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 Anche in gennaio si fungheggia nel modenese
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marcocl
Utente V.I.P.

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Inserito il - 03 marzo 2010 : 14:54:10 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ultima immagine di probabili peli marginali

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Anche in gennaio si fungheggia nel modenese
62,92 KB

Dico probabili, perchè per mia esperienza questa è una delle cose più difficili da valutare negli Entoloma.
Infatti, a parte pochi casi in cui sono presenti dei cistidi dalla forma veramente eclatante, negli entoloma spesso si trovano queste cellule sul filo che uno non sa mai bene se sono solo basidioli, ife della trama che escono fuori, o veri cistidi.
In questo caso, poi, queste cellule sono sparse tra i basidi e non formano una banda sterile vera e propria.
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marcocl
Utente V.I.P.

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Inserito il - 03 marzo 2010 : 14:59:14 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ed eccoci alla cosa più importante nel gen. Entoloma, senza la quale non si può fare alcun tentativo di detrminazione nè specifica, nè solo subgenerica: la distribuzione del pigmento cuticolare.

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Anche in gennaio si fungheggia nel modenese
82,71 KB

Beh, qui ci sono pochi dubbi: il pigmento è fortemente incrostante, con incrostazioni grossolane e abbondanti.
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marcocl
Utente V.I.P.

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Inserito il - 03 marzo 2010 : 15:01:11 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ancora un'immagine delle ife cuticolari incrostate

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Anche in gennaio si fungheggia nel modenese
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marcocl
Utente V.I.P.

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Inserito il - 03 marzo 2010 : 15:04:53 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Ultima immagine con gli elementi terminali della cuticola

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Anche in gennaio si fungheggia nel modenese
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Come si vede, il pigmento è in aggiunta anche parietale (membranario), ma io personalmente non ho visto traccia di pigmento intracellulare.
La cuticola ha una certa tendenza al tricoderma, con ife terminali alquanto larghe e rialzate.
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marcocl
Utente V.I.P.

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Inserito il - 03 marzo 2010 : 15:35:23 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
CONCLUSIONI

A cosa si può arrivare, una volta messi insieme tutti i dati micro e macro-scopici?

Che il nostro entoloma non appartiene a nessuno dei "grandi" subgeneri, come Entoloma, Nolanea, o Leptonia, ma piuttosto va cercato in uno dei piccoli subgeneri, alcuni dei quali creati recentemente da Noordellos.

Ecco che infatti troviamo il subg. Clitopiloides, formato da specie a portamento per lo più collibioide, a cuticola poco o nulla igrofana, non striato per trasparenza, nè a gambo argentato-striato. L'habitat è spesso praticolo.

Nessun dubbio che la raccolta emiliana abbia tutte le caratteristiche macroscopiche perfette per questo subgenere.

Microscopicamente il subg. Clitopiloides è caratterizzato da specie a pigmento incrostante dominante (e questa, abbiamo visto, è la condizione fondamentale), anche se possono essere presenti in maniera ancillare anche altri tipi di pigmento.
I giunti a fibbia sono spesso assenti (come in E. costatum, il capostipite, specie di cui ho 1 raccolta, in Abruzzo); i cistidi sono spesso presenti.

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marcocl
Utente V.I.P.

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Inserito il - 03 marzo 2010 : 15:44:22 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Però il "nostro" non corrisponde a nessuna specie descritta finora.

La specie che più si avvicina è senz'altro Entoloma enderlei, una specie recente dedicata da Noordeloos al micologo tedesco Manfred Enderle.

In particolare E. enderlei ha le spore esattamente come le nostre, e cioè grandi, allungate e pluriangolose, cosa non comune in Entoloma.
L'odore viene definito come sgradevole allo sfregamento, e questo è esattamente quello che viene riportato da Giancarlo (comunque non sopravvalutiamo questo carattere).

Ancora E. enderlei ha dei cistidi come i nostri, ma questi formano una banda sterile, mentre nel nostro sono sparsi tra i basidi.
Inoltre il pigmento viene definito come debolmente incrostante ed in aggiunta intracellulare, mentre da noi è fortemente incrostante e non c'è traccia di pigmento intracellulare.

Ma queste due cose potrebbero ancora rientrare nella variabilità individuale della specie.

Quello che taglia la testa al toro è la presenza di giunti a fibbia, carattere molto importante e conservato, che da noi sono abbastanza diffusi, mentre sono assenti in E. enderlei.

Inoltre se si vede la foto pubblicata sul supplemento di "Fungi Europei", si vede un fungo parecchio differente da quello di Giancarlo: più grande e robusto, a cappelo subzonato e colori quasi grigio violacei.

In conclusione, potremmo essere di fronte ad una specie nuova.

Ciao, scusate il torrente di messaggi.

Marco
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gianca50
Utente V.I.P.


Città: Savignano sul Panaro
Prov.: Modena

Regione: Emilia Romagna


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Inserito il - 03 marzo 2010 : 18:59:43 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Premetto che io non me ne intendo per niente di microscopia, ma per prima cosa ti devo fare tanti complimenti perchè secondo me hai svolto un ottimo superlavoro se poi confermi o confermerai che siamo davanti ad una nuova specie avanti, ma.....non si finisce mai d'imparare
ciao Giancarlo
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FOX
Moderatore


Città: BAGNO A RIPOLI

Regione: Toscana


21536 Messaggi
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Inserito il - 04 marzo 2010 : 18:06:41 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia


Grazie Giancarlo per quessti bellissimi ritrovamneti e un grazie anche a Marco per lo studio fatto e tutta la documentazione microscopica di questa interessantissima specie.


simo



Alto è il prezzo quando si sfida per vanità il mistero della Natura - I. Sheehan
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Wildino
Utente Senior

Prov.: Palermo

Regione: Sicilia


746 Messaggi
Micologia

Inserito il - 04 marzo 2010 : 18:13:29 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Complimenti.

Francesco




"...perchè il diavolo si nasconde dietro i particolari!"
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