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La natrice tassellata

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La natrice tassellata Natrix tessellata

 
 
Natrice tassellata foto di Paolo Mazzei

Natrice tassellata foto di Paolo Mazzei

Natrice tassellata foto di Paolo Mazzei

 

La natrice tassellata

La Natrice tassellata fa parte della sottofamiglia Natricinae, che conta tre specie. Ha squame fortemente carenate. Il dorso è color panna con vari "tasselli" grigi, da cui ha origine il nome volgare; tuttavia, in rare occasioni, si possono rinvenire esemplari molto scuri, quasi melanici. E' meno comune della Natrice dal collare, e a differenza di quest'ultima risulta più difficile rinvenirla in ambienti lontani dall'acqua; spesso quando si incontra un esemplare se ne trovano parecchi altri nella stessa zona, specialmente lungo le sponde. Come già detto questo serpente colonizza ambienti solamente acquatici, più preferibilmente paludi, canneti e canali d'irrigazione, dal livello del mare fino a circa 1300 metri di quota. C'è da aggiungere che l'affinità per l'acqua della Natrice tassellata la spinge ad adattarsi a vivere anche sulle spiagge e incredibilmente può avventurarsi in mare per raggiungere isolotti distanti anche 5 km dalla riva. La Natrice tassellata può raggiungere e superare di qualche centimetro il metro di lunghezza per arrestare la sua crescita intorno ai 130 cm. La sua dieta è prevalentemente composta di pesce, anche se in primavera si nutre con più frequenza di anfibi, e in casi rarissimi di roditori. Il periodo degli amori inizia di regola durante la metà di Aprile e successivamente, nel periodo Giugno - Luglio, la femmina depone in media 20 uova anche se talvolta ne può deporre fino a 35. I piccoli nasceranno tra la metà di Agosto e i primi di Settembre e misureranno circa 17 centimetri. Questo serpente è un innocuo colubride sprovvisto di denti veleniferi, inoltre ha un carattere molto mite e se disturbata non tenterebbe assolutamente di mordere ma si limiterebbe come tutti i Natricini ad emettere dalla cloaca una sostanza giallina dall'odore assai sgradevole.

Testo di Carmelo Batti

Foto di Paolo Mazzei

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