ATTENZIONE! A causa dello stato di grave minaccia nel quale si trovano attualmente gli anfibi, dovuta non solo all'alterazione degli habitat, ma anche alle patologie legate alla chitridiomicosi e alla possibilità che appassionati e studiosi di anfibi possano diventare vettori involontari del contagio durante le escursioni, invitiamo tutti gli utenti del forum ad avere particolare cura quando ricercano o fotografano questi animali. Considerata inoltre la delicatezza necessaria nel maneggiare gli anfibi, onde evitare emulazioni da parte di persone inesperte, che potrebbero causare danni agli animali, invitiamo gli utenti a non postare foto di esemplari tenuti in mano. Questo tipo di foto d'ora in poi saranno rimosse. Eventuali foto inerenti studi o indagini scientifiche possono essere postate previa autorizzazione da parte dei moderatori di sezione o degli amministratori. Grazie a tutti per la collaborazione
La storia di cinque amici è questa e di esseri dalla pelle umida e fresca, di una notte nella "larga" prosciugata, di strani richiami dal buio, e boscaglie e foreste dal nome sbagliato.
Siamo già d'accordo che i riferimenti ai luoghi saranno vaghi, noi a cercare e lui sempre pronta la vanga Si narra, si dice tanto... ma l'avremo poi trovato?
La Rana non s'ingozza mai di tutta l'acqua dello stagno in cui vive [Proverbio Sioux Teton]
una missione verso l'arcano, verso il mistero di un fantomatico animale che solo alcuni dicono di aver visto, qualcuno d'averlo sentito... di storie se ne raccontano tante... c'è chi dice di averlo incontrato per strada, in una notte di mezza estate... c'è chi dice di aver visto il terreno aprirsi come un groviera e da ogni foro spuntarne uno, come un piccolo esercito, durante la prima pioggia dell'anno... c'è chi dice che è solo un ricordo di un vecchio contadino frastornato dal vino... ma ci sarà realmente o è solo leggenda?
il tutto comincia in una notte di inizio primavera: c'era una volta un laziale, un marchigiano, un alto-atesino e 2 romagnoli...no, non è una barzelletta, ma solo un ritrovo di affiatati amici!
in 5, dentro ad una C3 bianca, lungo le strade del Delta del Po... la macchina avanza lentamente, procedendo con finestrini abbassati, con una brezza leggera che accarezza il volto...
e godendo del canto di qualche anfibio innamorato, dieci occhi scrutano l'orizzonte...
ed ecco che all'improvviso,nel cuore della notte, una figura spunta in mezzo alla strada... il cuore comincia a palpitare...
il romagnolo della bassa, quello magro e capellone, inchioda all'istante... l'altoatesino salta al volo giù dalla macchina, neanche ci fosse un tocco di speck sulla carreggiata...
Ahahahahahah Danio mi pieghi te lo giuro..... Sta a vedere eh..... Ora ci fanno vedere 5 rospi smeraldini, tutti partendo da lontano e riempiendoci di speranze e poi alla fine non hanno trovato una mazza No vabè, scherzi apparte fate presto con le foto perché altrimenti non ci dormo la notte eh!!!
Invece che su di un pezzo di speck, m'ero fiondato sul Bufo viridis, cioè sulla Pseudepidalea lineata, cioè sul Bufo balearicus... insomma sul rospo smeraldino. Faceva molta tenerezza, in mezzo all'asfalto. Immagine: 204,46 KB
Lo abbiamo aiutato a raggiungere l'erbetta.
Barbaxx
Nota 2016: oggi la specie è chiamata Bufotes balearicus.
...ma anche il potente abbaiare dei cagnacci di guardia ad una stalla molto, troppo vicina ai rospetti... abbiamo così ripreso la nostra ricerca.
La notte si consumava lentamente. Un'auto e cinque amici lungo le vie di una, forse di due, forse di tre province interessate dal Parco (dai due parchi) del Delta del Po.
Le strade, mano a mano, si facevano sempre più deserte: la notte avanzava.
Lasciate le strade di scorrimento veloce, ci siamo persi per le zone industriali, per i viali delle periferie urbane, ora tranquille ora decisamente malfamate; per i vuoti parcheggi di centri turistici fuori stagione; per gli antichi decumani della centuriazione romana, per le strette vie dei villaggi rurali, i od i percorsi sterrati che servono le geometriche campagne, seminate a grano od a soia... sino ai margini dei boschi planiziali, che, visti di notte, incutevano una certa pianura, forse per le antiche leggende che li riguardano, ricchi di spiriti e cavalcate selvagge...
Barbaxx
Modificato da - Barbaxx in data 03 aprile 2012 02:18:07
Inseguivamo - va detto - un fantasma. Una bestiola su cui si sa ben poco.
I sacri testi sul pelobate, infatti, recitano: "molte delle segnalazioni per la specie riguardano fra l'altro individui erratici, che si rinvengono (raramente) in movimento lungo strade asfaltate e per i quali non sono stati identificati i quartieri di svernamento".
Il sistema scelto dalla nostra guida era proprio questo: SbC (o SC), sampling by car: ricerca di un incontro casuale con gli anfibi nel momento della migrazione. Ossia: girare per tutta la notte in un territorio grande tre province.
