ellis Horwood Ltd., Chichester.

Chopard L., 1943. Orthoptéroides de l'Afrique du Nord. Faune de l'Empire français, 1. Librairie Larose, Paris, 450 pp.

Chopard L., 1952. Orthoptéroides. Faune de France, 56. Librairie de la Faculté des Sciences, Paris, 359 pp.

Costa A., 1882. Notizie ed osservazioni sulla geo-fauna sarda. Memoria Prima. Risultamento di ricerche fatte in Sardegna nel settembre 1881. Atti della reale Accademia delle Scienze fisiche e matematiche, Napoli, 9 (11): 1–42.

Costa A., 1883. Notizie ed osservazioni sulla geo-fauna sarda. Memoria Seconda. Risultamento di ricerche fatte in Sardegna nella primavera del 1882. Atti della reale Accademia delle Scienze fisiche e matematiche, Napoli, (2) 1 (2): 1–109.

Crovetti A., 1964. Contributi alla conoscenza dell'entomofauna della Ferula communis L. - IV - Ricerche condotte in Sardegna sugli insetti della parte epigea. Studi Sassaresi, Annali della Facoltà di Agraria dell'Università di Sassari, (3) 11 (3) (1963): 651–907.

Dufour L., 1820. Description de dix espèces nouvelles ou peu connues d'insectes recueillis en Espagne. Annales générales des Sciences physiques, 6: 307–317, tav. 96.

Dufour L., 1828. Recherches anatomiques sur les Labidoures ou Perce-oreilles, précédées de quelques considérations sur l'établissement d'un ordre particulier pour ces insectes. Annales de Sciences naturelles, 13: 337–366, 4 tavv.

Fabricius J. C., 1775. Systema entomologiae, sistens insectorum classes, ordines, genera, species, adiectis synonymis, locis, descriptionibus,
observationibus. Flensburgi et Lipsiae, Libraria Kortii, I–XXXII + 832 pp.

Failla M.C., La Greca M., Lombardo F., Messina A., Scali V., Stefani R. & Vigna Taglianti A., 1994. Blattaria, Mantodea, Isoptera, Orthoptera, Phasmatodea, Dermaptera, Embioptera, pp. 1–23. In: Minelli A., Ruffo S. & La Posta S. (eds), Checklist delle specie della fauna italiana, 36. Edizioni Calderini, Bologna.

Failla M.C., Messina A. & Nobile V., 1973. Blattodei, Mantodei, Fasmodei, Ortotteri e Dermatteri delle isole Eolie e dell'isola di Ustica. Lavori della Società italiana di Biogeografia, (n.s.) 3 (1972): 591–604. Finot A., 1887. Description de Forficula Lesnei. Annales de la Société entomologique de France [Bulletin]: clxxxix–cxc.

Focarile A., 1972. Ricerche entomologiche nell'arcipelago delle Eolie e nell'isola di Ustica (Sicilia). II. La coleotterofauna dello stagno salmastro a Punta Lingua nell'Isola di Salina. Memorie della Società entomologica italiana, 51: 19–37.

Fontana P., Buzzetti F. M., Cogo A. & Odé B., 2002. Guida al riconoscimento e allo studio di Cavallette, Grilli, Mantidi e Insetti affini del Veneto. Blattaria, Mantodea, Isoptera, Orthoptera, Phasmatodea, Dermaptera, Embidiina. GuideNatura/1 Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza, 592 pp. + CD-ROM.

