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Mauro Grano
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Inserito il - 09 gennaio 2011 : 19:00:35 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

Fotografati a Nazzano (Roma)


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Mauro

Mauro Grano
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Mauro
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Mauro Grano
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Inserito il - 09 gennaio 2011 : 19:01:42 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia

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Mauro
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Mauro Grano
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Mauro
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Mauro Grano
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Mauro
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PaoloMarenzi
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Flora e Fauna

Inserito il - 09 gennaio 2011 : 20:21:16 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
interessante, a vederle così, direi che hanno a che fare più con la geologia che con la paleontologia. la prima ipotesi che mi viene in mente è che siano una qualche concrezione(calcarea?) attorno ad un nodulo di natura forse ferrosa( ben evidente quel colore bruno-rossiccio, indice di ossidazione).
Se invece fossero davvero fossili opterei per resti vegetali,che carbonizzandosi,assumerebbero quel colore intenso che si intravede nei nuclei,e si rivestirebbero di sedimento.(così almeno, simili nel principio ai tuoi fotografati, ritrovo comunemente nel pliocene resti di semi,rametti e pigne)
ciao Paolo
gli esperti ti chiederanno senz'altro il contesto in cui li hai trovati


...E più diventa tutto inutile più credi che sia vero....
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Mauro Grano
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Inserito il - 10 gennaio 2011 : 12:59:30 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di betelges:

interessante, a vederle così, direi che hanno a che fare più con la geologia che con la paleontologia. la prima ipotesi che mi viene in mente è che siano una qualche concrezione(calcarea?) attorno ad un nodulo di natura forse ferrosa( ben evidente quel colore bruno-rossiccio, indice di ossidazione).
Se invece fossero davvero fossili opterei per resti vegetali,che carbonizzandosi,assumerebbero quel colore intenso che si intravede nei nuclei,e si rivestirebbero di sedimento.(così almeno, simili nel principio ai tuoi fotografati, ritrovo comunemente nel pliocene resti di semi,rametti e pigne)
ciao Paolo
gli esperti ti chiederanno senz'altro il contesto in cui li hai trovati


...E più diventa tutto inutile più credi che sia vero....


Intanto grazie.
Il contesto è la sommità di una parete di arenaria alla base della quale sono presenti affioramenti del Pliocene.

Mauro
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mauriziocaprarigeologo
Moderatore



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Inserito il - 10 gennaio 2011 : 20:50:58 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
davvero singolari;
le fossette che si vedono sui due campioni più grandi sembrerebbero l’effetto della dissoluzione del calcare arenaceo ad opera delle acque (si vede abbastanza chiaramente nelle due sul retro, ma anche sulle altre, che la dissoluzione ha seguito delle microfratture che proseguono anche oltre il tratto asportato); la forma triangolare dell’apertura al vertice è dovuta infatti all’intersezione di tre di queste microfratture che sulla superficie inferiore, hanno originato, allargandosi, quei tre “petali; si vedono poi, abbastanza chiaramente, le tracce di una laminazione in cui anche la granulometria del materiale è diverso (forse più grossolana, il colore rossastro potrebbe essere dovuto all’ossidazione del velo d'acqua che vi scorreva);

più che concrezioni sembrerebbero frammenti alterati

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maurizio
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“Un géologue est essentiellement un lithoclaste, ou rompeur de pierre…” - D. Dolomieu

“Non crederai a tutte queste sciocchezze, vero Teddy?” - M. Ewing (geofisico e oceanografo) a E. Bullard (geofisico), a proposito della tettonica delle placche (NY, 1966)
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ang
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Città: roma

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Inserito il - 10 gennaio 2011 : 21:16:48 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
sorprendente, davvero non si finisce mai di imparare!
grazie maurizio

ciao

ang
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ang
Moderatore


Città: roma

Regione: Lazio


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Inserito il - 12 gennaio 2011 : 08:22:08 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
rileggendo mi sono venute in mente due domande:

- è possibile che l'origine di questi sassolini sia come riempimento di cavità di una matrice poi dissolta?
- perché un'eventuale dissoluzione avrebbe creato delle crepe invece che dei più semplici e indefiniti avvallamenti in corrispondenza dell'infiltrazione?

ciao

ang
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mauriziocaprarigeologo
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Inserito il - 12 gennaio 2011 : 23:07:13 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Potrebbe anche essere, bisognerebbe avere informazioni più precise sul contesto, magari una foto dell’”affioramento”, se di affioramento si tratta.

