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Il falco della regina

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Il falco della regina Falco eleonorae

 
 

Maschio di falco della regina

Habitat del falco della regina

Maschio con pullo

 

Il falco della regina

Il Falco eleonorae deve il suo nome alla giudicessa sarda Eleonora D’Arborea che nel 1392 istituì un codice di leggi locali, la Carta De Logu, nel quale si dedicava un articolo al divieto di prelevare astori e falconi dal nido, costituendo così il primo caso di tutela verso gli uccelli rapaci.
E’ caratterizzato da ali particolarmente lunghe e strette, che determinano l’aspetto slanciato di questa specie; presenta infatti un’apertura alare che può superare il metro (90-120 cm), rapportata a una lunghezza totale che varia dai 36 ai 45 cm.
Il maschio del falco della regina si distingue dalla femmina per avere il circolo periorbitale e la base del becco, detta cera, gialli anziché di colore celeste; la differenza di dimensioni tra i due sessi è minima, con ampi valori di sovrapposizione, ed eccetto qualche caso non è in genere rilevabile con assoluta sicurezza.
Le popolazioni di falco della regina sono caratterizzate da due diverse colorazioni di piumaggio, o "fasi": nella fase chiara la gola e le guance spiccano nettamente rispetto alla parte superiore della testa e ai mustacchi scuri; il petto e il ventre presentano una colorazione di fondo da crema a rossastra con striature bruno-nere, mentre la parte superiore appare bruna o bruno-bluastra; nella fase scura, che rappresenta il 25% della popolazione, la colorazione del piumaggio è completamente nerastra.
Il nido del falco della regina è praticamente inesistente, e la femmina depone da 1 a 4 uova, più comunemente 2 o 3 ed eccezionalmente 5, in cavità o terrazzini nella maggior parte dei quali è stata notata la presenza di finissimi detriti sabbiosi che costituiscono probabilmente una più accogliente e soffice superficie per uova e pulcini. La cova è prevalentemente compito della femmina; le uova, deposte nei giorni di fine luglio-primi di agosto, si schiudono dopo circa un mese, e i giovani si involano dalla fine di settembre ai primi giorni di ottobre. Questo periodo di nidificazione, tardivo rispetto agli altri rapaci, dipende da un’esigenza alimentare: per l’allevamento dei pulcini, infatti, i falchi sfruttano il flusso migratorio, mentre nel periodo compreso tra novembre e aprile si nutrono di grossi insetti come libellule, coleotteri, farfalle e formiche volanti.
Il falco eleonorae nidifica nell’area del Mediterraneo ed in pochissime isole dell’Oceano Atlantico; in Italia le colonie più importanti si ritrovano in Sardegna, in particolare nel Golfo di Orosei e nell’isola di San Pietro. Terminato il periodo di riproduzione, sverna in Madagascar e nell’arcipelago delle Mascarene, compiendo un viaggio di circa 6000 chilometri attraverso il continente africano.

Testo e foto di Laura Busia

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