Non proprio a casaccio, random, ma... quasi. Unico aiuto: le segnalazioni precedenti (una trama di strade, stradine, sentieri sterrati), la presenza di corpi acquei (un ordito di fiumi, fossi, canali, maceri, stagni e pozzanghere) ed infine una mappa mentale dei suoli idonei. La specie, infatti, è molto esigente: ama suoli sabbiosi e, per la riproduzione, cerca gli stagni puliti, profondi ma... temporanei.
Barbaxx
Modificato da - Barbaxx in data 03 aprile 2012 02:51:28
Abbiamo visitato, durante la notte, un paio di questi posti. Il pelobate era stato segnalato nelle sue vicinanze; si trattava di uno stagno grande in mezzo ai campi, silenziosi nella notte.
Ma quest'anno la notevole siccità complica le cose per il nostro piccolo amico: il livello del corpo acqueo si trovava molto al di sotto della norma. Lo stagno un tempo limpido e profondo si è ristretto e trasformato in una piccola distesa d'acque basse e melmose.
Altre specie meno esigenti si sono mostrate in buon numero: qui, ad esempio, una rana verde del genere Pelophylax, trovata sul fondale disseccato, tutta intirizzita dal vento freddo della nostra serata.
Immagine: 229,37 KB
Barbaxx
Modificato da - Barbaxx in data 03 aprile 2012 02:49:33
Un secondo posto ci ha fatto un'impressione paradossale: abbiamo per un attimo creduto che il nostro cicerone ci prendesse in giro. Sbarcati dall'auto, abbiamo raggiunto il sito e... e al posto dello stagno (che non c'era) abbiamo trovato un verde praticello pieno di lumachine...
Ha dovuto faticare un po' per farci capire che era tutto vero! In quel luogo l'anno passato c'era uno stagno profondo quasi due metri. Ma la siccità dello scorso inverno ha fatto la differenza...
Intanto, si procedeva per pozze e fossi alla ricerca dei mitici, giganteschi girini del nostro piccolo, elusivo amico (per chi non lo sapesse: dalla metamorfosi la bestiola esce più che dimezzata).
Ma abbiamo trovato soltanto girini di rospo smeraldino... Immagine: 168,91 KB
Già...per un momento, ci siamo guardati attoniti, nell'incredulità che il rarissimo Pelobate si potesse trovare in un posto del genere, magari a qualche centimetro sotto i nostri piedi! più volte ci siamo rivolti al mitico Danius chiedendo conferma, con gli occhi sgranati, e lui, dal lato di chi poteva permetterselo, sogghignava sotto i baffi, facendoci salire oltre la tensione....
Oltre a questo, si aggiungevano le sue continue versioni aleatorie, a volte confuse...che a noi facevano impazzire, ma erano giustamente parte del gioco...se non fosse che ad un certo punto, si è sfiorata la tragedia: Quando Danio ha detto "PESCE D'APRILE!",colti da un impeto d'ira, ho visto Luca con il retino in mano che randellava il povero Danio e Stefano che lo colpiva ripetutamente alla testa, con Riccardino che incitava il tutto con " Più forte ragazzi, più forte, fatelo secco stò s*****! cì stà a pià per il c***"... Sbigottito, mi sono infilato nella rissa, e, solo dopo avergli dato pure io due calcetti, ormai inerme a terra, sotto l'ira dei colpi altrui, ho tolto Danio dalle grinfie dei suoi assalitori...
eheheh...naturalmente non è andata così, ma qualcuno secondo me a seriamente pensato che i posti che mi mostrava Danio fossero frutto del 1° del mese!.....
si aggiungeva il fatto che poi (oltre Danio) anche gli anfibi ci stavano prendendo in giro: mentre cercavamo il fantomatico bestio, sentivamo gli smeraldini cantare ed ogni tanto partiva anche il coro di una raganella....e naturalmente, quando ci dirigevamo verso i "cantanti", questi smettevano e cominciavano quelli alle nostre spalle...tornando indietro, succedeva la stessa cosa....e così via...e così via....insomma.....eravamo costantemente sotto continua derisione!
Scrutando i piccoli canali, abbiamo trovato "solo" ditiscidi e girini di smeraldino...ma agli occhi degli appassionati,anche solo un girino fa brillare gli occhi
Insomma, la nottata è finita così... decine e decine di km macinati per uno smeraldino, qualche rana verde e un potente coro di raganelle, invisibili e beffarde in un canneto non raggiungibile se non a prezzo d'infangarsi fino alle ascelle.
Alle tre di notte passate, ci siamo consolati con lo stagnetto di Danius. Uno dei posti più biodiversi di tutta la pianura padana. Bisogna avvicinarvisi con cautela, lungo certi percorsi noti solo al proprietario... ho subìto una piccola ramanzina per aver quasi distrutto un certo stelo di euforbia...
Il metodo di cattura fotografica è semplice: si va allo stagnetto di Danius e si scatta col flash nel buio! Qualcosa si coglie sempre. Immagine: 178,9 KB
Tritoni punteggiati
Barbaxx
Modificato da - Barbaxx in data 03 aprile 2012 09:55:00