La presenza di tracce di laminazione (in almeno un frammento), farebbe però pensare che era parte di un “corpo geologico” più grande; sulle fratture (che ho indicato) l’aspetto in sezione è poi abbastanza compatto, ben cementato, mentre le concrezioni, ad esempio all’interno dei suoli, sono in genere di aspetto più terroso, pulverulento; ma tutto può essere…

seconda questione…. l’azione di dissoluzione chimica si è concentrata in corrispondenza di microfratture preesistenti, allargandole; questo è la norma nei processi carsici (microcarsici, in questo caso) che, una volta innescatisi in un punto, lì si concentrano autoalimentandosi (approfondendo, ma anche “allargando” le forme); sul retro si intravede una “crepa” (ancora un “foro”, in realtà) che era in via di formazione lungo una microfrattura appena visibile;


ciao

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maurizio
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Mauro Grano
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Inserito il - 13 gennaio 2011 : 08:00:56 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Grazie Maurizio per le interessantissime spiegazioni. Per un quadro più completo della zona dove ho trovato questi reperti, ho fatto un copia/incolla che descrive l'aspetto geologico:


Tale differenzazione è motivata dalla diversa
natura litologica dei terreni, ovvero dalla
diversa formazione dei sedimenti e delle rocce.
In riva destra si osserva un allineamento di creste
collinari, costituite da sedimenti marini,
con quote superiori a 200 m s.l.m., su cui
sorge il centro abitato di Nazzano e quello di
Torrita Tiberina. Da un’attenta osservazione
dei sedimenti lungo la Via Tiberina, nel tratto
compreso fra Nazzano e Torrita Tiberina il loc.
Praterelle (detto anche “Ripa bianca” in quanto
si trova di fronte alla parte del meandro
occidentale così deonominato), è possibile
seguire l'intera serie del ciclo sedimentario
conseguente alle fase di ingressione
e di regressione del mare nel Pliocene in cui,
con un’attenta ricerca, è possibile reperire resti
fossili di conchiglie di molluschi marini

Mauro
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ang
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Inserito il - 13 gennaio 2011 : 08:25:21 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
grazie per l'ulteriore chiarimento, non immaginavo che i processi di dissoluzione avvenissero in questo modo; per laminazione intendi una struttura stratificata?

ciao

ang
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mauriziocaprarigeologo
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Inserito il - 13 gennaio 2011 : 22:01:04 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
sì ang, tra "strato" e "lamina" non vi è una delimitazione precisa in termini di spessore, ma di "gerarchia"; però statisticamente prevalgono nettamente le lamine con uno spessore inferiore a 1 cm (ma possono arrivare anche a 100 mm (lamine spesse) o, al contrario, ridursi a meno di un millimetro (lamine sottilissime).

l'origine della laminazione è un grande capitolo della sedimentologia...

Mauro, se le hai nell'archivio o ripassi da quelle parti, fai una foto del luogo dell'affioramento e, se ho capito bene la descrizione, della scarpata in riva al tevere dove dovrebbero affiorare i sedimenti che forse sono all'origine di quei frammenti..

ciao e buona serata a tutti

maurizio
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giip
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Prov.: Palermo

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Flora e Fauna

Inserito il - 17 gennaio 2011 : 17:04:10 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
se tali forme dovessero essere state determinate o condizionate da fossili di organismi marini, soprattuto la penultima contando da sinistra, mi ricorda la forma di certi echinodermi fossatori... gli Spatangoidi...

giip
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