Fontana P., Buzzetti F. M., Tollis P. & Vigna Taglianti A., 2004. The Orthopteroid insects of the Abruzzo, Lazio and Molise National Park and surrounding localities (Central Apennine, S Italy) (Blattaria, Mantodea, Orthoptera, Phasmatodea, Dermaptera). Memorie della Società entomologica italiana, 82 (2): 557–614.
Abstract: The Abruzzo, Lazio and Molise National Park (PNALM), established as a private institution in 1922 and recognised by a State law in 1923, is the oldest Italian Protected Area and extends over 50,000 hectares on Abruzzo, Latium and Molise regions. The territory is mountainous, main peaks being Mt. Greco (2,285 m), Mt. Petroso (2,249 m), Mt. Marsicano (2,245 m) and Mt. La Meta (2,242 m). During the glacial ages, glaciers covered much of this area and the flora and fauna remained isolated, differentiating from other Italian areas. Consequently, many Apennine species are endemic to a single mountain. Another interesting aspect of the Central Apennine is the presence of xerothermic areas on high altitude, where xerophilous species live not far from orophilous ones. This aspect makes the fauna and flora of Central Apennine very rich and peculiar. In the past, the PNALM has been studied by several orthopterologists (Capra, Baccetti and La Greca). Recently new field researches have been carried out by Centro Studi Ecologici Appenninici of the PNALM, in co-operation with the Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali (Entomologia) of the University of Padua, Italy and the Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, University of Rome “La Sapienza”, Italy. On the basis of the available literature and of new field data, it was possible to update a checklist. The number of taxa till now recorded for the PNALM and contiguous localities is 84: 5 Blattaria, 1 Mantodea, 68 Orthoptera, 2 Phasmatodea and 8 Dermaptera. The most interesting taxa are Capraiellus tamaninii, Ectobius caprai (Blattodea), Barbitistes yersini, Tettigonia cantans, Decticus aprutianus, Bicolorana bicolor, Saga pedo, Ephippiger cavannai, Ephippiger ruffoi, Italopodisma acuminata acuminata, I. a. marsicana, I. trapezoidalis trapezoidalis, I. t. aprutiana, Aeropus sibiricus sibiricus, Chorthippus bruttius, Italohippus monticola (Orthoptera), Bacillus rossius, Clonopsis gallica (Phasmatodea), Pseudochelidura orsinii, Forficula silana (Dermaptera). For each taxon the list of known localities and ecological and biogeographical remarks concerning the investigated area are presented. The synonymy of Forficula aprutiana Borelli, 1916 with F. auricularia Linnaeus 1758 is confirmed. In addition, in the discussion of the distribution of Forficula pubescens Serville, 1839 the absence of Forficula lesnei Finot, 1887 from Sardinia, where has been recently recorded, is also discussed.
Key words: Orthopteroidea, faunistic, protected area, endemic taxa, Italy.


Galvagni, A. (1994): Chelidurella guentheri specie nuova dell’Europa centrale e della Norvegia Sud-orientale (Insecta Dermaptera Forficulidae). - Atti dell‘Accademia Roveretana degli Agiati, a. 243, s. VII, 3: 347-370.

Galvagni, A. (1995): Chelidurella vignai specie nova delle Alpi sudorientali (Insecta Dermaptera, Forficulidae). - Ann. Mus. civ. Rovereto, Sez.: Arch., St., Senat. Vol.10 (1994): pp.379-398.

Galvagni A., 1996. Identificazione e variabilità della Chelidurella acanthopygia (Gené, 1832) con istituzione della Chelidurella fontanai sp.n. (Insecta Dermaptera). Atti dell'Accademia roveretana degli Agiati, (Classe di Scienze matematiche, fisiche e naturali) ser. VII, a. 246, vol. VI (B): 5–45.

Galvagni, A. (1997): Contributo alla conoscenza delle genere Chelidurella VERHOEFF, 1902, in Italia e territori limitrofi (Insecta Dermaptera). - Atti Acc. Rov., Agiati a. 246, ser. VII, voi. VI,B:5-61.

Galvagni, A. (2001): Gli Ortotteroidei della Val Venosta, detta anche Vinschgau (Alto Adige, Italia settentrionale) (Insecta: Blattaria, Mantodea, Orthoptera, Dermaptera). - Atti Acc. Rov. Agiati, a. 251, 2001, ser. Vili, voi. I,B:67-182.

Galvagni, A. (2008): Contributo alla conoscenza degli Ortotteroidei delle Prealpe carniche e Venete (Italia nord-orientale) (Insecta Blattaria Mantodea Orthoptera Dermaptera). - Ann. Mus. civ. Rovereto. 24(177-196).

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Riassunto:
Anechura bipunctata (Fabricuis,1781) , elemento steppico del sistema alpino#8208;hymalayano era conosciuta in Italia solo delle Alpi centro#8208;occidentali, dalle Marittime (Valle Gesso) alle Retiche (Val Grosina); è stata recentemente rinvenuta in una stazione isolata nell' Appennino centrale, nelle praterie pseudoalpine del massiccio del Gran Sasso (Monte Corvo), dove rappresenta evidentemente un relitto glaciale.
Pseudochelidura orsinii (Gené 1833)elemento montano dell' Appennino centro#8208;settentrionale, dal Maltese alle Apuane, è stata rinvenuta anche sul versante francese delle Alpi marittime, e la sua distribuzione viene esminata in dettaglio. La località tipica, non definita nella descrizione originale, viene ristretta all' Appenino abruzzese, ed in particolare alla Montagna dei Fiori (tra Ascoli e Teramo), essendo i tipi diversi viene qui designato il neotipo, un maschio nelle collezioni del Museo Civico di storia naturale di Verona.
Viene poi descittta Pseudochelidura galvagnii n. sp. simpatrica e parzialmente sintopica con la specie precedente, con cui era stata confusa in passato, ma da cui si distingue agevolmente per la forma dei cerci maschili (più fortemente sinuati, ad S, non biarcuati, a forma di 3), femminili (più lunghi e sottili) e dell'organo copulatore (virga fortemente e regolarmente ricurva nella parte distale). Si tratta di un elemento del piano culminale, endemico dell' Appenino centrale, presente solo sulle cime più alte dei Monti Sibillini, dei Monti della Laga e del Gran Sasso d'Italia.



