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Pigliamosche Muscicapa striata

 
 
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Il pigliamosche

Il Pigliamosche Muscicapa striata è un uccello appartenente all’Ordine dei Passeriformi ed alla Famiglia dei Muscicapidi. Elemento faunistico di origine europeo turchestanico è ampliamente diffuso in tutta Europa con la sottospecie nominale Muscicapa s. striata. In Italia insulare e parzialmente nelle regioni tirreniche è stata rilevata la presenza di Muscicapa striata thyrrenica. Il Pigliamosche è specie estiva e nidificante, migratore a lungo raggio, che giunge alle nostre latitudini intorno alla metà di aprile abbandonando i quartieri riproduttivi tra la fine di agosto e la metà di settembre. Il piumaggio è poco appariscente e le parti dorsali appaiono marroni-grige, mentre quelle ventrali sono bianco sporche. E’ specie euriecia riguardo all’habitat riproduttivo. Lo ritroviamo dai margini dei boschi alle strutture ecotonali, alle pareti di roccia, fino ai parchi pubblici e giardini urbani, mostrando talora una sinantropia spiccata. In periodo di nidificazione è territoriale e le modalità di difesa del territorio ricordano quelle del Pettirosso Erithacus rubecula. Il corteggiamento comprende una serie di moduli comportamentali stereotipati, tra cui spicca la consegna della preda del maschio alla femmina. La specie è sostanzialmente monogama. I suoi livelli di abbondanza sono influenzati dalla disponibilità delle prede. I Ditteri costituiscono un’ampia frazione della sua dieta entomica e la loro frequenza incide sulle densità riproduttive del Pigliamosche. La tecnica di caccia è prevalentemente da posatoio: la preda scorta a vista è catturata dopo un inseguimento acrobatico e spettacolare. Il repertorio vocale è modestissimo: un ripetuto “zii-gec” come adverting call, mentre in periodo di sponsali un zziit in crescendo nelle fasi di corteggiamento concitato che precedono la copula. Il Pigliamosche ha un sistema riproduttivo monogamo e nessuna differenza di piumaggio tra i sessi. La nidificazione avviene tra la metà di maggio e i primi di giugno. La femmina opera la detection e la costruzione del nido, così come è sua funzione esclusiva la cova che ha una durata di 12-15 giorni. Alla schiusa, i pulli “nidicoli” sono coperti dalla femmina per termoregolazione, mentre al maschio spettano le operazioni di foraggiamento e approvvigionamento trofico. Il Pigliamosche attualmente non mostra grandi problemi conservazionistici e pur fluttuando numericamente, la sua popolazione ha evidenziato nel medio periodo una tendenza alla stabilità, in virtù, si crede, della sua ampia valenza ecologica. La sua popolazione italiana è valutata da Brichetti e Fracasso (2008) in 200.000-400.000 coppie nidificanti.

Testo e foto di Angelo Meschini

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