Vigna Taglianti A., 2000. I Dermatteri delle coste mediterranee. XXIII Congresso Società italiana di Biogeografia, Cefalù, 3–7 ottobre 2000, Biogeografia degli ambienti costieri italiani e mediterranei: 16.

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Vigna Taglianti A., 2007. Insecta Dermaptera, pp. 141–142 + CD-ROM. In: Ruffo S. & Stoch F. (eds), Checklist and distribution of the Italian Fauna. Memorie del Museo civico di Storia naturale di Verona, 2.Serie, Sezione Scienze della Vita, 17 (2006).

Vigna Taglianti A., 2009. Dermatteri della Riserva Naturale "Agoraie di Sopra e Moggetto" (Liguria, Genova) (Dermaptera). Bollettino dell'Associazione Romana di Entomologia, 64 (1–4): 91–97.

Vigna Taglianti, A. (2011): I Dermatteri di Sardegna (Dermaptera). In: Nardi G., Whitmore D., Bardiani M., Birtele D., Mason F., Spada L. & Cerretti P. (eds), Biodiversity of Marganai and Montimannu (Sardinia). Research in the framework of the ICP Forests network. - Conservazione Habitat Invertebrati, 5: 269–285.
RIASSUNTO:
Si espongono i risultati dello studio dei Dermatteri di Sardegna, sulla base dell'esame della letteratura disponibile, delle principali collezioni italiane e soprattutto delle recenti ricerche svolte dal Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale "Bosco Fontana" di Verona. Le specie presenti con certezza nell'isola sono 9, sulle 25 attualmente note d'Italia; per ognuna di esse vengono riportati tutti i dati corologici disponibili per la Sardegna, con brevi commenti faunistici, sulla distribuzione generale e sulla diffusione in Italia, ecologici e, qualora necessario, tassonomici. Dal punto di vista zoogeografi co, le specie sarde sono rappresentate da quattro elementi cosmopoliti o subcosmopoliti, autoctoni (Anisolabis maritima (Bonelli in Gené, 1832)) o presumibilmente alloctoni, di origine intertropicale (Euborellia annulipes (Lucas, 1847), Nala lividipes (Lucas, 1847), Labia minor (Linné, 1758)), da due paleartici, con areale esteso secondariamente ad altre regioni (Labidura riparia (Pallas, 1773), Forficula auricularia Linné, 1758), due mediterranei (Euborellia moesta (Gené, 1837), F. decipiens Gené, 1832) ed uno mediterraneooccidentale (F. pubescens Gené, 1837), con diffusione più tipicamente tirrenica. Insieme con Euborellia moesta e F. decipiens, F. pubescens può essere considerata specie caratterizzante il popolamento sardo. Una recente segnalazione per la Sardegna di Forficula lesnei Finot, 1887, specie molto simile alla precedente, ma elemento europeo-occidentale, a diffusione atlantica, viene attribuita ad errore di identifi cazione. Erronea è anche la citazione per la Sardegna di Chelidurella acanthopygia (Gené, 1832), una specie alpino-appenninica, riportata in Fauna Europaea (Haas 2010, sub Chelidura acanthopygia)


Vigna Taglianti A., Audisio P.A., Belfiore C., Biondi M., Bologna M.A., Carpaneto G.M., De Biase A., De Felici S., Piattella E., Racheli T., Zapparoli M. & Zoia S., 1993. Riflessioni di gruppo sui corotipi fondamentali della fauna W-paleartica ed in particolare italiana. Biogeographia, Lavori della Società italiana di Biogeografia, (n.s.) 16 (1992): 159–179.

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Inserito il - 31 maggio 2012 : 22:17:09 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia


"La distinction des espèces de limaces est extrêmement difficile,
et aucun zoologiste n’est encore parvenu à quelque chose
d’un peu satisfaisant sous ce rapport."
H. M. DUCROTAY DE BLAINVILLE 1823

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